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Lungaggini e ritardi sul nuovo ospedale: a rischio la donazione da 3 milioni di euro

Lo stallo del progetto prefigurato dal consigliere regionale Amati desta preoccupazione e il fiduciario della famiglia Carrapa, Antonio Giannuzzi, mette in guardia sulla scadenza dei termini del prezioso lascito

MAGLIE – Le lungaggini e i ritardi che riguardano la realizzazione del nuovo ospedale del Sud Salento, che dovrebbe nascere sulla statale 275, tra Maglie e Lecce, rischiano di prolungare le incertezze sul futuro della struttura e di coincidere con la scadenza dei termini del lascito da tre milioni di euro donato all’Asl di Lecce.

Si legge questo, tra le righe, nell’intervento di Antonio Giannuzzi, fiduciario della famiglia Carrapa (da cui è scaturita la preziosa donazione che dovrebbe servire alla realizzazione della struttura sanitaria), che sulla base delle dichiarazioni in merito al progetto del consigliere regionale, Fabiano Amati, ha voluto evidenziare le proprie considerazioni sullo stato delle cose, evidenziando, tra l’altro, che stanno per scadere i termini per il lascito Carrapa e che, se non verranno rispettati i tempi, l’eredità dovrà essere destinata ad altro ente. Ma andiamo con ordine.

La situazione

Il 4 maggio scorso, Asl di Lecce ha fatto sapere che il livello di progettazione dell’ospedale sia completato al 90%, come emerso dall’audizione in consiglio regionale, e che le uniche criticità riscontrate sarebbero quelle relative ai percorsi di accesso e uscita dei mezzi di soccorso sulla strada statale 275, l’area in cui dovrebbe sorgere il nuovo nosocomio. Intoppi che hanno a che vedere con l’ampliamento dell’arteria e che tutti gli enti convolti hanno assicurato di voler risolvere rapidamente con l’indizione di una conferenza dei servizi ad hoc.

Le perplessità di Amati

In una nota delle stesse ore, Fabiano Amati, consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio e programmazione, ha sottolineato lo stallo del progetto dell’ospedale di Maglie-Melpignano “a causa di interferenze, difficili da risolvere, tra il nuovo progetto della strada statale 275 e la viabilità d’accesso alla struttura sanitaria”.

“La progettazione definitiva – ha dichiarato - non può essere completata, e per ora non si può azzardare nessuna previsione sui tempi, poiché persistono problemi nell’individuazione della viabilità d’accesso al nuovo ospedale. Infatti, dopo aver risolto nelle settimane scorse, grazie alla deroga concessa da Anas, il problema delle interferenze della viabilità esistente con l’area individuata per il nuovo ospedale, oggi è emersa l’impossibilità di prevedere le diverse e più sicure vie interne di accesso all’ospedale, in particolare quelle al pronto soccorso, a causa di sovrapposizione di difficile risoluzione con il tracciato di progetto, già approvato e aggiudicato, della strada statale 275”.

Ospedale del Sud Salento

Allo stato, per Amati, senza una soluzione immediata, l’unico modo di risolvere la distinzione consisterebbe nella modifica del tracciato della 275, una cosa “obiettivamente difficilissima”: “Per questo motivo – ha aggiunto - ho sospeso le attività periodiche di monitoraggio, chiedendo all’assessore di organizzare con urgenza un incontro con tutti i tecnici, per valutare il da farsi, poiché la gravità del problema non può essere affrontato con l’attività di monitoraggio della spesa”.

L’intervento di Giannuzzi

Da qui l’intervento del fiduciario della famiglia Carrapa, Antonio Giannuzzi, che parla con preoccupazione delle problematiche riferite alla costruzione del nuovo ospedale del Sud Salento e, in particolare, delle dichiarazioni di Amati sullo stato del progetto che non prefigura obiettivi di facile raggiungimento.

“Le ipotetiche incompatibilità del progetto dell’ospedale – dichiara Giannuzzi - con la 275, non sarebbero insuperabili, tuttavia Amati intravede tempi lunghi, in quanto ritiene che coesistano, anche, problematiche relative alle vie interne di accesso alla nuova struttura. Questi rilievi sarebbero superati dalle certezze del Direttore Generale Rossi, che assicura tempi celeri per l’approvazione definitiva del progetto e conseguente appalto di inizio lavori”.

“Mi tranquillizzano – aggiunge Giannuzzi - le sicurezze della direzione Asl Lecce, visto che, in diversi momenti, dal 2012 dall’approvazione regionale del nuovo ospedale, hanno dovuto superare anche interferenze pretestuose, tendenti a bloccare l’iter progettuale dell’opera”.

Giannuzzi evidenzia come sia necessaria questa fiducia, in quanto in questi giorni si sta perfezionando il percorso della successione della donazione dei fratelli Carrapa, di oltre tre milioni di euro: “Ricordo che, questo lascito, suggerito da me, mi carica di responsabilità per il buon uso del patrimonio, per cui, visto che avevo previsto un limite di utilizzo di 5 anni, non vorrei vedere ridursi o consumarsi le disponibilità, senza nessun riscontro, dell’obiettivo della costruzione del nuovo ospedale”.

“Ormai – spiega -, manca qualche mese, alla scadenza dei 5 anni, e se nulla è stato fatto, le somme dovranno beneficiare altro ente”.

Pertanto, per Giannuzzi, se i rilievi di Amati fossero fondati e insuperabili, smentendo le certezze della direzione di Asl Lecce, “sarebbe il caso di rinviare l’utilizzo del patrimonio, in attesa di fatti concreti, evitando di ricadere in situazioni di utilizzo fondi, che poi sarebbe difficilissimo recuperare”: “Un inconveniente del genere – afferma - sarebbe gravissimo. Ho fiducia nel direttore Rossi, anche perché non vorrei che le tante rinunce della famiglia Carrapa, e non solo, si vanificassero in uno spreco di denaro, senza aver portato reali benefici alla collettività”.

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