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Il nuovo monitoraggio

Qualità del mare, la Puglia è regina d’Italia: battute Sardegna e Toscana

Per il secondo anno consecutivo la regione si conferma la migliore per il livello delle acque di balneazione con un dato di eccellenza che sfiora il 100%: dati rilevati dal Sistema nazionale protezione ambiente ed Arpa

LECCE – Puglia mare d’Italia per il secondo anno consecutivo per la qualità delle acque di balneazione, con livelli di eccellenza che sfiorano il 100% e si fermano appena un gradino sotto (99%): battute regioni come Sardegna, ferma al 97,6%, e Toscana, che si attesta al 96%. È quanto emerge dal lavoro di controllo e monitoraggio condotto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (https://www.snpambiente.it/2022/07/27/balneazione-il-95-delle-acque-italiane-eccellenti-e-buone/), la rete che coordina le varie agenzie regionali presenti sul territorio nazionale tra cui l’Arpa Puglia.

L’attività di monitoraggio, disciplinata dalla direttiva comunitaria 2006/7/CE, stabilisce le regole della classificazione in tutta la Comunità europea delle acque di balneazione nelle quattro classi di qualità: eccellente, buona, sufficiente e scarsa. In Italia, la balneabilità delle acque è disciplinata da una norma nazionale che recepisce proprio la direttiva europea del 2006: il Decreto legislativo 116/2008 e successive modificazioni. La verifica è spesso affidata alle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente (Arpa), che appunto effettuano il monitoraggio delle acque per il controllo (con frequenza mensile) dei due parametri microbiologici.

Non tutte le zone costiere sono comunque destinate (o destinabili) alla balneazione; infatti, di norma sono preclusi a priori i tratti caratterizzati dalla presenza di aree urbane fortemente antropizzate, portuali o aeroportuali, militari, zone “A” delle aree marine protette, o quelli interessati da scarichi o apporti di qualsiasi origine o tipologia (corsi d’acqua, canali, scarichi urbani e/o industriali).

La normativa prevede che, per essere idonee alla balneazione, le acque destinate allo specifico uso da parte dei bagnanti devono essere conformi rispetto a valori soglia dei due parametri microbiologici: per quanto attiene le acque marine e di transizione, i valori soglia da non superare sono stati stabiliti a 200 Ufc (Unità Formanti Colonie) per gli enterococchi intestinali e 500 Ufc per Escherichia coli.

In merito ai risultati ottenuti durante i monitoraggi, qualora Arpa Puglia rilevi, nel corso del monitoraggio routinario mensile, il superamento dei limiti previsti dalla norma per Enterococchi intestinali e per Escherichia coli, comunica immediatamente l’informazione al sindaco del Comune territorialmente competente, il quale, sulla base della comunicazione, emette apposita ordinanza per l’interdizione temporanea dell’acqua di balneazione in cui si è verificato lo sforamento, informando la cittadinanza con i mezzi più idonei.

Oltre alle singole verifiche di conformità, al termine di ogni stagione balneare le acque di balneazione pugliesi vengono classificate sulla base dei risultati del monitoraggio degli ultimi quattro anni, utilizzando un calcolo statistico (calcolo del 95° percentile - o 90° percentile); ne deriva un giudizio variabile tra quattro classi, “scarsa”, “sufficiente”, “buona” e “eccellente”.

Si evidenzia comunque che nella procedura di classificazione non vengono considerati, come previsto dalla norma, gli “inquinamenti di breve durata”, ovvero quelli che si esauriscono nelle 72 ore successive all’evento perturbativo. Proprio per questo motivo non si può escludere, anche per le acque classificate in stato di qualità “buona” o “elevata”, che si siano verificati sporadicamente dei superamenti dei limiti; infatti, se i superamenti sono relativi a “inquinamenti di breve durata”, o se in ogni caso sono rari o unici, possono non influenzare in maniera significativa il calcolo e quindi la valutazione di qualità.

“Accogliamo con soddisfazione gli esiti del monitoraggio delle acque balneabili pugliesi – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio -, condotto in maniera efficiente e preziosa da Arpa Puglia, riferimento per le politiche ambientali della Regione Puglia, risultate eccellenti per il secondo anno consecutivo e prime in Italia per qualità”.

“Siamo consapevoli – ha proseguito - che questi risultati non si raggiungono per caso o per fortunate congiunture, ma sono frutto di anni di programmazione ed attuazione, in piena collaborazione con tutti gli Enti coinvolti: da Acquedotto Pugliese ad Autorità Idrica Pugliese fino ad Arpa che non smetteremo mai di ringraziare per professionalità ed abnegazione nella tutela della nostra Regione. Siamo altrettanto consapevoli però che la tutela e la valorizzazione delle risorsa idrica non possono conoscere punti di arrivo nella politica regionale ma sono il faro della nostra missione per la nostra terra”.

“Ogni anno le acque di balneazione – ha spiegato il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno - vengono sottoposte a periodici controlli per garantire la salute dei bagnanti. Siamo lieti di constatare che anche quest’anno la Puglia è prima in Italia per la salubrità delle acque balneabili. Non solo. È prima anche per il numero di campioni di balneazione analizzati in laboratorio (4056, ndr), e seconda solo per il numero di punti monitorati (676, ndr), dopo la Sicilia che gode di un litorale molto più esteso”.

A livello nazionale anche quest’anno sono numerose le regioni in cui oltre il 90% di acque è nella classe eccellente; sommando anche le buone, si arriva a livello nazionale al 94%. I controlli sulle acque di balneazione riguardano anche laghi e (in pochi casi) fiumi, dove alcune regioni raggiungono il 100% di acque eccellenti.

Lungo i 1000 km circa di costa pugliese la Regione Puglia ha individuato, ai sensi dell’attuale normativa di riferimento, ben 676 tratti destinati alla balneazione, che corrispondono ad un totale lineare pari a circa 800 km: in particolare sono state individuate 254 acque di balneazione in provincia di Foggia, 46 in provincia di Bat, 78 in provincia di Bari, 88 in provincia di Brindisi, 139 in provincia di Lecce e 71 in provincia di Taranto.

Arpa Puglia misura diversi parametri meteo-marini, mentre in laboratorio sono analizzati i campioni per la determinazione della carica batterica, calcolata rispetto a valori soglia di due parametri microbiologici: “Enterococchi intestinali” ed “Escherichia coli”, indicatori di inquinamento di origine fecale; in relazione ai campioni raccolti, si stima che ogni anno l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente effettui circa 8.500 determinazioni analitiche di laboratorio.

Per quanto riguarda la Puglia, l’1% di acque di balneazione “non eccellente” riguarda i monitoraggi dei seguenti luoghi: tre nel territorio di Lesina (classificazione ‘Buona’ per il canale La Fara, ‘Sufficiente’ per la Foce De Pilla e ‘Buona’ per Foce del Canale La Fara), tre di San Nicandro Garganico (classificazione ‘Buona’ per Fiume Lauro e Foce Zanella, ‘Sufficiente’ per Foce Fiume Lauro) e uno di Manfredonia (classificazione ‘Sufficiente’ per Foce del Fiume Candelaro).

Sul sito di Arpa Puglia è possibile, utilizzando una mappa interattiva, visualizzare la localizzazione geografica delle acque di balneazione nonché dei singoli punti di monitoraggio, a cui sono associati i risultati analitici più aggiornati; alla stessa pagina web sono inoltre riportati i dati, in forma tabellare e sotto forma di bollettino mensile, anche per i periodi precedenti a quello visualizzato.

Pochi giorni fa i dati di Goletta Verde

C’è un dato interessante che sembra parzialmente in controtendenza con quello odierno: quattro giorni fa Goletta Verde aveva presentato i risultati sullo stato delle acque in Puglia con un focus specifico. Dai prelievi effettuati era emersa una qualità delle acque entro i limiti di legge (che non significa scarsità ma neanche eccellenza), e tra i punti monitorati, 29, in Puglia, solo due erano quelli che recavano il cartello il cartello della qualità di acque di balneazione: uno dei due, era nel Salento, e si trattava di Otranto con il campionamento effettuato nella spiaggetta Madonna dell’Alto Mare. Tra l’altro, la città dei Martiri, che risultava in questa graduatoria regina di qualità, invece, nell’anno corrente, ulteriore contraddizione, non ha ricevuto la bandiera blu.

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