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La forza delle donne afgane negli scatti di Fatimah Hossaini: la mostra all'Aba

Madrina d'eccezione, all'inaugurazione, la ministra Messa. La personale della fashion photographer per la prima volta approda in Italia ed è visitabile gratuitamente

LECCE – Pechino, Teheran, New York, Parigi. La personale della fashion photographer e fondatrice dell’organizzazione artistica Mastooraat Organization, l’iraniana Fatimah Hossaini, dopo aver girato il mondo, sbarca per la prima volta in Italia e a ospitarla è l'Aba (Accademia di belle arti) di Lecce. Come anticipato nei giorni scorsi, madrina d’eccezione è stata la ministra dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa.   

“Beauty amid War”, è il titolo della mostra in cui, esposti nell’atrio dell’accademia leccese, si possono ammirare diciotto scatti con protagonisti i volti delle donne appartenenti a diverse etnie: Pashtun, Tagiki, Hazara, Qizilbashes e Uzbeki. Dodici immagini sono tratte dalle raccolte “Pearl in the Oyster e Khurasani Reflections”: raccontano la bellezza e la forza delle donne afghane nelle zone di guerra, oltrepassando lo stereotipo della donna-vittima. Catturati in sei fotografie di grandi dimensioni anche i paesaggi caratteristici dell’Afghanistan.

L’arte viene dunque concepita come mezzo di denuncia sociale, e l’immagine fotografica assunta come messaggio al mondo, silenzioso ma potente, che narra la resilienza di milioni di donne afgane. Presenti al vernissage, questa mattina, il presidente dell’Accademia, Nicola Ciracì, il direttore Nunzio Fiore, l’assessore regionale al Diritto allo studio, scuola, università Sebastiano Leo e il presidente del Consiglio comunale di Lecce Carlo Mignone.

Ad aprire l’incontro è stato il direttore Fiore: “Oggi abbiamo avuto il piacere di conoscere Fatima e attraverso le sue opere abbiamo capito di avere molti valori in comune come la lotta contro le oppressioni e la parità di genere. Questa mostra – ha proseguito - è un invito a non spegnere mai i riflettori e a battersi con le armi della bellezza. L’arte accomuna e riesce a superare i limiti e le differenze culturali, evidenziandole con maggior spessore, permettendo di essere maggiormente uniti. Condividiamo pienamente la filosofia di Fatima, ovvero quella di utilizzare l’arte per potenziare la pace. Adottiamola – ha concluso - perché è l’unica via per superare i conflitti”.

La ministra Messa apre la mostra

Ha preso poi parola la ministra Messa che, ringraziando i presenti e Fatima “per ricordare attraverso le sue fotografie e la sua opera artistica di non fuggire l’indifferenza” si è detta “onorata oggi di essere in questa accademia di grande qualità e livello”. Nel suo intervento ha ribadito anche l’importanza delle accademie e dei conservatori nella formazione, considerati “veri gioielli di estrema attrattività del nostro Paese e i punti più internazionali, sui quali stiamo lavorando per creare un sistema simile a quello universitario”. 

Maria Cristina Messa ha sottolineato, inoltre, la qualità dell’offerta formativa dell’accademia leccese, che dà ai giovani la possibilità di seguire le proprie inclinazioni ed è popolata da docenti e artisti che sono un vanto per il Paese. “Lecce è una città gioiello vivace, non solo da guardare ma da vivere e che può dare tantissimo. Ci sono tante opportunità in questo periodo grazie al piano nazionale e agli investimenti del governo perché in Italia le differenze territoriali si assottiglino. Lecce in questo può – ha detto la ministra - giocare una parte molto importante e io farò di tutto per essere presente e aiutarvi in questo”.

A concludere l’evento, l’intervento del presidente Nicola Ciracì. “Oggi per me è una giornata di festa e ringraziamo il ministro per la sua visita. Un grande segnale di incoraggiamento per i nostri allievi e docenti, per il Salento e per tutti coloro che credono nell’arte e nella cultura come strumenti di crescita. Oltre ad avere il pieno sostegno da parte della Regione Puglia e del Comune di Lecce, siamo in piena sinergia con il Rettore dell’UniSalento e il Conservatorio. Questa città ha una forza, oltre alla bellezza, ovvero avere tre istituzioni di formazione terziaria che rappresentano il motore dei talenti futuri. Un aspetto importante che stiamo portando avanti sono le relazioni glocal - ha concluso -: siamo impegnati nel progetto Welcome office international per accogliere quanti più studenti stranieri possibile, perché siamo sempre stati terra di ospitalità, che fa parte del Dna dei salentini”.

La ministra, successivamente, ha visitato anche la mostra dei docenti “Art/Doc Faculty Exibition” esposta all’interno del portico gotico della sede di via Libertini.  Entrambe le mostre, ad ingresso libero, sono visitabili fino al 22 novembre 2021 presso la sede dell’Accademia di belle arti, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 18.

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