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Piombino esploso sull’agente, solidarietà e sdegno. E le indagini proseguono

Mentre i carabinieri stanno cercando di dare un nome all'autore degli spari con un'arma ad aria compressa contro una vigilessa di Lecce, in tanti hanno voluto condannare il gesto. Chiedendo anche più tutele per la polizia locale

LECCE - Fra ieri sera, quando si è sparsa la notizia, e oggi, sono stati molti coloro i quali hanno voluto manifestare solidarietà nei confronti dell’agente di polizia locale colpita da un pallino di piombo esploso da un'arma ad aria compressa mentre era impegnata in un posto di controllo in via Pitagora, a Lecce, non lontano dal mercato di Settelacquare.

Un gesto che sarebbe grave ridimensionare a una semplice bravata, un atto goliardico, e che ha visto suo malgrado vittima una donna di 43 anni, madre di due figli, in quel momento al lavoro. Fortuna ha voluto che il pallino abbia frenato la sua corsa perché conficcatosi in una patch della divisa all’altezza dell’avambraccio sinistro, e che pure le ha provocato arrossamento e gonfiore, come constatato dagli operatori del 118 chiamati a intervenire sul posto.

Indagini dei carabinieri

Le indagini dei carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce, i primi a intervenire, e dei colleghi della stazione di Lecce Principale, vanno avanti spedite per dare un nome all’autore dello sparo che potrebbe essere stato effettivamente esploso da uno dei balconi della zona. Già ieri sera il sindaco Carlo Salvemini, condannato sulla sua pagina Facebook quella che ha definito “un’azione criminale che solo per un caso non ha prodotto danni seri”, aveva scritto, a caldo: “Non ho parole per commentare chi imbraccia un fucile per sparare dalla propria abitazione per colpire due vigilesse (accanto c’era una collega, rimasta incolume ndr) impegnate nel compiere il proprio dovere per strada”. E, in effetti, come potrebbe suggerire l’angolo di tiro, l’ipotesi dello sparo da un palazzo sembra prendere sempre più piede, rispetto a quella del grilletto premuto da un’auto in corsa. La speranza è riposta anche nelle telecamere della zona.

Claudio Renisi, segretario aziendale del Csa (Coordinamento sindacale autonomo) del Comune di Lecce non ha dubbi su quanto avvenuto: “Si tratta, evidentemente, di un atto intimidatorio volto a limitare o addirittura impedire ad una forza di polizia di fare il proprio dovere. Quello che è stato un gravissimo gesto senza, per fortuna, conseguenze serie per la collega, poteva trasformarsi in qualcosa di più grave se il piombino sparato da un fucile ad aria compressa, anziché impattare contro la patch della divisa, avesse toccato parti più vulnerabili del corpo”, sottolinea.

Duro anche il commento di Filomena D’Antini, consigliera di Parità della Provincia di Lecce: “Sparare contro chi svolge il proprio lavoro per servire lo Stato e la collettività è quanto di più aberrante possa accadere. Alle due vigilesse tutta la mia vicinanza sicura che non sarà questo gesto a intimidire chi si impegna a far rispettare la legge”, aggiunge, auspicando che, una volta rintracciato il responsabile, si applichi “una pena esemplare”.

L’associazione Comandanti e ufficiali  

Dopo il comandante della polizia locale leccese, il colonnello Donato Zacheo, l’associazione dei comandanti e ufficiali della Polizia locale della Provincia di Lecce, ha espresso compattamente piena solidarietà alla collega ferita domenica sera durante l’espletamento del servizio nel capoluogo barocco e ha condannato il bieco ennesimo attentato consumato a danno della legalità e nell’insufficienza di una legge poco dignitosa, che non garantisce tutela, riconoscimento e degna collocazione alla polizia locale.

Si fa sentire forte dunque la reazione di As.Com che è tornata a condannare aspramente la viltà del gesto ai danni della collega ferita alla clavicola da un colpo di fucile a piombini in via Pitagora, durante il servizio di un posto di controllo. Il vice presidente dell’associazione e comandante della polizia locale di Nardò,  Cosimo Tarantino, a nome di As.Com, chiede più tutela normativa agli organi preposti, al governo e lamenta il mancato riconoscimento di chi, tutti i giorni, per strada, fedelmente ai propri doveri e indossando la divisa con onore, combatte ogni forma di illegalità,con lo sguardo sempre rivolto al bene comune e alle esigenze del territorio in cui opera. Qui, di seguito il suo messaggio di solidarietà.

“Il bieco ennesimo attentato alla legalità consumato ai danni della Polizia locale di Lecce” commenta il vice presidente Cosimo Tarantino, “ è la prova concreta, ove ancora necessario, che le donne e gli uomini della Polizia locale con i fatti diuturnamente combattano contro ogni forma di devianza e sempre con i fatti raggiungano il podio della concretezza operativa a differenza delle vuote parole di chi ci governa a livello centrale che ostinatamente, ed inspiegabilmente, a tutt’oggi non solo continua a non darci il giusto riconoscimento alla pari delle altre forze di polizia ma, addirittura, non perde occasione di rifilarci colpi bassi,  relegandoci così sempre più in una sorta di limbo normativo”. 

“A nome mio personale, di tutta As.Com. e di tutti i rappresentanti della Polizia locale esprimo profonda solidarietà e vicinanza alla collega della polizia locale leccese, vilmente colpita nel pieno adempimento dei propri doveri. Nel mentre però l’atto per un attimo ci mette in ginocchio, rassicuriamo la parte buona dei fruitori del nostro servizio, fortunatamente la stragrande maggioranza, che già ci siamo rialzati con slancio amplificato rispetto a prima. I vigliacchi ed i codardi non ci hanno mai spaventato ed, anzi, mai come oggi li combatteremo sempre a testa alta e con la schiena dritta. In ogni caso non perderemo mai la speranza di un onesto riconoscimento normativo, magari con il nuovo Parlamento”.

"Serve legge quadro di polizia locale"

Sul caso anche Giancarlo Capoccia, coordinatore cittadino del Movimento Regione Salento. “La nostra vicinanza – dice – non vuole essere solo di facciata, ma vogliamo che si sappia che ovunque gli uomini in divisa chiedono non vendetta, ma giustizia, contro chi ha compiuto un gesto così efferato. E se qualcuno pensa siano eventi sporadici, o peggio lontani dalla nostra realtà territoriale – aggiunge –, purtroppo non è così”.

Capoccia, a questo punto si augura anche che “al più presto sia approvata a livello nazionale la nuova Legge quadro della Polizia locale, agognata dalla categoria da decenni, al fine di prevedere la completa equiparazione delle tutele assistenziali, previdenziali e fiscali delle altre forze di polizia ad ordinamento statale, anche al fine di ottenere l’entrata della Polizia locale tra le categorie dei lavori usuranti o quantomeno gravosi”.

E questo, “visto l’altissimo numero di aggressioni, infortuni e malattie professionali, con un’incidenza molto più alta rispetto alle altre forze di polizia statali, per la continua presenza nelle strade di tutti i nostri comuni, province e citta? metropolitane e di conseguenza in tutto il territorio nazionale”, conclude Capoccia.

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