Parchi presto riaperti, ma non si potrà fare sport. Stretta sui bagni a mare

Qualche anticipazione del sindaco di Lecce e disposti più controlli nelle marine: segnalazioni giunte di bagnanti a San Cataldo

La Villa comunale di Lecce.

LECCE – Il pensiero è rivolto al domani, all’agognata fase 3 della gestione dell’emergenza dovuta al coronavirus. Ma il timore è sempre dietro l’angolo, quel passo falso che riporterebbe verso una catastrofica fase 1. Ecco perché, in attesa che domenica mattina, con Carlo Salvemini, torni in diretta Facebook l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco per fare il punto della situazione, il sindaco di Lecce, nella sua finestra social di dialogo con i cittadini, questa mattina ha sottolineato ciò che funziona, ha anticipato alcune prossime mosse, ma ha anche rimarcato quegli atteggiamenti pericolosi che vanno del tutto evitati. Per esempio, i bagni in mare.

Dopo aver ricevuto questa mattina segnalazione di molti cittadini visti con spensieratezza a mollo nelle acque della marina di San Cataldo, il sindaco ha preannunciato di aver dato disposizioni di un rafforzamento dei controlli. Mentre, circa le anticipazioni, Salvemini ha riferito che a breve saranno riaperti i parchi cittadini. Nella settimana che sta per arrivare, saranno dettagliate le modalità di accesso a Belloluogo, alla Villa comunale e al “Luigi Montefusco” del rione Santa Rosa. Specificando subito, però, che le aree verdi si potranno utilizzare per svago e relax, ma non per l’attività motoria, a livello individuale o di gruppo.

Niente corse, ginnastica, allenamenti, insomma, per ragioni di sicurezza piuttosto scontate, dovendo gli atleti convivere in uno spazio ristretto con anziani, bambini, cittadini in generale desiderosi solo di una boccata all’aria aperta. In fin dei conti, ha ricordato ancora il primo cittadino, c’è un’intera area urbana per allenarsi. Parchi presto riaperti, dunque, nelle fasce orarie che andranno dalle 8 alle 18.

"Mascherine, per ora non si possono obbligare"

Salvemini ha risposto anche a quanti, in questi giorni, gli abbiano chiesto perché non vengano emanate ordinanze per imporre l’obbligo dell’uso delle mascherine. Spiegando che, se ciò non avviene a livello comunale o regionale, è perché ancora oggi non è garantita la piena distribuzione nei punti vendita di mascherine al prezzo calmierato di 50 centesimi più Iva. E fino a quando non vi sarà puntuale reperibilità, stabilire obblighi potrebbe determinare evidenti difficoltà.

Per ora, dunque, occorre tener conto del fatto che sia espressamente sancito l’uso delle mascherine sui mezzi pubblici. Per tutti gli altri casi, specie nell’accesso nei luoghi chiusi, non si può che invitare tutti a indossare i dispositivi. Di più, Salvemini ha chiesto ai cittadini di raccomandarsi reciprocamente su questa importante pratica. Con rispetto, senza usare toni provocatori, evitando scontri. E, a proposito delle consegne di mascherine per le fasce più deboli, al momento, da parte del Comune, sono state oltre 12mila. Ne restano ancora oltre 10mila.

Le buone consuetudini, per cercare di limitare il più possibile i contagi, servono oggi per ripartire a pieno regime domani, tornare a muoversi sul territorio nazionale in libertà, frequentare le scuole, permettere a chi, ancora non ha riaperto la propria attività, di rimettersi al lavoro. Ricordando, per esempio, i commercianti ambulanti. Il sindaco ha incontrato ieri una loro delegazione. Riconoscendo il senso di profondo disagio, espresso con toni anche forti, ma spiegando come una ripresa sia oggi impedita dalle norme.

Salvemini, per rafforzare il concetto, ha menzionato anche il tormentone del momento, la rabbia del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, davanti alle ormai famose immagini dei Navigli presi d’assalto da migliaia di persone. “Non siamo diventati sceriffi per limitare le libertà delle persone – ha commentato -, ma siamo rappresentanti delle istituzioni chiamati a garantire la salute pubblica”. Ecco perché occorre più che mai senso di responsabilità  

I dati, finora, per quanto riguarda la provincia e lo stesso capoluogo, fanno bene sperare. Nel Salento il Covid-19 avanza con passo molto lento. A Lecce risultano attualmente 37 positivi e sul territorio, ha ricordato il sindaco esistono zone dove non sarebbe proprio arrivato. Nel dibattito sul numero di tamponi, ha poi ribadito quanto già espresso di recente. In regione questo è allineato alle strategie di individuazione delle catene di trasmissione, direttamente proporzionale ai casi positivi, ed è pari alla media per paziente di tamponi effettuati dalla Regione.

I controlli soprattutto contro gli assembramenti

Tornando ai controlli, in questa fase è più alta l’attenzione sugli assembramenti. Ma proseguono anche i controlli sui motivi degli spostamenti. Ieri, tre leccesi sono stati sanzionati dalla polizia locale perché le giustificazioni non sono state ritenute valide. Mentre, su 27 attività commerciali visitate, una è stata multata perché vendeva prodotti igienizzanti e mascherine, pur non avendo licenza compatibile.

Insomma, è bene sempre ricordare che si può uscire solo per motivi espressamente indicati dalle normative vigenti. Quindi, non si può passeggiare come mera attività fine a stessa, ha chiarito il sindaco, facendo magari il giro della città. Si può uscire e camminare per recarsi al lavoro, per una visita medica, per acquistare prodotti dalle attività autorizzate, visitare un congiunto, fare attività fisica.

Sotto controllo sono anche arrivi e partenze. In piazzale Carmelo Bene (ex foro boario), terminale dei pullman, ieri sono giunti 12 salentini. Ma esiste anche un traffico uscita. Per esempio, 17 altri salentini sono partiti in bus. Chiunque arriva viene accolto da agenti di polizia per il controllo delle certificazioni e per sancire l’obbligo di quarantena se il rientro è presso l’abitazione, il domicilio o la residenza. Mentre il personale sanitario provvede a rilevare le temperature corporee.

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In stazione, con l’unico treno di lunga percorrenza al momento attivo, il Frecciargento Roma-Lecce, sono scesi 72 passeggeri, tutti accolti con le stesse modalità. Circa gli arrivi in auto, invece, il sindaco ha ricordato che, sebbene non esistano veri e propri posti di blocco agli ingressi della città che consentano di filtrare i veicoli uno alla volta, ma posti di controllo (che vanno a campione), ci siano comunque progressive verifiche su tutta la rete stradale e autostradale, a partire dai caselli.

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