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Renato Moro.

Renato Moro.

Lutto nel giornalismo: Renato Moro deceduto improvvisamente nella notte

Ad aprile avrebbe compiuto 61 anni. Lascia la moglie e collega, Annarita, e tre figli. Da oltre 30 anni a Nuovo Quotidiano di Puglia, ne era diventato caporedattore centrale

LECCE - Renato Moro aveva 61 anni. Se ne è andato questa notte per una crisi cardiaca. Da cronista a caporedattore centrale, la sua vita professionale coincide sostanzialmente con quella del Nuovo Quotidiano di Puglia.

Non amava le luci della ribalta - tratto che ne faceva una sorta di lodevole eccezione in una professione sempre più soggiogata dal narcisismo della visibilità - e sapeva essere incisivo e profondo. Abbinava un acuto spirito di osservazione a una non comune abilità nella scrittura e, proprio di recente, mi era capitato più volte di pensare che mi sarebbe piaciuto vederlo alla guida del giornale che tanto ha amato: l'esperienza accumulata in tanti anni di trincea - assunto nel 1988, si è trovato ben presto a scrivere di Sacra Corona Unita nel periodo delle guerre senza quartiere - e poi di desk, in ruoli di sempre maggiore coordinamento dell'attività dei colleghi, gli aveva conferito una autorevolezza molto solida che nei suoi sempre più frequenti commenti prendeva la forma di una disamina dei fatti ricca di spunti mai scontati. Lo avrebbe meritato. Di lui ricordo la cordiale accoglienza che mi riservò nel mio breve periodo di collaborazione con quella testata: muovevo i primi passi nel mestiere e lui era già un nome affermato e apprezzato: si occupava allora della cronaca di Lecce. 

Originario di Galatone, lascia la moglie (e collega), Anna Rita Invidia, e tre figli: Eugenio, Ludovica - avuti durante il primo matrimonio - e Carlo. Alla famiglia del giornalista è giunto il cordoglio del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini: “Renato ha raccontato i travagli, le contraddizioni, le ambizioni, le sconfitte e le speranze della nostra terra. Lo ha fatto con la professionalità e la consapevolezza del giornalista serio, puntuale, scrupoloso e attento ai fatti. Capace di coltivare la profondità, anche a dispetto dello spirito degli ultimi tempi. Non sono in tanti a potersi consentire di alzare credibilmente la voce con le istituzioni, di richiamare un intero territorio a prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie mancanze, di suonare la sveglia e di essere ascoltati davvero: Renato era uno di questi. I suoi articoli erano e saranno da leggere. La sua voce una di quelle che continueranno ad essere ascoltate, anche oltre questo doloroso passaggio. La famiglia del Nuovo Quotidiano di Puglia perde uno dei suoi padri, che un tempo era stato figlio del giornale. Il giornalismo salentino una personalità riconosciuta e stimata, difensore appassionato di un mestiere che le insidie della modernità mettono in difficoltà. La famiglia e gli amici un uomo, un compagno, un padre di dolcezza mai esibita, gentilezza naturale, timidezza malcelata”.

Il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Fernando Filograna, insieme a don Roberto Tarantino e don Giorgio Ferrocino e a tutta la comunità diocesana, nello stringersi alla famiglia di Moro e del Nuovo Quotidiano di Puglia, ricorda "la professionalità, l'umanità, l'attenzione e la sobrietà" del giornalista scomparso. Messaggi di cordoglio sono giunti anche a firma del segretario generale della Uil, Salvatore Giannetto, della segretaria generale della Cgil, Valentina Fragassi, del consigliere regionale del M5S Cristian Casili, dell'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Alessandro Delli Noci.

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