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Iniziativa del Sinagi

La lunga agonia delle edicole: un settore in lotta per la sopravvivenza

In piazza Sant'Oronzo un sit-in. Il calo deciso delle vendite dei giornali cartacei azzoppa la categoria: nel giro di 20 anni in provincia di Lecce il numero dei punti vendita si è dimezzato. Gli operatori dei chioschi chiedono all'amministrazione l'esonero dal pagamento dell'Imu

LECCE - Alla fine degli anni degli anni Novanta, quando informarsi attraverso i quotidiani cartacei era un’abitudine ancora molto diffusa, in provincia di Lecce erano attivi circa 600 punti vendita di giornali, una novantina quelli nel capoluogo. Oggi se ne contano la metà, di cui 52 sul territorio di Lecce.

Partono dai dati le riflessioni di Paolo De Blasi, titolare da 45 anni dell’edicola di piazza Mazzini e segretario del Sinagi (Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia, affiliato alla Cgil). Per questa sera aveva convocato i colleghi per la “Notte delle edicole”, appuntamento di sensibilizzazione verso la manifestazione nazionale in programma a Roma il 21 novembre per chiedere a governo e parlamento di accogliere una piattaforma di rivendicazioni che comprende, tra le altre cose, il credito d’imposta, un bonus per il sostegno all’editoria, una nuova rottamazione delle licenze con accompagnamento alla pensione dei giornalai e il varo di norme che consentano ai Comuni di concedere il cambio della destinazione d’uso dei chioschi.

La crisi delle edicole, ovviamente, dipende dal calo delle vendite dei giornali, quotidiani in primis. Il problema è nazionale: considerando il numero di copie cartacee vendute nel 2022, l’Osservatorio sulle comunicazioni di Agcom (l’autorità garante) ha certificato una riduzione del 9,9 percento sull’anno precedente e del 36,4 sul 2018. Le edicole che chiudono sono sempre di più e la discesa si fa sempre più ripida: De Blasi ricorda che all’inizio di questa lunga crisi ogni anno abbassavano la saracinesca un paio di edicole ogni cento, ma negli ultimi anni la percentuale è salita fino al 10 e oltre.

Quando un’attività cessa di esistere, si determina per quelle che si trovano nelle vicinanze una sorta di beneficio, perché ne assorbono una parte dei clienti. Ma si tratta di una compensazione che non regge il passo della riduzione del volume totale dei lettori delle pubblicazioni cartacee ed è comunque una conseguenza difficile da accettare con soddisfazione: “Ogni volta che chiude un collega è una sconfitta di tutti” dice senza mezzi termini il titolare dell’edicola di via Taranto (angolo con via di Valesio). Dalle sue parti hanno mollato, uno dopo l'altro, quasi tutti i suoi colleghi, ma non c’è una grande differenza tra centro e periferia: anche in zona Mazzini è accaduta la stessa cosa.

Al sit-in era presente anche Monia Rosato, di Slc (Sindacato lavoratori della conoscenza): “Nel periodo più duro della pandemia, questi lavoratori sono stati considerati essenziali – ricorda la segretaria – poi questo loro ruolo è stato progressivamente disconosciuto. L’obiettivo è ridare centralità alle edicole che sono sempre state anche un punto di aggregazione sociale. Siamo al fianco della categoria”.

L’assessore alle Attività Produttive, Paolo Foresio, ha portato la solidarietà dell’amministrazione comunale, ricordando le misure che Palazzo Carafa ha attuato per andare incontro alle esigenze degli edicolanti: “Anche dopo la pandemia abbiamo mantenuto la riduzione del 50 percento della tassa di occupazione del suolo pubblico e abbiamo eliminato, perché la norma nazionale ci consentiva di farlo, la tassa del soprasuolo (che riguarda la proiezione a terra della copertura, considerandola quasi una volumetria)”.

La categoria però gli chiede un altro sforzo, che ritiene il più significativo: quello dell’abilitazione delle edicole come punto di informazioni. Sul punto, l’esponente della giunta ha dichiarato di aver preso contatti con l’amministrazione di Forlì, dove a luglio è iniziato un corso di formazione che terminerà con la consegna ai partecipanti dell’attestato di “Info point turistico” e con l’accesso ad una misura di sostegno. Intanto, ha aggiunto,  è allo studio del settore Tributi l’esonero dal pagamento dell’Imu (per i chioschi), altro tema presente nell'agenda dei giornalai.

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