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Luigi Stefanachi.

Luigi Stefanachi.

Luminare della psichiatria, in prima linea per cure più umane: è morto Luigi Stefanachi

Originario di Castrignano del Capo, si è spento a 93 anni. A lungo direttore dell'Opis di Lecce, è stato un pioniere nella lotta per la chiusura dei manicomi

LECCE - Si è spento nel giorno di Natale, a Lecce, all'età di 93 anni il professor Luigi Stefanachi, originario di Castrigano del Capo. Luminare nel campo della psichiatria, è stato pioniere dell'umanizzazione dei manicomi. Specializzatosi a Cagliari in Clinica delle malattie nervose e mentali, ha conseguito a Siena la libera docenza universitaria, per poi trasferirsi a Napoli.

Dal 1967 al 1973 è stato direttore dell'Opis di Lecce, istituto dove, come primario, è poi rimasto fino al termine della sua carriera, nel 1996. Il suo orientamento tutto preteso alla trasformazione delle struttura di cura era ben chiaro già molti anni prima della legge Basaglia (1978): a metà degli anni Sessanta, quando era direttore delll'ospedale psichiatrico di Catanzaro, fu il primo in Italia a portare i suoi pazienti al mare e a favorire occasioni di reinserimento sociale. 

Impressionante testimonianza della sua attività è il documentario "Strudà 1976", facilmente reperibile su Youtube e girato all'epoca della sua direzione del reparto ubicato nella frazione di Vernole. Le sue posizioni innovatrici gli costarono ostilità e resistenze. Per esempio nella promozione dell'assistenza psichiatrica di prossimità, per evitare che i pazienti arrivassero da luoghi distanti finendo così spesso per essere dimenticati dalle proprie famiglie. 

"Il problema della territorialità costituisce il cardine delle mie polemiche - dice in un passaggio -. Gli ospedali psichiatrici devono essere disintegrati. L’assistenza psichiatrica è oggi valida soltanto se è globale, vale a dire se è attuata sotto il profilo della prevenzione, della cura e della riabilitazione. È pertanto indispensabile realizzare la psichiatria di territorio. La volontà politica della classe dirigente ha obiettivi conservatori, repressivi e clientelari per cui molti ospedali psichiatrici sono oggi centro di vergognoso potere politico e amministrativo".

Parallelamente all'appassionata attività nel servizio pubblico, ha sempre esercitato la libera professione.

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