Contagiato marittimo sulla nave che lavora per Tap. Tutto l’equipaggio in quarantena

Un secondo caso positivo riguarda inoltre un biologo, scoperto una volta rientrato a Roma. Intanto il sindaco di Melendugno si rivolge al prefetto di Lecce, affinché sospenda il lavoro al cantiere delle ditte appaltatrici

La nave in quarantena (Foto da BrindisiReport)

SAN FOCA (Melendugno) – Un biologo marino, a bordo della nave della società “Edt”, impiegata per i lavori di realizzazione del gasdotto Tap, positivo al Covid-19: l’intera imbarcazione in quarantena, l’uomo contagiato ricoverato presso l’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi. Su cinque tamponi finora effettuati, uno è risultato positivo, gli altri due negativi. Dei restanti si attende però ancora l’esito. L’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) sta monitorando la situazione a bordo della nave Protea operante al largo di San Foca che, da sabato 28 marzo, si trova nel porto di Brindisi con a bordo 60 membri dell’equipaggio, di varia nazionalità. Il marittimo contagiato stamattina è giunto in banchina a bordo di una motobarca della Protea, con l’assistenza di una motovedetta della guardia costiera brindisina.

La nave, battente bandiera cipriota e utilizzata in attività di analisi dei fondali, era già approdata lo scorso 19 marzo a Costa Morena, con un sospetto caso Covid a bordo. Un altro. Un biologo marino, trasportato al Perrino, in un primo momento era stato dichiarato no Covid. Successivamente, però, dopo il trasferimento presso un ospedale di Roma, era stato sottoposto a un tampone, risultato negativo. Nel frattempo la nave si era spostata verso il cantiere Tap, per prendere parte alle attività di realizzazione del gasdotto.  Sabato scorso, dopo che alcuni membri dell’equipaggio hanno accusato sintomi sospetti, la Protea è tornata verso il porto di Brindisi, ma la capitaneria ha negato l’autorizzazione all’ormeggio. Da allora la nave si trova alla fonda. Nel pomeriggio di oggi il comandante ha ottenuto l’autorizzazione a spostarsi verso la rada esterna, per fare rifornimento di acqua. 

Marco Potì, il primo cittadino di Melendugno che, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, aveva invocato la immediata chiusura del cantiere salentino, commenta: “Con ancora più sgomento e incredulità apprendiamo della nave che lavora per Tap, in quarantena per il Coronavirus. Riteniamo, io e altri sindaci del territorio, che è urgente e non più rinviabile la sospensione di questo cantiere a Melendugno. Idem per quello dell’area compresa tra Lecce a Brindisi. Noi supplichiamo il prefetto di Lecce, affinché intervenga immediatamente, sospendendo il cantiere di Tap e delle ditte appaltatrici. Non possiamo tenere in uno stato di angoscia i cittadini che stanno soffrendo, già sottoposti alla rinuncia al lavoro e o ad aprire i propri negozi. Tap, per rispetto, deve bloccare tutto e andare via. Siamo tutti tenuti a rispettare le leggi per evitare il contagio”.

Di parere identico anche Gianluca Maggiore, portavoce del Comitato No Tap”: “Apprendiamo di un caso di positività e della nave in quarantena davanti al porto di Brindisi. Il movimento, ormai da tempo, ha sollevato la questione. È rilevante far capire le modalità con cui questa multinazionale opera. Questo sfortunato biologo contagiato è stato trasportato a Roma, tramite un’ambulanza messa a disposizione dalla stessa società. Ci chiediamo quanti casi siano stati registrati all’interno del cantiere. Operai che lavorano alle dipendenze delle ditte per conto Tap, tornano a casa, in contatto coi propri famigliari.  E continuano a entrare e uscire dal cantiere, senza alcun controllo. Non aspettiamo che esploda un focolaio a Melendugno, o nel tracciato che da Melendugno va a Brindisi!”, conclude.

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Le dichiarazioni di Tap sulla vicenda del contagio

“Sono stati rilevati due casi di positività a Covid 19 a bordo della nave Protea, impegnata nelle operazioni di monitoraggio ambientale e reimpianto delle biocostruzioni all’exit point a mare del microtunnel. Nello specifico un componente dell’equipe di biologi marini, è risultato positivo all’infezione da Coronavirus sabato scorso 28 marzo, al momento del suo ricovero in un ospedale della sua città, Roma, dove era rientrato lo scorso 19 marzo.  Il secondo caso di positività è stato accertato ieri dai risultati del tampone a cui era stato sottoposto. L’uomo è stato sbarcato questa mattina a cura delle autorità sanitarie locali. Dopo il manifestarsi del malore del primo biologo marino, l’uomo era stato confinato nel suo alloggio, come prevede il protocollo della società; la nave il 19 marzo scorso aveva fatto rientro a Brindisi dove i sanitari del 118 avevano sottoposto il biologo ad un pretriage senza tampone sulla banchina del molo di Punta Riso, concludendo per la non necessità del ricovero. L’uomo era stato comunque sbarcato e, con un’ambulanza messa a disposizione da Tap aveva raggiunto la sua abitazione a Roma dove era rimasto sotto il controllo sanitario del proprio medico curante. Il peggioramento delle sue condizioni di salute ha consigliato il trasferimento in ospedale, dove il 28 marzo scorso è stato sottoposto a tampone che ne ha purtroppo confermato la positività al Covid-19. In conformità con i protocolli sanitari volti al rintracciamento di tutti coloro che sono stati in contatto con pazienti Covid-19 positivi, il comandante della nave e il medico di bordo sono stati immediatamente avvertiti e si sono tenuti in contatto con le autorità sanitarie locali che hanno disposto la somministrazione del tampone diagnostico a cinque persone che presentano sintomi ascrivibili a Covid 19 e che erano già state confinate nei propri alloggi. Uno di essi è risultato anch’esso positivo ed è stato sbarcato oggi e trasportato all’ospedale Perrino di Brindisi. La nave è attualmente alla fonda in rada presso Brindisi, in attesa di disposizioni.  Tap, nell’esprimere sincera vicinanza alle due persone colpite e a tutta l’equipe, continua ad offrire massimo supporto alle autorità competenti, con cui è in costante comunicazione”.

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