Sindacati: "In altre regioni tamponi agli operatori della sicurezza, Emiliano in silenzio"

Una missiva è stata indirizzata anche agli uffici Asl di Puglia e alla protezione civile: è sottoscritta da Conapo, Unarma, Sap, Sappe e Silf

Foto di repertorio.

LECCE - I sindacati delle forze dell’ordine scrivono a Michele Emiliano: lamentano l’attivazione di protocolli per la salvaguardia della salute del personale impegnato in prima linea nell’emergenza sanitaria del momento ed esposto al contagio. “Come dobbiamo interpretare il suo silenzio?”, scrivono i portavoce locali di Conapo, Unarma, Sap, Sappe e Silf.  Sono rispettivamente le organizzazioni sindacali autonome di vigili del fuoco, carabinieri, polizia, polizia penitenziaria e guardia di finanza.

Hanno inviato una missiva destinata non soltanto al governatore della Puglia, ma anche al Dipartimento di promozione della salute della Regione, agli uffici della Asl di Brindisi, Taranto, Foggia, Bari, Lecce e a quelli della protezione civile regionale. “Il 23 marzo, Le avevamo chiesto di valutare l'attivazione di idonei protocolli per la salvaguardia della salute del personale che rappresentiamo, cioè quello delle forze dell'ordine e del soccorso pubblico, operante in prima linea e maggiormente esposto al contagio. Ad oggi, Lei, non ci ha onorato di alcuna risposta”, scrivono Carlo Giannini, Gianluca Tondo, Gianni Cacciatore, Antonio Musardo e Antonio Todisco.

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“I dati statistici della regione Puglia, ricavati dai bollettini ufficiali, recitano che il numero dei casi positivi è in continuo aumento: fino ad oggi ben superiore a tremilatrecento e non si registra per il momento un'inversione di tendenza; vi è poi la non trascurabile percentuale quotidiana di decessi. E in questa impietosa statistica si registrano purtroppo anche numerosi casi di appartenenti alle forze dell'ordine e del soccorso pubblico. I dati proseguono poi con l'indicazione che dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati oltre 38mila test.  Ci chiediamo: a chi sono stati effettuati questi test? Possibile, Presidente Emiliano, che altre Regioni come la Campania, l'Umbria, il Lazio, la Toscana, l'Emilia Romagna il Veneto, abbiano deliberato - responsabilmente ed in perfetta autonomia - l'applicazione di tali test agli operatori della sicurezza impegnati in prima linea, ed in Puglia neppure uno? “, queste le domande indirizzate al presidente dell’ente regionale dai sindacalisti.

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