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Rappresentazione artistica del disco di materia attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 3147 (ESA/Hubble, M. Kornmesser).

Rappresentazione artistica del disco di materia attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 3147 (ESA/Hubble, M. Kornmesser).

A caccia di particelle per svelare i segreti della "Susy". Scienziati a Lecce

Che altro non sarebbe, se non la supersimmetria. Per la prima volta in Italia il workshop dei ricercatori dell'esperimento Atlas

LECCE – Il tema è fra i più affascinanti. Ha a che vedere con la nascita dell’universo, le teorie cosmologiche e il mistero che ancora oggi avvolge la materia oscura, di cui si ha conoscenza per gli effetti gravitazionali che genera, ma di cui ancora nessuno ha ben capito la sostanza.

Il tema stesso, però, la supersimmetria, potrebbe essere in generale materia oscura per i più. Nel senso che non è alla portata di tutti. E’, infatti, al centro del workshop annuale del gruppo di scienziati che la studiano, nell’ambito dell’esperimento Atlas (acronimo che sta per A Toroidal Lhc ApparatuS, uno dei cinque rivelatori di particelle del Large Hadron Collider del Cern di Ginevra). Ebbene, per la prima volta l’evento che raccoglie i cervelloni che osservano e teorizzano l’universo si ritroveranno in Italia e, per la precisione, a Lecce.

Saranno un centinaio circa i ricercatori, provenienti da ogni angolo del globo, che si raccoglieranno nella sale delle Officine Cantelmo dal 24 al 27 settembre per confrontarsi. L’evento è stato organizzato da membri sessi dell’esperimento Atlas, dal Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento e dalla sezione di Lecce dell’Infn (Istituto nazionale di fisica Nnucleare).

Il modello standard non spiega tutto

“L’attuale conoscenza del mondo che ci circonda attraverso i suoi costituenti elementari e il modo con cui questi interagiscono fra loro, il ‘Modello Standard delle particelle elementari’, non sembra essere sufficiente ed esaustivo per spiegare alcuni aspetti della natura, come l’esistenza della cosiddetta materia oscura, che costituisce quasi un quarto dell’universo”. Questa la sintesi del pensiero di professori come Edoardo Gorini, Margherita Primavera, Andrea Ventura, Francesco Giuseppe Gravili e Marilea Reale.

“Il Modello Standard potrebbe essere solo una parte di una teoria più grande, rivelabile ad altissime energie. Ma quale teoria?”. E’ la domanda da cento milioni di dollari, anzi di particelle. E qui interviene la supersimmetria “per gli amici Susy”.

“Susy è una teoria elegante che suppone una simmetria in natura fra le particelle di materia e quelle che mediano le loro interazioni. Essa assolverebbe molto bene al compito di dare una risposta alle questioni irrisolte del Modello Standard ma, per poter essere “la teoria” che descrive il nostro universo, deve essere verificata con la scoperta di almeno alcune, fra le tante, nuove particelle che essa predice”.

Particelle, dove vi siete nascoste?

Il guaio è che nessuna di queste, almeno per ora, ha dato prova della sua esistenza. Un nascondino cosmico sul quale gli scienziati stanno cercando di fare luce. Ecco perché nell’incontro di Lecce “si discuteranno le strategie con cui dare la caccia alle elusive particelle Susy nei dati raccolti dall’esperimento nel Run 2 di Lhc e in vista del prossimo periodo di presa dati (Run 3), previsto iniziare nel 2021. I possibili modi con cui tali particelle potrebbero essere prodotte e manifestarsi nelle collisioni ad LHC – annunciano i ricercatori - saranno letteralmente passati al setaccio”.

“Nuove tecniche per analizzare gli eventi e discriminare il segnale cercato da ciò che segnale non è ma lo imita bene (il “fondo”) saranno discusse – concludono -, in una disanima critica di tutto quello che si può mettere in atto per scoprire e mettere a nudo i segreti della Susy, se veramente essa esiste in natura”. Ad accogliere i ricercatori alla spasmodica ricerca di particelle saranno il vicesindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci, e il neo rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice. Buona caccia.

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