Ex Bellavista di San Cataldo, arriva il via libera a demolizione e costruzione

Al Tar la spunta la società sulla Soprintendenza: sì agli aumenti di cubatura sulla costa anche modificando la sagoma. L'assessore Miglietta: "Buona notizia per la rigenerazione" 

Il rudere visto dall'alto e, sotto, dal basso.

LECCE – In un mondo paralizzato dal coronavirus, c’è qualcosa che si muove e che porta una ventata di speranza, nell’ottica della riqualificazione di una marina leccese, come quella di San Cataldo, mai cresciuta adeguatamente. E’ arrivato, infatti, il via libera alla demolizione, con seguente ricostruzione ex novo, dello stabile sul lungomare (viale Amerigo Vespucci) che un tempo ospitava l’Hotel Bellavista, da troppi anni un rudere cadente che rappresenta un gigantesco pugno nell’occhio. Dovrebbe ora così partire la sperata riqualificazione della zona centrale di San Cataldo che potrebbe fare da traino ad altre iniziative.

Dietro a tutto, un progetto che ha avuto già diverse tappe sofferte e che dovrebbe prevedere la costruzione di nuove strutture, residenziali e commerciali. Nel contenzioso fra la società F31 e la Soprintendenza, infatti, davanti al Tar di Lecce l’ha spuntata la prima. Il nodo verteva, in questo caso, sull’ampliamento dell’esistente e la modifica della sagoma che, hanno sancito i giudizi amministrativi, rispetto a quanto contestato dalla Soprintendenza, è consentita dal Piano paesaggistico territoriale regionale, all'atto di interventi di demolizione e ricostruzione. Gli aumenti di cubatura previsti dal cosiddetto Piano casa, dunque, possono essere realizzati nei territori costieri e nelle aree di rispetto dei boschi individuate, anche modificando il profilo dell’edificio preesistente. 

Ripercorrendo le ultime tappe della storia, nel 2018 l’impresa ha richiesto al Comune di Lecce il rilascio del permesso di costruire e dell’autorizzazione paesaggistica per realizzare un progetto ai sensi del Piano casa per l’adeguamento funzionale e strutturale dell’edificio esistente. Che sia in condizioni di avanzato degrado e abbandono, è sotto gli occhi di tutti.

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Nell’aprile del 2019 la Soprintendenza ha reso il proprio parere favorevole, ritenendo però necessario il rispetto della sagoma del preesistente dell'edificio poiché il Pptr, è stato sottolineato, non consentirebbe questo tipo d’interventi nei territori costieri e nelle aree di rispetto dei boschi. Condividendo le tesi sostenute dai legali, però (la società, nella vicenda, era rappresentata dagli avvocati Pier Luigi Portaluri e Giorgio Portaluri), il Tar ha chiarito che in quelle aree, quando l’intervento sia volto alla riqualificazione del contesto, l’ampliamento dell’esistente e la modifica della sagoma sia espressamente consentita dal piano paesaggistico.

Secondo gli avvocati Pier Luigi e Giorgio Portaluri, si tratta di una sentenza di particolare rilievo, perché per la prima volta arriva una pronuncia sui rapporti tra le possibilità edificatorie premiali del Piano casa e le previsioni del Pptr per i territori costieri e per le aree di rispetto dei boschi. E, commentando la possibilità di riqualificare questa zona di San Cataldo, i legali commentano: “Tra l’altro, ciò accade in un periodo in cui il settore turistico-ricettivo ha bisogno di nuovo slancio per superare gli inevitabili effetti negativi della grave emergenza epidemiologica”.

“Ogni passo verso la rigenerazione delle marine è una buona notizia”

La decisione ha soddisfatto anche l’assessore all’Urbanistica e alle Marine di Lecce, Rita Miglietta. “Ogni passo compiuto verso la rigenerazione delle marine e con loro di San Cataldo è una buona notizia e un segnale molto importante per tutta la città”, commenta a margine. “Uno di questi passi è stato senza dubbio il provvedimento con il quale l'amministrazione comunale, tra le pochissime in tutta la provincia, ha promosso nel luglio del 2018 l'applicazione delle misure premiali e incentivanti del Piano casa per immobili privati posti in quei contesti paesaggistici vincolati come le marine, a patto però che queste misure servano a ristabilire i valori ambientali e a combattere il degrado e l'abbandono”.

“Con questo obiettivo infatti – prosegue - abbiamo voluto rafforzare la programmazione pubblica promuovendo l'iniziativa privata. L'ex Hotel Bellavista da troppi anni rappresenta un pugno nello stomaco e negli occhi di tanti cittadini che attraversano il lungomare, una ferita aperta che ha bisogno di rimarginarsi con urgenza con nuova vitalità e servizi, aprendo così una pagina nuova per la marina”.

“Il nostro augurio – aggiunge - è che questo progetto, che ha molti elementi di qualità, possa partire molto presto, per restituire a San Cataldo un tassello importante del suo lungomare, e per fare in modo che, insieme al Piano coste, sia la scintilla per nuove opportunità. In queste settimane difficili – conclude -, questa è una buona notizia che serve alla città a credere nelle sue risorse: costruire insieme, pubblico e privato nuove opportunità di riscatto nel segno di nuovi valori di sostenibilità”.

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