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Mascherine e guanti abbandonati in terra, il sindaco sbotta: "Vergognatevi"

Le segnalazioni si riferiscono spesso ai dintorni dei supermercati. Il primo cittadino avverte: "Faremo in modo che i responsabili se ne possano pentire"

LECCE – Guanti monouso abbandonati a centinaia nelle vicinanze di alcuni supermercati, mascherine gettate per strada e nelle aiuole, con la più totale noncuranza. L’abbandono dei rifiuti ha vissuto nella fase dell’emergenza sanitaria una declinazione particolare, legata all’utilizzo su vasta scala di dispositivi di protezione individuale. Il risultato è uno scempio rispetto al quale operatori della raccolta e addetti delle attività commericali fanno il possibile, ricominciando da zero ogni giorno una battaglia impari.

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, non ci sta e dopo alcune segnalazioni giunte da cittadini, denuncia pubblicamente gli atti di inciviltà: “Spesso capita di leggere nelle campagne di indignazione che quotidianamente vengono lanciate sui social la parola vergogna: contro il governo, contro la politica, contro il Comune, contro i sindaci, tutti ritenuti responsabili di provvedimenti o omissioni che meritano gli strali dei commentatori sui social. Ecco, per una volta vorrei dirlo anch’io, a chi si rende protagonista di questi gesti: è una vergogna compiere queste azioni”.

Salvemini ricorda che non è “necessario che un sindaco emani un’ordinanza contro l’abbandono di guanti e mascherine per le strade. Ricordo che l’abbandono indiscriminato di rifiuti è già sanzionabile dalle forze di polizia locale e dalle forze dell’ordine, che in ogni caso non possono trovarsi contemporaneamente ad ogni angolo di strada o davanti a tutti i locali, i supermercati, gli uffici per tenere d’occhio i comportamenti di ciascun cittadino. È necessario invece che ciascuno comprenda che gesti come questo possono mettono a rischio la salute oltre che il decoro degli spazi pubblici, che sono la nostra casa".

Il primo cittadino promette la mano pesante: “Noi, con gli strumenti di controllo a disposizione del Comune, ogni volta che sarà necessario, faremo in modo che chi se ne rende protagonista possa avere l’occasione di pentirsene”.

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