Incontro con gli arbitri dopo il torto subito. Rizzoli: "Alla base c'è stato un errore"

Riunione dei club di serie A con i vertici dell'Aia e il suo organo tecnico. Col presidente Sticchi Damiani anche il dg Mercadante, capitan Mancosu e Bovo. Rizzoli riconosce lo sbaglio da parte di Manganiello

Lapadula ribadisce in rete: l'arbitro prima convalida, poi annulla su segnalazione del Var.

LECCE - Nella riunione in programma oggi allo stadio Olimpico di Roma tra club di serie A, Associazione Italiana Arbitri (Aia) e la Commissione Arbitri Nazionale (Can), il Lecce si è visto sostanzialmente riconoscere la fondatezza delle sue proteste per l'episodio che ha condizionato - e probabilmente deciso - le sorti della gara del 10 novembre contro la Lazio, in quello stesso stadio.

La società di via Costadura, infatti, ha ribadito ai quadri tecnici della classe arbitrale la convinzione di aver subito un grave e ingiustificabile torto. In quell'occasione, infatti, era stato annullato un gol a Lapadula per invasione dell'area di rigore da parte dell'attaccante prima che Babacar eseguisse il calcio di rigore, poi respinto da Strakosha. L'entrata anticipata di almeno due giocatori della Lazio era stata invece "ignorata" dall'arbitro nonostante fosse avvenuta proprio davanti a lui. 

La decisione, scaturita dall'intervento del Var, Pairetto, era stata subito contestata a fine partita dal presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani.  Riferendosi all'articolo 14 del regolamento, il numero uno del club giallorosso aveva precisato che l'unica interpretazione possibile - data la contestuale invasione da parte di elementi di entrambe le squadre - avrebbe dovuto portare alla ripetizione della massima punizione. La decisione era stata giustificata dal designatore degli arbitri, Nicola Rizzoli, richiamando la "prassi" relativa all'applicazione del protocollo Var che punisce il calciatore che ha tratto maggior vantaggio dall'invasione, come da lui suggerito nelle riunioni tecniche tenute prima dell'inizio del campionato.

Rizzoli ha ribadito questa versione anche nell'incontro odierno, aggiungendo però una non marginale premessa: l'errore di Manganiello che non ha visto, oppure ha scelto di non sanzionare, l'evidente entrata anticipata dei laziali. Assolto invece il Var, infatti, cui spetta - in virtù delle ultime modifiche relative al protocollo - il compito di analizzare il movimento del calciatore che capitalizza l'ingresso in area (oppure del portiere se muove entrambi i piedi dalla linea prima dell'esecuzione del rigore).

Ma se al direttore di gara è lasciata la discrezionalità di decidere cosa sia rilevante e cosa no senza che il Var possa indurlo al ravvedimento (altrimenti sconfinerebbe dal proprio mandato), perché il Var può prevalere con i suoi automatismi e far tornare sui proprio passi l'arbitro, che nella fattispecie aveva convalidato il gol di Lapadula? Si tratta di uno sbilanciamento che non trova logiche giustificazioni. Del resto, la ricognizione puntuale del regolamento e delle integrazioni annesse, fatta all'indomani del match su questa testata, aveva chiarito come solo un'interpretazione forzata, al limite della distorsione, avesse potuto cambiare le carte in tavola rispetto a una previsione lineare del regolamento: entrata contestuale in area, obbligo di ripetizione indipendentemente dall'esito del penalty.

Al termine dell'incontro, il presidente del Lecce si è detto soddisfatto: “Nel corso della riunione è emerso, in tema di rapporto tra regolamento e protocollo Var, che ci sono due, tre punti critici, con seri dubbi interpretativi. Questi contrasti devono essere risolti, serve una dettagliata omogeneizzazione per tutte le federazioni che hanno autorizzato l'uso del Var. Purtroppo rimane l’amarezza che questo contrasto abbia portato a una interpretazione per noi dannosa”.

Il Lecce è stato anche apprezzato per la linea "conciliante" seguita nella vicenda, in primo luogo dallo stesso Rizzoli che ha ringraziato il club per i toni e i modi adottati per far valere le proprie ragioni, in maniera argomentata e costruttiva. La scelta era stata invece criticata da alcuni che avrebbero preferito andare fino in fondo con la presentazione di un ricorso. Secondo altri l'esito dell'incontro di Roma darebbe ora un credito ai giallorossi da spendersi alla prima occasione utile: “Le dietrologie non mi appassionano - ha risposto Sticchi Damiani sul punto -. Oggi abbiamo partecipato a una riunione nella quale tutti gli episodi incriminati sono stati riproposti accompagnati dall'audio delle comunicazioni tra arbitro e sala Var. Si percepiva la grande difficoltà nelle scelte e la cura adottata per prendere la decisione migliore. Credo sia stato un momento di crescita per tutti. Il problema giuridico resta: ora bisognerà andare avanti così fino al termine del campionato perché è impensabile intervenire in corso d'opera". 

Nella delegazione del Lecce oltre al presidente, c'erano anche il direttore generale Giuseppe Mercadanate, il capitano, Marco Mancosu, e, Cesare Bovo, collaboratore tecnico.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Violento schianto in centro, coinvolto il musicista Nando Popu

  • Carabiniere e “Le Iene” sott’accusa, chiesti 100mila euro di risarcimento

  • Spaccio di droga: in 14 a processo. Tra loro l’imprenditore dei vini Gilberto Maci

  • Nuova ondata di maltempo: allerta arancione in attesa delle violente raffiche di vento

  • Buco sul muro del negozio di abbigliamento nel centro commerciale: il furto fallisce

  • Violentò la figlia e nacque una bambina: il padre condannato a 30 anni

Torna su
LeccePrima è in caricamento