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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Attualità Palmariggi

Morti bianche, l'indignazione di Uil e Cisl: "Serve l'impegno concreto di tutti"

I sindacati, dopo il tragico decesso dell'operaio a Palmariggi, invocano maggiore prevenzione: "Costretti ad aggiornare il triste bollettino dei morti: ben 49 in Puglia nei primi sette mesi dell’anno, 13 solo nel Salento"

PALMARIGGI – Il Salento ha registrato un'altra, inaccettabile, morte bianca. A perdere la vita sul luogo di lavoro (un cantiere edile di Palmariggi), nel pomeriggio di ieri, 21 settembre, è stato un 39enne di Martano. Immediata la reazione di sdegno e preoccupazione dei sindacati: dopo la dura presa di posizione di Cgil, oggi è la volta di Cisl e Uil.

“La tragica notizia ci lascia sconvolti – commentano Donato Congedo, segretario territoriale Cisl Lecce e Raimondo Zacheo, segretario Filca Cisl -. Chi esce al mattino da casa per andare a guadagnare ciò che è necessario, non può non tornare a casa a riabbracciare i propri cari”.

“Stiamo assistendo a profondi cambiamenti nei modi di lavorare – proseguono i segretari Cisl -. Abbiamo quindi bisogno di sistemi nuovi per la sicurezza e la salute. Dobbiamo continuare ogni giorno a portare avanti le nostre battaglie, lo dobbiamo fare nella memoria e nel ricordo di chi non c’è più: è questo l’impegno che prendiamo anche con Fabio e la sua famiglia a cui non smetteremo mai di sentirci vicini”.

Salvatore Giannetto (segretario Uil) e Paola Esposito (Feneal-Uil) si dicono “esterrefatti”: “Ancora una volta, purtroppo, sono i cantieri edili a confermarsi uno dei luoghi di lavoro a maggiore rischio per i lavoratori e che quindi necessitano della massima attenzione per il rispetto dei protocolli di sicurezza”.

“In attesa che si faccia chiarezza sull’accaduto – proseguono - sentiamo di esprimere innanzitutto il nostro cordoglio. Siamo costretti ad aggiornare il triste bollettino dei morti sul lavoro (ben 49 in Puglia nei primi sette mesi dell’anno, 13 solo nel Salento) nella consapevolezza che l’impegno di tutti per fermare questo massacro incivile deve essere maggiore e più efficace”.

Uil ritiene necessaria una vera e propria rivoluzione culturale sul tema della sicurezza, attraverso formazione e informazione.

“Serve investire sui controlli, senza mai abbassare la guardia – proseguono loro -. Dalla seconda metà di ottobre, un camper della Uil sarà presente nelle principali piazze dei capoluoghi italiani per fare informazione su questi temi e farà tappa naturalmente anche in Puglia. Oltre a questo, siamo assolutamente favorevoli a lanciare, come proposto dalla Cgil di Lecce, un’ulteriore campagna unitaria di sensibilizzazione sul territorio, che deve riguardare tanto il contesto delle imprese, con particolare attenzione ai settori più esposti, quanto tutte le altre situazioni, anche domestiche, dove spesso il rischio infortunistico è sottovalutato”, concludono Giannetto ed Esposito.

Ma l’indignazione e il cordoglio non bastano, ricordano Cgil, Uil e Cisl che avevano già lanciato l'iniziativa “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”, ovvero un patto per la sicurezza in 7 punti. L'obiettivo era quello di riaccendere un faro sull'anno problema delle stragi sui luoghi di lavoro, dalle fabbriche ai cantieri edili sino al comparto agricolo e tessile.

“Le richieste del sindacato devono essere azioni concrete, finalizzate all’elaborazione di una strategia nazionale da finanziare con le risorse del Pnrr e con i fondi per la coesione europei e nazionali”, sottolineano i segretari.

Le proposte sono così riassumibili e mirano tutte alla prevenzione del fenomeno: una riqualificazione delle imprese per determinare un accesso  al mercato del lavoro e alle gare d’appalto nel rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, della legalità, dell’applicazione del Cccl, partendo dal modello della patente a punti; una contrattazione nazionale e decentrata per promuovere e intensificare gli interventi di natura negoziale e contrattuale; la formazione tutti i lavoratori relativa ai rischi; la rappresentanza contrattuale e tecnica; le ispezioni sul lavoro; l'innovazione e l'ammodernamento di tecnologie e dispositivi di sicurezza;  l'inserimento nei programmi scolastici la materia della salute e sicurezza sul lavoro.

A livello nazionale i confedereali hanno chiesto l’immediata attivazione di una cabina di regia permanente, presso la presidenza del Consiglio, tra governo e parti sociali per monitorare la situazione e agire di conseguenza.

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