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Era programmato per questa sera / Mazzini / Via Nazario Sauro

Due medici a rischio sospensione, giudizio rinviato a nuova data

Previsto per questa sera presso la sede dell'Ordine, a Lecce, è stato aggiornato per ragioni tecniche. Tra le norme deontologiche di cui si contesta la violazione, quella che vieta l'adozione di terapie e presidi non provati scientificamente

LECCE - Il giudizio disciplinare invocato nei confronti di due medici e programmato per questa sera presso l'Ordine dei medici-chirurghi e degli Odontoiatri di Lecce, è stato aggiornato per ragioni tecniche: a seguito della presentazione delle loro osservazioni scritte, infatti, è stato deciso di procedere a una nuova convocazione.

Ai due professionisti l'apposita commissione contesta, a vario titolo, la violazione di alcuni articoli del codice deontologico: dignità professionale (art.1); doveri del medico (art.3); conoscenze scientifiche, qualità professionale e gestionale (art.6); abuso dello stato professionale (art.7); divieto di diffusione di terapie o presidi non provati scientificamente (art.13); informazione sanitaria (art. 56); rapporto tra colleghi (art.58). I medici rischiano la sospensione dall'albo, così come già occorso a una quarantina di iscritti che non hanno ancora adempiuto all'obbligo della vaccinazione per gli operatori sanitari.

La protesta del comitato

Confermato, invece, il sit in, presso la vicina Piazza Mazzini, indetto per le 18.30 dal Comitato per la Libertà di Lecce, "Liberiamo l’Italia Lecce" e "Studenti contro il Green Pass Unisalento" come atto di solidarietà. Nella nota inviata dai promotori si legge che “lavoratori, studenti e attivisti si riuniranno per denunciare tutte le forme di spudorata censura messe in atto dalla politica Covid che rischiano non solo di rovinare la carriera e la vita di onesti e coraggiosi professionisti, ma di compromettere in maniera definitiva il già precario rapporto di fiducia tra medico e paziente, tra istituzioni e cittadini". L'obiettivo è quello di una mobilitazione in favore della libertà di pensiero e di scelta e contro lo strumento del green pass. 

Il presidente De Giorgi: "Offesa a chi ha donato la vita"

Il presidente dell'Ordine dei medici, Donato De Giorgi, ha voluto stigmatizzare nel metodo e nel marito la convocazione della manifestazione: “Il metodo aggressivo e antidemocratico di porsi al di fuori (e contro) regole e istituzioni è tipico di movimenti minoritari, con vaghe aspirazioni populiste, che si ritengono unici depositari aprioristici della verità. Il merito delle questioni affrontate, per lo più farneticante, è una insopportabile offesa a quanti - medici e sanitari – hanno donato la vita, per dare una risposta di salute a tutti (compresi i chiassosi dimostranti)". 

Secondo De Giorgi il sit-in, lungi dall'essere un presidio di democrazia, "dimostra e testimonia la voglia velleitaria di aggredire chi ogni giorno tende a porsi, silenziosamente e con rispetto, come estrema garanzia del diritto costituzionale alla salute, mentre la realtà attuale dimostra come solo grazie alla vaccinazione è possibile iniziare a vedere un futuro di speranza nell'emergenza pandemica e mentre l'Ordine rivolge il suo sguardo verso chi (come nel mondo degli ultimi) non ha avuto la fortuna di una vaccinazione gratuita e diffusa. Occuparsi tutta la vita della cura e della vita degli altri non è certo “dittatura sanitaria”! Più pericoloso e preoccupante è invece il sottrarsi, in nome dei propri (discutibilissimi) diritti individuali, al dovere irrinunciabile di prendersi cura della comunità in cui si vive, secondo le regole scientifiche accreditate". 

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