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Lunedì, 20 Maggio 2024
Un uomo tra scienza e politica

Lutto nel mondo della cultura e dell’università: morto il professor Giovanni Invitto

L’accademico scomparso in queste ore all’età di ottant’anni: ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università del Salento, era stato preside di Scienze della Formazione e vicesindaco di Lecce

LECCE – Lutto nel mondo della cultura salentina e nel mondo dell’università pugliese: è morto nelle scorse ore Giovanni Invitto, professore e filosofo, studioso del pensiero del Novecento europeo e in particolare l’esistenzialismo di Jean Paul Sartre e della fenomenologia francese di Maurice Merleau-Ponty, con un grande amore per la politica e per Lecce.

Classe 1943, il docente ottantenne in pensione, laureato nel 1965 in Pedagogia alla facoltà di magistero dell'Università degli studi di Lecce, dopo aver insegnato filosofia nei licei, nel 1969 inizia la sua carriera universitaria ricoprendo negli anni numerosi e importanti incarichi, diventando ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università del Salento e ricoprendo il ruolo di preside della facoltà di Scienze della Formazione dal 2006 al 2012. Appassionato di cultura e assetato di conoscenza, Invitto aveva fondato nel 1987 la rivista scientifica “Segni e comprensione”.

Nell'Ateneo salentino è stato tra l'altro presidente del Nucleo di valutazione di Ateneo, dirigendo varie collane editoriali ed essendo componente di vari comitati scientifici di riviste nazionali e internazionali. Ha insegnato Filosofia della storia, Estetica e Sociologia dell’arte e della letteratura, ha fatto parte del dottorato di ricerca in "Scienze bioetico-giuridiche" e del dottorato internazionale su "Forme e storia dei saperi filosofici" tra Lecce e Paris IV, Sorbonne, è stato responsabile scientifico di due Progetti di Rilevante Interesse Nazionale. Tra gli ultimi incarichi, la presidenza del Nucleo di valutazione del conservatorio di Musica di Lecce.

Numerosi i saggi pubblicati nella sua vasta produzione scientifica e divulgatrice, molti dei quali tradotti in Francia, Belgio, Brasile, Usa: “Le idee di Felice Balbo” (1979), “Sartre dal «gioco dell’essere» al lavoro ermeneutico” (II ed. 2005), “Sartre. Dio una passione inutile” (2001), “La tessitura di Merleau-Ponty” (2002), “L’occhio tecnologico. I filosofi e il cinema” (2005), “Idee e schermi bianchi” (2007), “Merleau-Ponty par lui même” (2010), “La misura di sé tra virtù e malafede e Il diario e l’amica. L’esistenza come narrazione” (2012).

Nella sua storia anche l’impegno politico e l’amicizia con l’ex premier Romano Prodi: ha rivestito l’incarico di vicesindaco nella giunta di Stefano Salvemini, ma è stato anche assessore provinciale con il presidente Lorenzo Ria, nel 1995, con delega per la formazione professionale, istruzione, Università e istituti di alta cultura, realizzando un accordo di programma tra l’ente e l’Università. Nel marzo 1999 è nominato, per conto della Provincia di Lecce, nel comitato scientifico dell'Isufi e, dal 2002 al 2004, ha la delega alla presidenza del Consorzio Universitario Interprovinciale salentino, da parte del presidente della Provincia di Lecce. Tanti i messaggi di cordoglio sui social che stanno arrivando in queste ore.

“Oggi, con la scomparsa di Giovanni Invitto – commenta il sindaco Carlo Salvemini -, la città tutta perde un intellettuale brillante, un filosofo profondamente appassionato, un docente capace e scrupoloso, una persona sensibile dall'approccio gentile. Da sempre interessato alla politica, si è impegnato in prima persona al fianco di mio padre Stefano, che da sindaco lo nominò suo vice, e nella giunta provinciale guidata da Lorenzo Ria, protagonista in una stagione cruciale per la crescita di Lecce e del Salento. Un abbraccio commosso a nome di tutta la comunità alla sua famiglia”.

“Sono particolarmente addolorata per la scomparsa del professor Giovanni Invitto – scrive l’ex sindaca Adriana Poli Bortone -, un amico che tanto ha dato alla sua città. È stato uno dei prestigiosi docenti dell'ateneo che si è espresso al massimo della professionalità e competenza nel periodo in cui l'ateneo leccese cresceva. Una persona dal tratto gentile e disponibile, lo ricorderemo con grande affetto. Sono vicina alla sua famiglia”.

“Un indimenticabile protagonista della vita accademica, culturale e sociale del nostro territorio - dice il Rettore dell’Università Fabio Pollice -, alle colleghe Marisa Forcina e Sara Invitto, a tutta la famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini le nostre più sentite condoglianze”.

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