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Mancato rinnovo del contratto: nervi tesi tra gli operatori ecologici

La vertenza tocca 4mila lavoratori salentini e circa 15 aziende. Oggi lo sciopero e il sit-in presso la prefettura proclamato dai sindacati: "Continueremo finché non avremo risposte"

LECCE – Circa 4mila lavoratori coinvolti, 15 aziende interessate e 28 mesi trascorsi in stand-by, aspettando lo sblocco delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale: ecco i numeri di una vertenza, l'ennesima, esplosa sul territorio.

A protestare questa mattina, in via XXV luglio a Lecce, sono stati gli operatori dei servizi ambientali. Gli stessi che nella giornata di oggi, 8 novembre, incroceranno le braccia per ottenere “il rinnovo del ccnl a condizioni accettabili ed eque”.

Questa la richiesta, portata in prefettura dagli esponenti delle sigle Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel che hanno proclamato sia lo sciopero che il sit-in.

“I lavoratori rivendicano ciò che hanno fatto sinora – ha precisato Paolo Taurino di Fp Cgil -: . Ricordiamo che questi operatori hanno garantito la prosecuzione dei servizi durante i mesi più bui della pandemia, senza dispositivi di protezione e mezzi adeguati, e ora hanno tutto il diritto di pretendere un giusto rinnovo”.

Il sindacalista ha spiegato che le trattative si sarebbero arenate perché “la parte datoriale ha dichiarato di non aver necessità di rinnovare il contratto, proponendo fasce orarie improbabili e senza prevedere il rispetto dell'articolo 6 relativo alla clausola sociale”.

“Parliamo dei principi fondamentali per i lavoratori – ha commentato lui -. Se non verranno riconosciuti e rispettati i diritti di base, non sottoscriveremo alcun accordo”.

La posizione dei sindacati è chiara ed è stata ribadita in prefettura: “Proseguiremo con la protesta finché la parte datoriale non risponderà positivamente alle nostre richieste”.

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