I florovivaisti in ginocchio regalano 4mila mazzi di fiori per il cimitero

A Leverano un'iniziativa dall'alto valore simbolico, anche per spronare a misure urgenti per un comparto che è al momento collassato. Stessa cosa anche a Nardò

LEVERANO – A maggio, ogni anno, le vie di Leverano si colorano di fiori, per una delle più suggestive manifestazioni italiane. Ma al tempo del coronavirus, sempre più spesso vengono in mente le parole di Lorenzo il Magnifico: “Del doman non c’è certezza”, anche se nessuno è certamente “lieto” di quanto sta avvenendo. Non si sa quanto si protrarranno i sacrifici imposti alla popolazione, ma una cosa è certa: per località che si fregiano del titolo di Città dei Fiori, come Leverano e Taviano, dire che il settore sia in ginocchio è quasi un eufemismo. E’ letteralmente crollato, a causa del blocco della produzione. Le immagini di milioni di fiori al macero, diffuse nei giorni scorsi, ne sono la più concreta e dolorosa testimonianza.

E’ in questo contesto che l’associazione di florovivaisti Leverano in fiore ha realizzato un’iniziativa dal forte valore simbolico, donando 4mila mazzi di fiori per i defunti. Sono stati collocati oggi nel cimitero. Un’iniziativa appoggiata dall’amministrazione comunale, che, nel frattempo, a sostegno di un pezzo fondamentale dell’economia locale, ha formalmente chiesto alla Regione Puglia il riconoscimento dello stato di calamità e un intervento tempestivo.

Il cimitero di  Leverano,  come tutti gli altri, è chiuso nel rispetto dei provvedimenti del Governo. In via straordinaria è stato così addobbato, grazie anche alla collaborazione delle Confraternite di Leverano, e si è provveduto anche a risistemare e ripulire gli spazi.

Video | Le immagini e le dichiarazioni

“Siamo consapevoli dell’enorme sacrificio che i nostri concittadini stanno affrontando in questi giorni – commenta Sandro Leone, consigliere delegato del Comune di Leverano - e a questo si aggiunge il fatto che non possono nemmeno rendere omaggio ai propri cari defunti, con i gesti quotidiani ai quali erano abituati, visitando il cimitero, lasciando un fiore. Abbiamo quindi pensato fosse un gesto doveroso e umano, portare i nostri fiori al cimitero”. Ovviamente, tutto è stato possibile usando gli ausili necessari e le modalità di sicurezza dettate dall’ufficio comunale.

“Stiamo vivendo un momento difficile – aggiunge Antonio Paglialunga, presidente dell’associazione Leverano in fiore -, ma nonostante le difficoltà abbiamo voluto lanciare un segnale a tutta la nostra comunità, donando 4mila mazzi di fiori ai nostri cari che non ci sono più. Questa nostra iniziativa vuole anche ricordare la necessità di intervenire con misure urgenti e tempestive”.

Non usa ovviamente giri di parole, il sindaco Marcello Rolli: “Questa emergenza –sottolinea - sta mettendo a dura prova il nostro paese. Le norme di contenimento della diffusione del virus hanno privato i cittadini dei gesti più semplici, del saluto,  dell’incontro,  della socializzazione. Un  sacrificio  assolutamente  necessario  per  vincere questa battaglia. Ma non possiamo cancellare conclude - la nostra sensibilità, il rispetto per gli altri, il ricordo di chi non c’è più”.

Nei giorni scorsi è stato Giuseppe Tanisi, primo cittadino di Taviano, comune che sta vivendo lo stesso, identico dramma, a lanciare appelli perché si possa tutelare il comparto, dopo la chiusura del mercato dei fiori. Le ripercussioni, infatti, sono tante, anche a livello occupazionale.

Anche a Nardò un'iniziativa simile

Anche a Nardò, questa mattina, si è verificata un'iniziativa simile. Sulle tombe dei neretini, migliaia di fiori che erano destinati inesorabilmente alla distruzione sono stati dinati dal florovivaista locale Sergio Manca. Il titolare di Nardò Garden ne ha dato disponibilità al sindaco Pippi Mellone e al consigliere comunale delegato ai Servizi cimiteriali Gianluca Fedele. Erano destinati a rimanere invenduti e quindi a seccare senza aver svolto alcuna funzione.

Questa mattina, duque, Manca, il primo cittadino, il consigliere Fedele e il portavoce del sindaco, Agostino Indennitate, si sono ritrovati tra i viali del camposanto e hanno impreziosito di fiori decine e decine di tombe di tanti concittadini. 

fiori cimitero-2

“Un fiore per chi non c'è più, ma è sempre presente nei nostri cuori - ha detto Mellone - in questi giorni in cui il cimitero è chiuso e ci tiene lontani dalle tombe dei nostri cari. Chiudere quei cancelli è stata una scelta che abbiamo fatto con molto dolore. Tanti nostri familiari riposano tra quei viali e so quanto costa a tutti la rinuncia a un saluto".

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"Abbiamo usato i fiori che ci ha messo a disposizione Sergio Manca, che ringrazio per la generosità e la sensibilità, per un piccolo pensiero nei confronti dei nostri avi, andati via troppo presto. Lo abbiamo fatto noi a nome di tutti. Le difficoltà di Sergio sono emblematiche della condizione di tantissime imprese italiane, che avranno bisogno di una grossa mano dopo l’emergenza”.

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