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Over 80, disabili e dosi residue: la Regione aggiorna il piano vaccinale

Una nuova circolare per l'organizzazione circa soggetti fragili e domiciliari, anziani e vulnerabili, ma anche dosi di vaccino rimaste

LECCE – Arriva dalla Regione Puglia, in queste ore, una circolare d’aggiornamento sui vaccini per frenare l’avanzata della pandemia. A firmarla, il coordinatore della cabina di regia regionale per i vaccini Covid, Michele Conversano, il direttore del Dipartimento della salute, Vito Montanaro, e il dirigente di sezione Onofrio Mongelli. La circolare riguarda l’organizzazione per i soggetti fragili e domiciliari, over 80 a domicilio, con malattie rare e per la gestione delle dosi residue.

I medici di assistenza primaria (medici di famiglia, medici di medicina generale), come illustra una nota stampa della Regione Puglia, che qui riportiamo integralmente, devono aver già comunicato, come da protocollo firmato lo scorso 5 marzo, la possibilità di effettuare la vaccinazione anti Covid presso il proprio studio, struttura individuata o una sede messa a disposizione, nonché a domicilio. I direttori general delle Asl dovranno comunicare entro oggi, venerdì 26 marzo, alla Regione, l’elenco dei medici che hanno dato la disponibilità.

Over 80 a domicilio

Per avviare la vaccinazione da parte dei medici di famiglia dei soggetti over 80 a domicilio, le Asl tramite i distretti devono mettere a disposizione le liste di chi ha fatto richiesta. Le persone che hanno fatto richiesta saranno quindi vaccinate a domicilio secondo un calendario di massima che ciascuna Asl dovrà definire entro e non oltre lunedì 29 marzo. Ciascun medico dovrà tra l’altro: predisporre le agende settimanali, comunicare agli interessati la data e la fascia oraria dell’appuntamento. Le Asl assicureranno le dosi di vaccino Moderna necessarie.

Estremamente vulnerabili e disabili gravi

Per le vaccinazioni delle persone in condizione di “estrema vulnerabilità” e “disabilità grave”, la cabina di regia ha fissato la popolazione target di riferimento. Le persone “estremamente vulnerabili” che devono essere vaccinate dai medici di famiglia saranno direttamente identificate utilizzando le informazioni rilevabili dai sistemi ambulatoriali dei medici (esenzioni attive, prescrizioni, piani terapeutici, e via dicendo).

Le persone “disabili gravi” che vogliono essere vaccinate da parte dei medici di famiglia dovranno contattare o far contattare il proprio medico, comunicando di essere in possesso del certificato di handicap grave si sensi dell’articolo 3 comma 3 della legge 104/92, rilasciato dall’Inps o dalle commissioni medico-legali delle Asl. I medici predisporranno quindi le agende per la vaccinazione, la cui somministrazione dovrà essere garantita progressivamente dal 29 marzo.

I medici devono acquisire una dichiarazione con i nominativi dei conviventi/caregiver dei propri assistiti “estremamente vulnerabili” e di quelli “disabili gravi” che possa essere utilizzata per la vaccinazione presso i rispettivi medici dei conviventi/caregiver. Per i conviventi/caregiver dei pazienti “estremamente vulnerabile” e/o “disabili gravi” in carico ad altro medico, il medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente estremamente fragile, si limiterà a rilasciare apposita attestazione. L’attestazione è rilasciata anche dal pediatra di famiglia.

Per la vaccinazione presso le sedi vaccinali delle Asl delle persone “estremamente vulnerabili”, “disabili gravi” e dei conviventi/caregiver, i medici di assistenza primaria concorderanno con il Distretto socio sanitario di appartenenza il calendario di appuntamenti da gestire presso i punti vaccinali Asl.

Malattie rare

Per la vaccinazione dei soggetti con malattie rare e ad alta complessità di cura e dei loro caregiver: sarà effettuata dal medico di  medicina  generale  sulla base di  elenchi che saranno messi a loro  disposizione  da parte dei Distretti socio sanitari,  identificando i soggetti  (fonte Simarrp/ Edotto).

Dosi residue

In attuazione dell’Ordinanza numero 2/2021  del commissario straordinario Covid,  le  dosi di vaccino eventualmente  residue a  fine  giornata,  qualora  non  conservabili,  possono  essere  “eccezionalmente  somministrate, per ottimizzarne  l'impiego evitando sprechi, in favore  di soggetti  comunque  disponibili al momento, secondo  l'ordine  di priorità  individuato dal menzionato Piano nazionale  e  successive  raccomandazioni”. 

Pertanto, gli operatori dei punti vaccinali Asl e i medici di assistenza primaria: sono  autorizzati all’utilizzo delle  dosi residue  destinate  ai soggetti di età  superiore  agli 80  anni prenotati, ma che non si sono presentati  all’appuntamento,  destinandole in  favore di  persone  di età compresa  nella fascia  di età 70-79 anni  che, disponibili al  momento sulla  base di chiamata telefonica, si rendano disponibili a presenziare presso il punto vaccinale o l’ambulatorio del MaP medesimo prima della chiusura della sessione vaccinale  giornaliera.

Sono autorizzati, in subordine, all’utilizzo delle sole dosi di vaccino ancora residue a fine giornata e non conservabili, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, appartenenti a categorie prioritarie, come previsto dal Piano nazionale e dal piano regionale. A tal fine, le Asl, mediante i Cup manager e/o i responsabili dei sistemi informativi, devono rendere disponibili, con modalità idonee alla tutela dei dati personali, ai referenti Giava Asl gli elenchi dei soggetti appartenenti alla fascia d’età 70-79 anni completi dei dati di contatto telefonico.  

Gli elenchi saranno utilizzati dai punti vaccinali per la chiamata dei disponibili e per la registrazione dei dati, ivi compresi quelli di contatto, nel sistema Giava. Analogamente, i medici di assistenza primaria dovranno utilizzare un apposito elenco, ricavato dal proprio sistema informativo gestionale, che identifichi i pazienti secondo le priorità individuate dal piano vaccinale che, si rendano disponibili, su chiamata telefonica, a sottoporsi alla somministrazione  del vaccino.

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