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Venerdì, 1 Luglio 2022
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"La Luna sulle case popolari", raccolta postuma del poeta Gabriele Galloni

"La Luna Sulle Case Popolari. Poesie e Prose sui luoghi dell’anima" è una raccolta postuma del giovane e mai dimenticato poeta romano scomparso prematuramente e improvvisamente nel settembre del 2020

La Luna Sulle Case Popolari. Poesie e Prose sui luoghi dell’anima (ChiPiùNeArt Edizioni) di Gabriele Galloni  (Roma, 1995 – 2020), a cura di Adele Costanzo, con un’introduzione di Roberto Renna  e una nota di Antonio Veneziani, è una raccolta postuma del giovane e mai dimenticato poeta romano scomparso prematuramente e improvvisamente nel settembre del 2020.

Sono poesie e prose scritte tra i sedici e i diciotto anni (tra il 2011 e il 2014) da un poeta che non ha mai avuto paura di parlare, che della parola poetica ha fatto la sua principale forma di comunicazione. Sono testi narrativi e poetici dedicati ai luoghi cari a Gabriele, quelli in cui ha vissuto le prime esperienze e sui quali, per primi, ha posato il suo sguardo curioso, attento e insieme straniante. Le immagini di Via Ventimiglia, del Trullo, di Ponte Galeria, di Monte Cucco e del mare di Fiumicino in lontananza possono ben testimoniare […] un modo di rappresentare e di risignificare il mondo che è già letteratura, è già arte come afferma nella sua nota Adele Costanzo, curatrice del volume.

La Luna Sulle Case Popolari. Poesie e Prose sui luoghi dell’anima  si apre con una descrizione del Trullo, quartiere di frontiera di Roma, che per Galloni è più un paesello o […] centro pseudo marittimo piuttosto che […] un estremo e sgradevole lembo di periferia.(p.16) Al Trullo non c’è segreto che tenga in mezzo ai lotti delle case popolari; non c’è confidenza o bugia che duri più di una notte e quasi tutti gli abitanti lo dicono ridendo: “Qua nun ce stà segreto che tiene... Se volemo, potemo incarcerà tutto er Trullo. […] Il Trullo è infatti un quartiere a “conduzione familiare” diciamo così. (p.17)

Questa raccolta che alterna prosa e poesia permette diverse possibilità di lettura: una lineare e una in sequenza per la sola prosa - Storia del Fauno Giuseppe, La storia di Dimitri e Alessandra, E la notte tornò la notte, Visione, Elisabetta e san Tarcisio martire, Scenetta, Una notte particolare, Racconto d’autunno, L’ultima partenza, L’eterna attesa e la luna, L’estate bussava alle porte delle nuvole, La leggenda di Pan e Siringa, La leggenda di Marsia a Fiumicino - o per la sola poesia - Il vento tra i rami sottili, Idillio arcadico, Disegno a matita e carboncini, Domenica dell’ultimo saluto, Si dirada il grigio verso il mare, Cade lenta la pioggia sulla borgata, Notturno, La ballata della luna, Frammento, Fuggono lieti, lieti e spensierati, Immobile il fiume, Vergine della Magliana, La ballata di Narciso, Tornando a casa, Epitaffio per madama Luna, Sorge la luna, calma sopra il mare, Malinconia, Un bianco pomeriggio senza vento, Visione lunare (Ladispoli), Il cortile delle vacanze estive, Notte di festa, Paesaggio suburbano, Ricordi, Ponte Galeria, Fiumicino (fotografie della memoria)-.

Nella parte narrata Galloni mescola al racconto orale quello favolistico, agiografico e mitologico. La sua è una narrazione (prosa breve, spezzoni di romanzi, racconti metaforici) verticale che fa cadere in piedi il lettore nella realtà marginale a lui tanto cara, nella quale può camminare e vedere cosa c’è intorno. O sedersi con i protagonisti e ascoltare le storie che raccontano. In Storia del Fauno Giuseppe, Giuseppe, conosciuto come il fauno per l’abitudine che aveva di girovagare nudo in giardino, cioè la collina intera, viveva in solitudine e andava nel quartiere per la messa della domenica e le festività religiose. Una storia di lutto e separazioni che lo rende sperso nella vita, isolato dalla contingenza fino all’ultimo dei suoi giorni, ma con uno sguardo attento al mondo del quartiere che guardava dall’alto

sopratutto alla sera, quando sedeva sul ciglio della collina, l’occhio gli cadeva in basso, verso le luci del quartiere. Le case popolari di via Ventimiglia coperte da un velo di zucchero, il campetto da calcio polveroso e le piccole macchie che correvano inseguendo un pallone, il campanile della chiesa che s’innalzava verso il cielo crepuscolare striato di sangue e di ametista. (p.30)

E in tutti i racconti Galloni propone una galleria umana di paria, di gente semplice che non ha mai concepito un cambiamento, una fuga reale dal luogo e da se stessa. Un’umanità affannata tra storie radicate e interiorizzate, calata nel suo habitat, tra case popolari e un paesaggio suburbano, che la luna ammanta di una luce poetica che cambia e resta uguale seguendo l’inesorabile scorrere delle stagioni.

Nella lettura delle poesie la conferma che Galloni è nato poeta e che la sua poesia è potente, matura e già a fuoco in età giovanile.

La ballata della luna (p.70)

La luna sulle case popolari

Ha un mormorare lieve, di campana.

A tratti pare farsi più lontana

Come una donna fredda, un po’ vezzosa,

Dal seno tondo e gli occhi dolci e chiari

Che piangono stanchezza in ogni cosa.

È sempre sola. Appena qualche stella

Le tiene compagnia senza parlare.

Si specchia negli stagni, in mezzo al mare

Col solito suo fare indifferente.

Epitaffio per madama (p.113)

Luna Amante degli insonni,

degli ultimi romantici;

ispiratrice dei più dolci cantici,

riposa in pace

nell’ultimo dei sonni.

L’anima tace.

Visione lunare (Ladispoli) (p.146)

Senti? La luna è un solo gracidare

Argentato nell’ombra. La città

Dorme sull’onda del tiepido mare.

Bianchi i palazzi nel sogno lunare,

Bianca la spiaggia, il porto, la piazzetta...

Bianco il tuo viso che traluce strano

Una luna che come una donna guarda le case popolari e chi le abita con occhi Che piangono stanchezza in ogni cosa; una luna che illumina il creato durante il nero della notte mentre L’anima tace; e nel suo bianco lucore diventa un solo gracidare/Argentato nell’ombra.

Dopo la lettura della raccolta miscellanea de La Luna Sulle Case Popolari. Poesie e Prose sui luoghi dell’anima la luna non appare più la stessa e nemmeno le case popolari; il riscatto lirico che Galloni sa regalare al mondo marginale, periferico è bellezza pura.

Gordiano Lupi nella sua nota su Il salto della quaglia|L’informazione oltre lo steccato invita a leggere questo libro giovanile, nella speranza, una speranza condivisibile, che un giorno si possa compilare un Meridiano contenente l’opera omnia di Gabriele Galloni.

Accanto alla copertina del libro, una foto di Gabriele Galloni per gentile concessione della signora Irma Bacci, madre del poeta.

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