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Romanticidio. Spoesie d’amore come asce contro i cliché

La spoetessa Eleonora Molisani mantiene il confine sottile tra dissacrazione e profondità, perché non si possono scrivere spoesie colte e comiche senza un vissuto letterario solido e stratificato, in tempi in cui la poesia ha un mandato più social più sociale

Eleonora Molisani è una giornalista professionista, si occupa di attualità, cultura e libri per il settimanale Tu Style. È docente di giornalismo, comunicazione e new media della Scuola Mohole di Milano, e ha collaborato alla redazione di libri di scolastica e saggistica per Garzanti e McGraw- Hill. Ha pubblicato i romanzi Il buco che ho nel cuore ha la tua forma (Priamo & Meligrana, 2014) e Affetti collaterali (Giraldi, 2019), racconti in Pausa Cafè (Prospero, 2015), Lettere al padre (Morellini, 2019), Reboot-Lettere d’amore a Milano (BookaBook, 2020), Frattempi Moderni, Il Margine (2021), e cura la rubrica Book and Mood, un libro per ogni paturnia  per Scrittori a domicilio.

Romanticidio di Eleonora Molisani è una raccolta di circa settanta spoesie d’amore e altre disgrazie. Ma cosa sono le spoesie?

“[…]Poesia in forma o poesia senza forma?
Spoesia.
E non chiedetemi che cosa sia.”

Le spoesie sono asce contro i cliché, e il titolo Romanticidio nasce per dissacrare il famoso politicamente corretto in amore; Molisani è, per sua stessa ammissione, una romantica divergente, una sentimentale, e con questo lavoro non fa altro che scandagliare, smontare e analizzare il mondo romance patinato, edulcorato, e soprattutto carico di contraddizioni. E come Sylvia Plath, che le è molto cara, sporca lo scenario rosa con l’inchiostro nero, e lo fa consapevolmente, perché si può e si deve osare con le parole dopo aver ceduto ai fatti della contemporanea contingenza: amori non corrisposti, virtuali, malati e  annoiati.

La spoetessa Molisani mantiene il confine sottile tra dissacrazione e profondità, perché non si possono scrivere spoesie colte e comiche senza un vissuto letterario solido e stratificato, in tempi in cui la poesia ha un mandato più social più sociale.

Romanticidio è una racconta di spoesie brevi, haiku irriverenti ed esilaranti, momenti di riflessione profonda perché Molisani è consapevole che fare ironia su tutto equivale a non farne alcuna. I componimenti hanno un ritmo sinusoidale, sono ricchi di rime, (anche imperfette con suoni armonizzati), di ripetizioni di parole per sottolineare immagini e concetti, di metafore e di giochi linguistici di grande impatto espressivo e musicale. In lei, e per estensione nelle sue spoesie, dimora il dono della leggerezza che esprime profondità.

Da donna, cosa pensa che manchi maggiormente alle donne oggi? Di che cosa abbiamo veramente bisogno?

E.M.: Per rimanere aderenti all’immagine della protagonista delle spoesie, in sintonia anche con l’immagine forte scelta per la copertina del libro: manca una consapevolezza piena che solo insieme - esprimendo codici comuni e comportamenti coerenti e solidali - possiamo cambiare la cultura patriarcale, sessista e maschilista che ancora ci circonda.

Abbandoniamo per sempre l’idea della donna che deve essere salvata dal principe azzurro (come dico nel libro: il principe azzurro è una delle tante fake news!), abbandoniamo per sempre i panni della Bridget Jones che alla sera si ritrova sola sul divano, in lacrime e in compagnia di una “cofana” di gelato. Non abbiamo bisogno di stampelle emotive, non dobbiamo accontentarci di un partner solo per non rimanere sole, non dobbiamo accettare di rimanere eterne seconde nel lavoro, nei posti che contano, nella vita di coppia. Prendiamo in mano la penna come se fosse un’ascia e scriviamo noi - in prima persona - la nostra storia. Abbiamo bisogno di donne sempre più capaci di trattare l’uomo alla pari. Siamo diversi, ma uguali nei diritti (come dico in un’altra spoesia). Non dobbiamo aspirare all’uguaglianza, ma alle pari opportunità. 

L’incipit di questo viaggio lirico semiserio è Senza bussola, e recita: “Portami ovunque, purché ci sia vento”. Questa è la sua idea di rapporto d’amore. Perché il vento non sta mai fermo, e non conosce il vuoto. E questo vento sembra appartenerle perché il suo modo di essere lo ricorda; è una sperimentatrice e ha sempre bisogno di nuovi stimoli. Quindi immagino ci sia già un nuovo progetto in cantiere, di cosa si tratta?

Eleonora_Molisani_ foto_di_ Alfredo Bernasconi-2E.M.: Per me essere in due è un viaggio. Il rapporto di coppia è il viaggio più emozionante che ci sia. Senza dinamismo, senza cambiamento, senza evoluzione, senza “vento”, la coppia muore. Anche io, come persona e come autrice, devo nutrirmi di vento. Amo sperimentare, esplorare nuovi territori: fisici, umani e artistici. Sicuramente non abbandono la poesia, che è il mio primo e grande amore. Ma mi piace anche immergermi nella prosa della vita, quindi ci saranno altre storie, altri racconti. Il prossimo progetto riguarda i giovanissimi. E’ un’idea entusiasmante e originale, ma per scaramanzia non dico mai troppo in anticipo.

Per concludere, nella lista dei suoi classici preferiti quale occupa il primo posto?Ce lo racconta in un tweet?

Il classico della vita per me è l’Odissea. Simbolo del viaggio per eccellenza. Se dovessi scriverla in un tweet di rime baciate, sarebbe così:

“Odisseo intraprese un lungo e periglioso viaggio/

a quell’uomo non mancava certo il coraggio.

Amava l’avventura sopra ogni cosa/

anche se poi volle tornare a casa.

Umani e mostri nel suo errare incontrò/

ne uscì più forte e saggio, e i proci scacciò.

Alla fine ebbe la più bella ricompensa/

perché Penelope era campionessa di pazienza”.

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