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Venerdì, 12 Aprile 2024
Il 21 febbraio

Sicurezza sul lavoro, sciopero dopo la tragedia di Firenze. E nel Salento 13 vittime nel 2023

Le confederazioni nazionali di Cgil e Uil e le rispettive categorie di edili e metalmeccanici hanno indetto la protesta. Solo pochi giorni addietro un drammatico incidente, nel capoluogo toscano, con un bilancio molto pesante

LECCE – Uno sciopero nazionale di due ore, a fine turno, è stato indetto dalle confederazioni nazionali di Cgil e Uil e dalle loro categorie degli edili e dei metalmeccanici (Fillea Cgil, Feneal Uil, Fiom Cgil e Uilm Uil).

La decisione è scaturita dopo la tragedia di Firenze – quattro vittime e un disperso nel cantiere di un nuovo centro commerciale – che ripropone il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Le segreterie territoriali di Cgil e Uil hanno annunciato per quanto riguarda Lecce un presidio in viale XXV Luglio nei pressi della prefettura, dalle 9.30 alle 11.30, con richiesta di incontro al prefetto per ribadire i punti principali della piattaforma sindacale: la patente a punti per le aziende appaltatrici; la congruità su tempi e modi di esecuzione; l’obbligo alla timbratura; il ripristino della parità di trattamento negli appalti; la responsabilità dell’impresa committente; l’applicazione dei contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e la formazione obbligatoria prima di accedere nel luogo di lavoro.

“Il crollo avvenuto il 16 febbraio a Firenze nel cantiere per la costruzione di un supermercato è l’ennesima tragedia insopportabile di morte sul lavoro – hanno dichiarato Luca Toma e Salvatore Listinge, segretari generali provinciali di Fillea Cgil e Feneal Uil -. Un dramma che colpisce Brandizzo come Torino, ma anche Palmariggi e Minervino di Lecce. Grandi opere e micro cantieri sono i palcoscenici assurdi di una strage che in Italia provoca tre morti sul lavoro al giorno. Cantieri, strade, campi in cui il lavoro perde la sua dignità, scenari dove si scatenano gli effetti più beceri dell’avidità del capitale con la ricerca ossessiva del profitto a tutti i costi. Un’ossessione che riduce a mera voce di costo da tagliare l’investimento in sicurezza, che spreme i lavoratori sottoponendoli a ritmi di lavoro infernali per rispettare le scadenze e non perdere contributi. Ma queste migliaia di lavoratori che non rientrano più dalle loro famiglie sono anche l’esito finale di strategie politiche sorde e miopi”.

La questione della sicurezza sul lavoro è estremamente attuale anche in provincia di Lecce: nel 2023 i morti sul lavoro sono stati 13 (dato in aumento rispetto all’anno precedente). Anche a livello regionale è stato registrato rispetto al 2022 un incremento nei decessi, da 74 a 78 in tutto e da 9 a 17 nel solo settore edile (in calo, invece, il numero degli infortuni non letali). Il fenomeno è collegato anche alla dimensione media, molto ridotta, del tessuto imprenditoriale edile: le 2.958 aziende del settore censite al 30 settembre scorso hanno denunciato alla Cassa Edile e ad Edilcassa 9.449 operai, in media poco più di tre maestranze ciascuna.

L’urgenza di un cambio di rotta non sembra essere avvertito con l'urgenza che meriterebbe (e non da oggi): “Infortuni e morti sul lavoro – hanno aggiunto i due sindacalisti - sono purtroppo un fatto culturale che va combattuto con politiche mirate (Durc di congruità, patente a punti per le aziende, introducendo il reato di omicidio sul lavoro), ma anche con la formazione. Fa riflettere come appena il 10 per cento delle aziende censite dagli enti bilaterali si rivolga a Formazione e Sicurezza nelle Costruzioni (FSC, già Scuola Edile), ossia il più autorevole istituto di formazione rivolto agli operai edili”.

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