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Locali pubblici, tra incassi mancati e costi fissi: primo confronto col sindaco

Consegna simbolica, come in altre città d'Italia, delle chiavi delle attività. Si attendono misure concrete dal governo e anche i Comuni hanno bisogno di risorse per mantenere in piedi i servizi essenziali

LECCE – Come in altre città italiane e località a vocazione turistica, anche a Lecce i rappresentanti delle associazioni di categoria dei titolari di locali pubblici hanno consegnato simbolicamente la chiavi delle loro attività al sindaco, Carlo Salvemini. L’incontro è avvenuto in piazza Sant’Oronzo, attorno allo stemma cittadino, alla presenza dell'assessore alle Attività Produttive, Paolo Foresio.

Schiacciati tra l’incudine della mancanza di incassi a causa dell’epidemia da Covid-19, che ha imposto la chiusura e comunque il ridimensionamento di molte attività, e il martello dei costi fissi, gli esercenti hanno ribadito la loro pressante richiesta di aiuto, destinata al governo centrale. 

Dopo l’incontro Salvemini ha dichiarato: “Nella mia esperienza amministrativa ho fatto una scelta precisa: parlare il linguaggio della verità, anche quando essa suona scomoda; presentare i problemi nella loro complessità e nella loro completezza; non nascondere le difficoltà del Comune e del suo bilancio. Perché penso che ogni confronto fondato su basi solide di verità e certezza abbia maggiori possibilità di condurre a soluzioni reali ai problemi”.

Per quanto riguarda il nodo principale, quello dei canoni di affitto, bisogna chiarire che si tratta di una questione tra privati (locatore e locatario) che solo a livello nazionale può essere concertata. Gli enti locali, infatti, non possono interferire, ma hanno comunque un ruolo nella partita: le entrate da Imu costituiscono un capitolo importante per i bilanci dei Comuni che con quelle risorse possono assicurare i servizi essenziali ai cittadini. Ecco allora che anche le amministrazioni locali hanno già avanzato al governo richiesta di fondi straordinari per compensare il minor gettito tributario: la tassa sull’occupazione di suolo pubblico è stata congelata, quella sulla Tari sarà rivista perché i locali in questo momento non stanno producendo rifiuti da smaltire.

Salvemini ha confermato che l’orientamento della giunta è quello di aumentare la superficie di suolo pubblico da concedere – a parità di tariffa – anche perché per garantire le norme di distanziamento nessun locale potrà mettere lo stesso numero di coperti a sedere degli altri anni. Ma per far questo, ha precisato, bisogna valutare caso per caso: intanto perché ci sono strade della città – come via D’Aragona – che sono già normalmente ad alta densità di locali e poi perché bisogna garantire l’accessibilità ai residenti e il transito ai mezzi di soccorso. Un’idea in corso di valutazione, ha detto il sindaco, è quella relativa alla creazione di ulteriori Ztl in determinati orari – ha fatto l’esempio di via Giusti - tali da consentire il posizionamento di elementi comunque di facile rimozione (sgabelli, tavolini).

Complementare a questa iniziativa è la sospensione, annunciata ma da tradurre in atto del consiglio comunale, del regolamento sui dehors, approvato a novembre: l'assessorato all'Urbanistica, d'intesa con altri settori del Comune, preparerà delle linee guida temporanee per affrontare i prossimi mesi. L'obiettivo dell'amministrazione è quello di attenuare, nei limiti del possibile, i contraccolpi di questa crisi imprevista e profonda: "Ogni saracinesca che si abbassa, ogni vetrina che si spegne, non è un danno solo per i commercianti - ha concluso il sindaco - ma per tutti i cittadini che vivono la città. Il commercio è economia, ma anche socialità, sicurezza, igiene urbana, vitalità dei quartieri".

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