Domenica, 21 Luglio 2024
Iniziativa legata al progetto “Mysea”

Liberate a Frigole due tartarughe Caretta caretta: in mare con radar satellitare

I due esemplari sono tornati nel loro habitat marino dopo le cure del centro di recupero tartarughe di Torre Guaceto. Come altri esemplari già restituiti alla natura nei mesi scorsi sono state dotate di un trasmettitore per tracciare la rotta degli spostamenti

LECCE - Questa mattina presso lo stabilimento Molo13 di Frigole, sono state liberate due esemplari di tartaruga Caretta caretta, una spiaggiata e l’altra catturata nelle reti da pesca negli scorsi mesi sul litorale, curate dal Centro recupero tartarughe marine di Torre Guaceto.

Le tartarughe, come altri esemplari già restituiti alla natura nei mesi scorsi sulle coste pugliesi, sono state dotate di un trasmettitore satellitare che consente di tracciare la rotta degli spostamenti per mappare le aree idonee alla presenza della specie e altri parametri meteo (ad esempio la temperatura delle acque) necessari a monitorare, tramite analisi dei dati, l’impatto dei cambiamenti climatici sugli habitat e le abitudini delle tartarughe marine.

Il sito prescelto per la liberazione confina con il complesso dell’Idrovora, bene culturale sulla costa di Frigole all’interno del quale, nei prossimi mesi, saranno avviati i lavori, finanziati nell’ambito del progetto “Mysea”, per la realizzazione di un Centro recupero tartarughe marine. 

Alla liberazione erano presenti il sindaco Carlo Salvemini, il presidente del Consorzio di Gestione dell’area protetta di Torre Guaceto, Rocky Malatesta, e per la capitaneria di porto il comandante della capitaneria di porto di Otranto, Francesco Walter Di Marco.

foto gruppo progetto mysea_ok-2

Il progetto "Mysea"

Il Progetto Mysea, finanziato con fondi POR 2014 -2016, è realizzato in partnership tra i Comuni di Manfredonia, Zapponeta, Molfetta, Lecce (quale Ente di gestione del parco naturale regionale Bosco e paludi di Rauccio), dal Consorzio di gestione della Riserva naturale dello Stato e area marina protetta di Torre Guaceto, Parco regionale dune costiere e il Comune di Calimera, entro i cui territori o ambiti di competenza gestionale operano i centri di recupero e soccorso di tartarughe marine.

Il progetto punta a coordinare, a livello regionale, le attività inerenti il soccorso e la tutela delle tartarughe marine, a creare una rete di centri di recupero delle tartarughe marine della Puglia secondo il piano d’azione per la conservazione delle tartarughe

Le azioni previste sono il potenziamento della rete dei centri pugliesi per incrementare gli strumenti di tutela della caretta caretta e migliorare l’efficacia dell’azione di recupero anche con una ottimizzazione delle risorse utilizzate (ristrutturazione dei centri esistenti, forniture di attrezzature e mezzi).

La creazione di un osservatorio permanente per la conservazione della specie, che si avvalga di un  geodatabase accessibile a istituzioni, ricercatori, mondo della scuola e cittadini per la raccolta, la gestione informatica e la diffusione dei dati bibliografici e di rilevamento sul campo relativi al ciclo di vita della specie: nidificazione, aree di crescita e di alimentazione, spiaggiamenti di esemplari vivi e morti, interazioni con attività umane (pesca, turismo, navigazione).

Sono cinque i centri di recupero tartarughe che sono coinvolti nel progetto e che costituiranno la rete di centri di recupero delle tartarughe marine della Puglia: Manfredonia, presso l’Oasi Lago Salso, gestito da Legambiente, Molfetta, operativo nei territori delle province di Barletta-Andria-Trani (Compamare Barletta), Bari (Direzione Marittima Bari), Brindisi (Compamare Brindisi), Torre Guaceto, nell’omonima area protetta ed operativo nelle province di Taranto (Compamare Taranto) e Brindisi (Compamare Brindisi); Boschi e Paludi di Rauccio, operativo nella provincia di Lecce (Compamare Gallipoli) e il Centro recupero tartarughe maruine-Museo di Calimera (Compamare Gallipoli).

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