Giovedì, 18 Luglio 2024
La polemica

“Offrendo lavoro nero e contratti pirata è ovvio che non si trovi personale”

I segretari di Uil e UilTucs commentano il recente bilancio dei controlli dei carabinieri del Nil, con dati oggettivamente sconfortanti. "Bisogna mettere al centro il tema della legalità o lo sviluppo locale rimarrà fermo"

LECCE – “I controlli nel settore turistico effettuati negli ultimi giorni dall’Ispettorato del lavoro hanno portato all’evidenza una situazione di degrado rispetto ai diritti del lavoro più volte denunciata dal sindacato. Il ricorso al lavoro nero, l’applicazione di contratti pirata, il mancato rispetto delle norme su salute e sicurezza e l’inosservanza delle regole poste nei Ccnl, sono state, e lo sono ancora, un malcostume del nostro territorio”.

Così Mauro Fioretti, coordinatore territoriale della Uil di Lecce e Antonella Perrone, Segretaria della UilTucs di Lecce (categoria che rappresenta i lavoratori del terziario, turismo, commercio e servizi) commentano l’ultimo bilancio dell’attività di contrasto al lavoro nero messo in campo dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce. Come noto, il bilancio è stato di ben 169 posizioni irregolari su 253 in 43 aziende controllate. In nove casi, poi, il rapporto di lavoro è risultato retribuito totalmente in nero. I settori verificati, quello turistico e quello agricolo. 

antonella perrone_segretaria gen UILTUCS LECCE

“Da tempo ed in ogni confronto con le istituzioni locali - rimarcano - la Uil e la Uiltucs - hanno posto tra le priorità dello sviluppo locale, il tema della legalità, proponendo che anche attraverso il ruolo dei distretti si costruissero le condizioni per uno sviluppo locale nel quale, il lavoro e la sua qualità, facciano parte di quel marchio identitario locale”.

Per i sindacalisti, occorre rompere il legame tra illegalità e bisogno di lavoro, soprattutto in un settore come il turismo che può essere il volano per promuovere uno sviluppo più complessivo dell’intero territorio. “Non è lavoro quello che schiavizza le persone, che nega diritti fondamentali quali il riposo e le ferie, che depaupera le retribuzioni, che considera la formazione ed i dispositivi di protezione dai rischi sulla salute e sulla vita, solo costi da abbattere. Ovvio, davanti a tale condizione di degrado, che nel territorio non si trovino dei lavoratori disponibili per il settore del turismo”, rimarcano i sindacalisti.

MAURO FIORETTI_coordinatore UIL LECCE

“Per cui, piuttosto che denunciare la mancanza di personale nelle strutture turistiche, sarebbe opportuno chiedersi cosa fare per impedire ai giovani professionalizzati la fuga verso Regioni e Paesi europei nei quali il lavoro è valore e i diritti vengono rispettati. Per Uil e Uiltucs – concludono Fioretti e Perrone - è importante costruire un rapporto proficuo e costante tra le istituzioni locali, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali e le giuste connessioni con i servizi ispettivi, per correggere le storture di un sistema che non costruisce sviluppo locale e mortifica il lavoro e le persone”.

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