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Venerdì, 19 Agosto 2022
Attualità Trepuzzi

Lotta al racket e all’usura, a Trepuzzi nasce una nuova “intesa”

Siglato un protocollo tra il Comune, la fondazione "Mons. Vito De Grisantis Onlus" e l’"Associazione contro la cultura socio/mafiosa- Lecce” per contrastare questi fenomeni

TREPUZZI - Un nuovo protocollo d’intesa è stato siglato dal Comune di Trepuzzi. L’accordo, sancito con la fondazione "Mons. Vito De Grisantis Onlus" e l’"Associazione contro la cultura socio/mafiosa- Lecce" ha come obiettivo quello di contrastare e prevenire racket e usura sul territorio comunale, condividendo e ampliando gli interventi di prevenzione e contrasto di questi fenomeni, diffondendo la cultura della legalità, della solidarietà e dell'uso responsabile del denaro.

Con delibera di Giunta 98 dello scorso 9 giugno, l'amministrazione comunale ha confermato il proprio sostegno in questa lotta che si concretizza sia in misure repressive nei confronti di coloro che gestiscono le attività illegali, sia in misure di tutela e di sostegno alle vittime da parte dello Stato.

Per questo motivo accanto alle Istituzioni operano anche quelle associazioni impegnate in progetti di accompagnamento e supporto a coloro che si ribellano a tali fenomeni delinquenziali.

L’intervento del presidente Luigi Budano: “L’usura è subdola”

“Sono molto felice che la sottoscrizione di questo protocollo d’intesa avvenga nella cittadina dove vivo, per questo ringrazio il sindaco Giuseppe Taurino e tutta la Giunta Comunale, che hanno tempestivamente aderito al mio invito di aderire a questo documento che ha l’obiettivo di progettare attività di contrasto al racket e all’usura insieme all’ “Associazione contro la cultura socio/mafiosa-Lecce” che mi onoro di presiedere e la Fondazione “Mons. Vito De Grisantis Onlus” presieduta da Don Antonio Morciano, presente oggi insieme a Don Lucio Ciardo, Segretario e Direttore della Fondazione per la loro disponibilità.
A distanza di circa due mesi dalla firma di un protocollo analogo con la Provincia di Lecce, oggi viene firmato un documento fondamentale, in quanto pur non essendoci in Salento numeri significativi di denuncia per reati legati all’usura, non possiamo escludere che esistano episodi criminali di questa natura.
In quanto l'usura è subdola, si inabissa, non si lascia scoprire facilmente se non attraverso il coraggio di chi riesce a ribellarsi. Non ci sono denunce, ma stanno maturando condizioni di insolvenza che prima o poi emergeranno tragicamente. Bisogna prestare ora la massima attenzione, accendere i riflettori sull'economia criminale che si insinua dove c'è debolezza. Le associazioni forniscono supporto alle vittime, in tutte le fasi del difficile percorso. In fondo al tunnel, c'è sempre la luce, per tutti. Stiamo vivendo tempi drammatici. Tutto aumenta: benzina, gas, energia elettrica e i beni di prima necessità. Le famiglie sono obbligate a rinunciare a qualcosa, a scegliere cosa acquistare e cosa no. Siamo arrivati a fare scelte difficili. In tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo, il rischio di cadere nelle mani degli usurai è maggiore. Non esiste solo la macro usura, c'è anche quella di quartiere. I prestiti di poco valore, 50 o 100 euro, a famiglie che hanno necessità di fare la spesa. Sono pratiche che raramente vengono rappresentate all'autorità giudiziaria, proprio per via degli importi irrisori di cui si parla.
Spesso, quasi sempre in realtà, prevale la vergogna. Fondamentale è il ruolo dei Comuni che devono saper ascoltare e intercettare le esigenze dei cittadini prima che la criminalità organizzata possa intervenire a soddisfarle come una sorta di welfare alternativo. Le Amministrazioni comunali possono far capire che il Fondo di solidarietà può essere un concreto strumento di sostegno ai cittadini che si ribellano al racket e all'usura, che una più ampia diffusione della sua conoscenza, unita a un suo ancora migliore funzionamento, possono concorrere a vincere la diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine e della magistratura che è tra le cause della scarsa propensione delle vittime alla denuncia. Il protocollo che abbiamo firmato dimostra che è possibile una rete di solidarietà articolata tra istituzioni e associazioni, per favorire l'emersione del sommerso, per un più facile accesso al credito legale e anche e per sensibilizzare il senso civico dei cittadini in modo che possono contribuire a valorizzare il ruolo del Fondo di solidarietà che rimane fondamentale. Occorre evitare un welfare mafioso di prossimità, in cui i canali del prestito più facili nascondono insidie da cui è difficile uscirne. Sul territorio esiste il microcredito delle Diocesi e l’aiuto concreto e sostanziale di sodalizi come la Fondazione “Mons. Vito De Grisantis Onlus”, mentre il sistema antiusura è debole per la scarsità di denunce. Auspico che il protocollo spinga ad aumentare le denunce, essendoci le leggi per tutelare chi lo fa, le forze dell’ordine sono sempre presenti e lo Stato è vicino anche con i due fondi destinati alle vittime di racket e usura. Ma si può intervenire solo se a monte c’è la denuncia".

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