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Giovedì, 30 Giugno 2022
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Km97, Fse propone caselli alternativi per attività culturali e musicali

La storica sede usata dall'associazione Sum deve tornare a Ferrovie del Sud Est per lavori di ammodernamento. Ma vi sono almeno altre sei case cantoniere sfruttabili, non essendo funzionali all'esercizio

LECCE – Il Km97 dovrà chiudere, questo è certo. Non c’è possibilità che l’associazione Sum, con sede a Monteroni di Lecce, possa continuare a utilizzare il vecchio casello ferroviario al Km97+188, lungo la linea Martina Franca-Lecce (in agro del capoluogo salentino) per il quale nel 2010 era stato stipulato un accordo con Ferrovie del Sud Est che prevedeva una concessione d’uso precario degli spazi della durata di nove anni, con diverse richieste di proroga nel frattempo inoltrate.

Le attività, però, potrebbero proseguire, magari in luoghi pressoché identici a quelli usati in questi dodici anni. Le alternative perché possano sopravvivere attività culturali e musicali in uno spazio altrettanto suggestivo e particolare, a quanto pare, non mancherebbero. E a indicare possibili soluzioni è proprio Fse. Dalla società di trasporti regionale, di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato, infatti, spiegano che la chiusura di quel casello dove oggi trovano ospitalità le attività promosse dall’associazione è funzionale ai lavori di ammodernamento che prevedono, come noto, l’elettrificazione della linea. Fse dirà addio, insomma, presto dirà addio ai vecchi treni a diesel.  

La società, a questo punto, sostiene di aver proposto altri due caselli, per perpetuare le attività: sono quelli al km 96 e al km 98, i quali non sono funzionali all’esercizio e, di conseguenza, possono essere utilizzati per scopi culturali e sociali. Non solo. Per martedì prossimo è previsto un sopralluogo anche in altri quattro caselli. Insomma, le alternative non mancherebbero anche se, ovviamente, resterebbe il rammarico più che comprensibile di dover abbandonare un luogo al quale i frequentatori, nel tempo, si sono affezionati, specie dopo tanto lavoro per renderlo vivibile. Intanto, in attesa che si assuma una decisione, Fse ha messo a disposizione dell’associazione un magazzino nelle vicinanze del Km97 per depositare attrezzature e strumentazioni musicali.

Km97: com'era prima, com'è diventato dopo

È stata proprio l’associazione a sollevare il problema, in questi giorni, dopo aver ricevuto una raccomandata con la richiesta di sgomberare i locali “per urgenti esigenze legate all’imminente ristrutturazione dell’infrastruttura ferroviaria”, procedendo “al ripristino dello stato originario dei luoghi”.

Inutile dire che l’associazione non l’ha presa bene (qui il precedente articolo). Il casello, una volta recuperato, ha vissuto una nuova primavera, arrivando a ospitare tre sale prova, uno studio di registrazione, un’audiofficina e un archivio della musica indipendente. Ottenendo alcuni finanziamenti pubblici che hanno coinvolto il restauro dell’immobile e le attività che si svolgono. E creando anche opportunità e lavoro.

“Una struttura riqualificata col sudore della fronte”, spiegano dall’associazione. “Un posto di musica e di incontro, che ha visto la nascita di progetti condivisi con tante altre realtà del terzo settore, enti pubblici e privati, del territorio e non, generando fermento culturale e sociale. Un posto che è stato casa per tante band che hanno potuto provare, sperimentare, confrontarsi e soprattutto esprimere la propria arte”.

Dal 30 giugno, però, tutto questo non ci sarà più. Non al Km97, almeno. Bisognerà ora vedere se in qualcuno fra i vari luoghi alternativi e potenzialmente sfruttabili possa sul serio risorgere un progetto che abbia le stesse prerogative.

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