Task force Covid-19: un salentino alla guida di analisi tamponi e ricerche anticorpi

Si chiama Andrea Di Lemma il direttore del Ptp, il parco tecnologico padano, che oggi inizia l’attività di laboratorio al servizio della comunità lombarda

LODI- “Abbiamo sentito la responsabilità anche morale di mettere il nostro laboratorio al servizio della comunità lodigiana”: con queste parole, Andrea Di Lemma, l’amministratore delegato della società di gestione del Ptp, il Parco tecnologico padano, entra a far parte della task force della Regione Lombardia che sta operando in stretto contatto con il ministero della Salute e con la Protezione civile per l’emergenza coronavirus.

Andrea Dilemma-3Andrea Di Lemma, nato a Roma, ma traferitosi poi a Brindisi per motivi di lavoro del padre, è “orgogliosamente leccese” perché la mamma è originaria di Campi Salentina, anche se ha frequentato il liceo a Brindisi e ha molti amici in questa provincia.

“Il 21 febbraio è scoppiata l’emergenza Covid-19 nella nostra zona e il 22 abbiamo chiesto alla Regione Lombardia di poter incrementare l’analisi dei tamponi dei contagiati mettendo a disposizione il nostro laboratorio, racconta Andrea Di Lemma, a capo della società consortile Ptp Scienze Park Scarl. “Oggi, dopo un elaborato iter, varie serie di valutazioni sulla capacità analitica e progetti di ricerca con cui ci siamo confrontati con l’Università di Milano e le aziende ospedaliere vicine, possiamo partire per aiutare la nostra comunità”.

Il Ptp, Parco scientifico padano con sede a Lodi dove opera dal 2010 nei settori dell'agroalimentare, della bioeconomia e delle scienze della vita, svolgendo attività di ricerca mirate all'innovazione e alla creazione di valore per le filiere produttive, già faceva tamponi nel laboratorio agro-alimentare, “ma ne abbiamo stravolti alcuni per metterli a disposizione della collettività e ringrazio i miei ragazzi che in tempi record sono stati in grado di effettuare tutte le analisi per poter partire oggi, mandando al contempo avanti il lavoro di routine per il reparto agro-alimentare”, prosegue.

“Analizzeremo la biologia molecolare sui tamponi inviati dalle aziende ospedaliere e poi invieremo i risultati all’Asl territoriale -, prosegue l’amministratore delegato -, questa attività da noi è ben collaudata da anni. E siamo anche pronti a eseguire i test di ricerca degli anticorpi IGG/IGM”. La ricerca punta a trovare coloro che sono già immuni pur non avendo avuto sintomi della malattia, almeno in Lombardia dove i casi si sono verificati per primi, permettendo a una parte delle attività collettive di riprendere prima che l’economia subisca danni irreparabili.

foto PTP-3

Andrea Di Lemma, trasferitosi a Lodi dal 2015 con la compagna e la figlia di quattro anni, è preoccupato per i genitori che vivono a Brindisi, “perché se il sistema sanitario lombardo, il più efficiente d’Italia, è arrivato al punto di quasi totale collasso, non oso pensare a cosa potrebbe accadere se arrivasse giù”, confida a LeccePrima. “Non c’è altro da fare se non restare a casa, perché non ci si è resi ancora conto della rapidità della diffusione di questo virus e ai miei genitori lo ripeto sempre. Restate a casa”.

Andrea Di Lemma riflette sulla profonda e sconvolgente tristezza che travolge l’animo all’idea di dover lasciare i propri cari soli, in ospedale, nell’ultimo giorno di vita. “Non ho esperienze dirette qui, però - e ricorda con affetto lo scomparso scienziato Michele Stanca, genetista di fama internazionale originario di Soleto – quando mi chiamava il professore, mi rispondeva “dimme” col suo intercalare salentino e mi sentivo a casa”. Lo scienziato Stanca aveva 77 anni, era ricoverato dal 25 febbraio scorso a causa di un contagio da coronavirus, ed è morto il 19 marzo all'ospedale di Vaio di Fidenza, Parma. Un pensiero, poi, è rivolto anche all’amico radiologo Lello Stanca, in prima linea all’ospedale di Novara.

interno ptp-3

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“Oggi inizia una nuova sfida per il nostro laboratorio, anche se in fase sperimentale avevamo già programmato, oltre ai tamponi, anche la ricerca di anticorpi”. È soddisfatto, Di Lemma, di poter finalmente mettere a disposizione della comunità lombarda le capacità e le professionalità di cui dispone il proprio laboratorio al tempo del coronavirus.

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