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I carabinieri e i volontari sul luogo (Dalla pagina della Cri)

I carabinieri e i volontari sul luogo (Dalla pagina della Cri)

Natale di umanità: dimesso dall’ospedale e a piedi, soccorso da carabinieri e Cri

Una storia intrisa di calore giunge da Leverano dove, ieri sera, due militari hanno offerto la cena a un 28enne che non trovava più la strada di casa. Poi la chiamata alla Croce rossa per chiedere alimenti e beni di prima necessità

LEVERANO – Dimesso nel giorno di Natale dall’ospedale di Copertino, solo e a piedi, chiede aiuto ai passanti perché non ricorda la strada per fare ritorno presso il proprio domicilio. Una storia intrisa di umanità e calore nel giorno di festa giunge questa volta da Leverano e vede protagonista un migrante 28enne, algerino e domiciliato a Villaggio Boncore di Nardò. Tutto è cominciato poco prima delle 20,  quando una telefonata ai carabinieri della stazione leveranese, ha segnalato la presenza del giovane straniero. Disorientato e solo.

I militari, intervenuti assieme ai colleghi della compagnia di Campi Salentina, hanno anche allertato il personale della Croce rossa del luogo. Il 28enne si trovava fermo, nei pressi di una nota pizzeria del posto. All’arrivo dei volontari della Cri due carabinieri, guidati dal luogotenente Gianluca Pagliara, avevano già fermato il ragazzo per un controllo per poi rendersi conto che, appena dimesso dall’ospedale "San Giuseppe da Copertino", avrebbe dovuto fare ritorno a casa a piedi, al buio.

I militari gli hanno dapprima chiesto se si sentisse bene, appurando poi che non aveva neppure mangiato. Hanno così offerto una cena al migrante, tramite una pizzeria da asporto delle vicinanze. E non è tutto. Al personale della Cri hanno anche chiesto che si provvedesse a un sostegno umanitario, con dei viveri. I volontari della Croce rossa hanno raggiunto il personale dell’Arma e il 28enne con un pacco pieno di beni di prima necessità. Il ragazzo di origini algerine è stato accompagnato presso il proprio domicilio, al termine della serata, fra la sua di gratitudine e quella dei volontari nei confronti dei carabinieri. Una storia di “ordinaria” umanità che avrà sicuramente alleviato la solitudine di un ragazzo solo, in una fredda sera di Natale e tra le strade rese deserte dall'emergenza sanitaria.

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