La ministra dell'Istruzione boccia Emiliano: "La Puglia riapra le scuole"

Lucia Azzolina è intervenuta contro l'ordinanza regionale che impone la chiusura degli istituti di ogni ordine e grado fino al 24 novembre. Il sindaco di Lecce: "Decisone inattesa, estrema, pesante"

Lucia Azzolina (foto Ansa).

LECCE - La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, attacca frontalmente la decisione del presidente della Regione, Michele Emiliano, di sospendere le lezioni in presenza fino al 24 novembre in tutte le scuole di ordine e grado della Puglia. L'esponente del governo Conte, forse temendo un effetto domino, prova dunque a tenere ferma la barra su quella che è sempre stata la sua posizione. Ma, va ricordato, è pur sempre il Dpcm del 24 ottobre a consentire alle Regioni di derogare in maniera più stringente con lo scopo di contenere la diffusione del Covid-19. 

"Pensare di risolvere il problema chiudendo le scuole è una mera illusione - ha scritto la Azzolina -. Perché i ragazzi escono, anzi usciranno di più e rischieranno di contagiarsi. A scuola, invece, non solo ci sono misure di sicurezza, ma anche protocolli che permettono controllo e tracciamento. Si riaprano al più presto le scuole, evitando conseguenze gravi, presenti e future, per gli studenti e per le famiglie. Sono sommersa in queste ore da messaggi di sconforto, delusione e amarezza. La comunità scolastica pugliese nei mesi scorsi ha lavorato tantissimo, per preparare le scuole alla riapertura. Dimostrando spirito di sacrificio e responsabilità. La stessa che oggi è richiesta a tutti gli attori istituzionali per non togliere alle bambine e ai bambini momenti di socialità, studio, impegno e crescita".

Sulla decisione del presidente Michele Emiliano si è espresso anche il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, che non ha nascosto anche un certo disappunto per come il provvedimento è stato comunicato e per l'impatto immediato che ha sulle famiglie: "Chiudere le scuole in Puglia fino al 24 novembre è una decisione inattesa, estrema, pesante. Inattesa, perché non c'era stato preavviso in tal senso, lo stesso Dpcm firmato il 24 ottobre stabilisce l'obbligo di didattica in presenza per infanzia e primo ciclo d'istruzione. Estrema, perché obbligare gli studenti di ogni età a casa significa venire meno ad un impegno pubblico che da mesi tutte le istituzioni avevano assunto riguardo l'indispensabilità di garantire la didattica in presenza dopo la dolorosa esperienza della primavera scorsa. Pesante, perché sospendere le lezioni in classe non è solo un'esperienza estrema per bambini e preadoloscenti, ma una decisione che impatta sulla vita delle famiglie costrette da domani a fare i conti con complicatissime scelte di organizzazione delle proprie giornate. Anche io l'ho appreso come tutti dalle agenzie di stampa. Anche io come padre di un preadolescente sto vivendo queste ore con preoccupazione. C'è per questo difficoltà ad accettare una decisione che poteva essere spiegata in modo diverso".

Chiarito questo passaggio, il primo cittadino sottolinea, d'altra parte, la necessità di avere una prospettiva di sistema: "Una pandemia ti obbliga a ragionare in termini sistemici, sapendo che siamo tutti legati da fili invisibili e che nessuno si salva da solo. Quello che accade da Foggia in giù ci riguarda, il sistema sanitario regionale è unico perché i pazienti vengono ricoverati anche fuori provincia. Le proiezioni nell'andamento dei contagi - ieri il presidente Emiliano ha parlato di un possibile picco a fine novembre di 2.500 casi giornalieri - hanno determinato questa ordinanza che, come tutte le misure restrittive, produrrà effetti tra un paio di settimane. Si è ritenuto di dover agire oggi per evitare conseguenze peggiori domani. Sacrificare un mese di lezioni in presenza, adottando la Dad, per provare a salvare l'anno scolastico".

Non è più una esponente del M5S, ma è comunque concordo con la ministra, la deputata leccese Veronica Giannone, del gruppo misto: “Il primo dovere dei governanti dovrebbe essere quello di tutelare il diritto all’istruzione delle ragazze e dei ragazzi che in questa regione continuano ad essere penalizzati. Mi sarei aspettata degli interventi mirati proprio per evitare un'altra chiusura dopo quella di marzo.  Tra l'altro è ridicolo parlare di semplice sospensione fino al 24 novembre per riorganizzare il sistema dei tamponi delle Asl, è chiaro a tutti che le scuole non riapriranno. La scuola resta una priorità in Francia, dove Macron chiuderà tutto tranne le scuole e in Germania. In Puglia invece facciamo l'esatto contrario, lasciamo tutto aperto e chiudiamo i luoghi più sicuri, abbandonando famiglie e studenti al loro destino. Purtroppo la campagna elettorale è finita". 

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