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Il sindaco Domenico Lucano (Foto Ansa)

Il sindaco Domenico Lucano (Foto Ansa)

“Da Riace a Calimera sei il benvenuto”. La sindaca offre ospitalità a Mimmo Lucano

Dopo De Magistris, Orlando e pure Oliviero Toscani anche De Vito, prima cittadina del comune grico, ha inviato una lettera a Lucano per garantire vicinanza

CALIMERA – Di accoglienza in accoglienza. La comunità di Calimera è pronta ad ospitare il sindaco di Riace. Un "ponte" epistolare costruito sulla solidarietà di una sindaca nei confronti di un altro primo cittadino del sud. Due terre di fontiera: il Salento e la Calabria. Francesca De Vito, principale inquilina del municipio del comune grico ha infatti inviato in giornata una lettera a Mimmo Lucano, il sindaco di Riace (un comune  di poco più duemila anime dell’area metropolitana di Reggio Calabria), balzato agli onori delle cronache per la sua “disubbidienza” in materia di ospitalità dei migranti. Un sistema di Sprar nelle vecchie case del centro e un'ottima integrazione con gli autoctoni, tanto da aver creato quello che è stato poi ribattezzato come "modello Riace".

Così, dopo numerose “disponibilità” ad accogliere Lucano, tra cui quella espressa ieri dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, da quello di Palermo Leoluca Olrando e persino da Oliviero Toscani, anche il Salento conferma la sua vocazione affabile e calorosa. Mimmo Lucano, finito in arresto lo scorso 2 ottobre, nella giornata di ieri ha ottenuto dal Tribunale del Riesame la revoca dei domiciliari. A un caro prezzo: quello del divieto di dimora nel paese che lui ha governato fino a pochi giorni fa. Si è chiuso la porta di casa alle spalle e, a quel punto, ha dovuto cercare asilo. Esattamente come quei cittadini stranieri che fino al 2 ottobre si rivolgevano a lui e con i quali aveva realizzato una sorta di sistema di accoglienza "diffusa", ripopolando un borgo destinato a scomparire tramite l'utilizzo delle abitazioni ormai abbandonate. Di seguito, il testo della missiva partita dal comune grico.

“Caro collega, caro Mimmo, sono la sindaca di un piccolo comune della Puglia che agli esordi degli anni Novanta, prima frontiera in Italia sulle porte del Mediterraneo, testimoniò con orgoglio l’accoglienza di popoli stranieri. Il Comune che rappresento, dal benaugurante nome Calimera, appartiene alla Grecìa Salentina, comunità allargata in cui rimangono vive le tradizioni della cultura greco-bizantina e che conserva un antico idioma, il griko. La Storia ha voluto sperimentare nella nostra terra la contaminazione e l’integrazione fra culture diverse, quella “convivialità delle differenze” così autenticamente testimoniata dal nostro conterraneo don Tonino Bello. Per questo, siamo orgogliosi di identificarci con il monito inciso nella Stele che ci fu donata dalla Città di Atene nel 1960 come simbolo della comune identità e che conserviamo nei giardini pubblici: “Zeni sù en ise ettù ‘sti Kalimera" - Straniera tu non sei qui a Calimera. Questa frase racchiude per noi il senso dell’appartenenza più intima alla nostra Comunità e, al contempo, è il varco duttile dei nostri confini, apertura piena e incondizionata all’Umano. Per questo la tua vicenda ci chiama prepotentemente in causa, prima ancora che come amministratori, come cittadini di questa Comunità. Ci ricorda la necessità e il dovere di essere Partigiani, di dichiarare a voce alta e senza esitazioni che dobbiamo essere dalla parte dei diritti, sempre. Come tu fai concretamente da tanti anni.  Riace è per noi modello di integrazione e di Comunità che va narrato e testimoniato. Ti invitiamo a farlo, offrendoti la nostra accoglienza qui a Calimera, nel nome di quello scambio sacro che è l’ospitalità, per cui ospite è chi accoglie e chi è accolto. Francesca De Vito”.

La Lega non perde tempo e ribatte. Il segretario regionale  Andrea Caroppo, risponde infatti all'iniziativa con toni evidentemente risentiti. "Un grave spot ideologico all'illegalità", definisce l'idea di Francesca De Vito. "Il sindaco di Riace non è in esilio, ma sottoposto a misura cautelare nell'ambito di un procedimento penale nel quale risulta indagato. Chiedo al Sindaco di Calimera: manifesta stima e propone ospitalità a tutti coloro che sono sottoposti a misure cautelari o indagati per gravi reati? E' così che il Sindaco rispetta il lavoro della magistratura e promuove la legalità?». Non usa mezzi termini il segretario regionale della Lega, Andrea Caroppo, nel commentare la notizia della manifestazione di ospitalità avanzata al Sindaco di Riace dal Sindaco di Calimera (LE), comune della Provincia di Lecce. Il procedimento che coinvolge Lucano è lo sviluppo, sul piano giudiziario, di accertamenti partiti quando al Ministero dell'Interno c'era il PD Minniti e sulla scorta anche di anomalie rilevate dall'Anci due anni fa. Lo scenario descritto dagli inquirenti rivela l’organizzazione di finti matrimoni al fine di procurare falsi titoli di soggiorno, innumerevoli condotte di falsi di pubblici ufficiali e la scelta arbitraria delle persone da inserire nel sistema dell'accoglienza. In altre parole il Sindaco di Calimera vuole ospitare Lucano per copiarlo nella pratica di far sposare anziani del paese con giovani migranti cui le Commissioni asilo non hanno riconosciuto il diritto alla protezione? E' questo il suo modello di integrazione? Cominci a cercarsi un buon avvocato allora.  Nel frattempo - conclude Caroppo -, anziché queste pietose uscite si occupi dei problemi dei calimeresi".

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