Mura del centro storico “annerite”. Torna il divieto per le citronelle

Disposta dal sindaco Minerva l’ordinanza che vieta sino al 1 novembre l’utilizzo di materiale infiammabile oleoso lungo la cinta muraria del borgo antico. “Pericolo e danni, stop all’uso delle ciotole fiammeggianti”

GALLIPOLI - Stop all’uso delle citronelle e altro materiale infiammabile oleoso lungo le mura del borgo antico. Torna il divieto imposto dal Comune come la scorsa stagione visto che la problematica sembra essersi ripresentata con grave rischio per l’incolumità e la tutela del patrimonio architettonico che ha resistito agli storici assalti di turchi e veneziani, ma che rischia di scivolare sotto la coltre di cera e materiale oleoso.

Dai residenti e dalle associazioni cittadine della città vecchia era partito nei giorni scorsi un nuovo invito: quello porre rimedio ai danni arrecati alle antiche mura delle riviere del centro storico e causati dall’accensione di fuochi e candele e dalle cattive abitudini di posizionare ciotole e contenitori in alluminio, tipo citronelle o prodotti simili, sui bastioni. La richiesta era stata rinnovata nell’ultimo faccia a faccia in Comune tra i portavoce dell’associazione “Abitanti e amici del centro storico di Gallipoli” con il sindaco Stefano Minerva e l’assessore con delega al borgo antico, Biagio Palumbo. E sabato scorso una nuova richiesta, via pec, era stata posta all’attenzione dell’amministrazione comunale che nel frattempo aveva provveduto a sottoscrivere la nuova ordinanza.

Nella richiesta si sollecitava in particolare di rinnovare, a tempo indeterminato, i divieti già imposti lo scorso anno con apposito provvedimento comunale e segnalati anche alla soprintendenza ai beni paesaggistici e architettonici al fine di tutelare le mura urbiche della città vecchia.  Richiesta accolta e condivisa nella sua essenza, per la tutela del patrimonio storico e per la sicurezza dei passanti e degli avventori dei locali, ma che in assenza di un richiamato regolamento, e vista la necessità contingibile di riproporre i divieti nel momento in cui si è ripresentata la problematica, si è concretizzata con un’ordinanza a tempo determinato.

Così il sindaco Minerva ha firmato il nuovo provvedimento che vieta da subito, e sino al 1 Novembre prossimo, l’utilizzo di materiale infiammabile oleoso (le cosiddette citronelle) lungo la cinta muraria del borgo antico.

“Ci sono giunte diverse segnalazioni sui danni potenziali derivanti dall'accensione di materiale infiammabile oleoso posizionate su suolo pubblico o sulle mura urbiche del centro storico” spiega il sindaco Minerva anche nel corpo dell’ordinanza, “e la presenza di tali materiali, solitamente di proprietà di gestori di pubblici esercizi e comunque contingentata nel periodo estivo, oltre a rappresentare un pericolo per chi si aggira nei paraggi, potendosi il contenitore ribaltare e rovinare su qualche malcapitato avventore o su qualche passante, ha provocato nel tempo gravi ed irreparabili danni alle antiche mura che costeggiano il periplo della città vecchia e che rappresentano uno dei beni monumentali più importanti della nostra città poiché il combustibile oleoso, spesso contenuto in ciotole o piccoli vassoi in carta-alluminio, si è infatti riversato sulle mura antiche, infiltrandosi in profondità e annerendo la stessa superficie in maniera indelebile o insudiciando il suolo pubblico. Sono quindi intuibili” conclude il primo cittadino, “le ragioni di tutela del decoro urbano e dei beni che rappresentano una parte importante della memoria storica e collettiva di Gallipoli, che impongono pertanto di intervenire senza indugio con gli strumenti previsti dalla legge per evitare che tale patrimonio storico, artistico e culturale sia ulteriormente oggetto di sfregio, visivo e strutturale”.

Ai vigili urbani è stato demandato il compito di notificare l’atto ai gestori dei locali e di pubblici esercizi che si trovano lungo il periplo della cinta muraria e controllare il successivo rispetto dei divieti imposti dall’ordinanza. “Già lo scorso anno si è avuto modo di segnalare, con ampia documentazione fotografica, che tale situazione, oltre che rappresentare un serio rischio per l’incolumità pubblica, ha provocato gravi danni al patrimonio monumentale della città” spiega il portavoce dell’associazione dei residenti, Roberto Piro, “il combustibile, infatti, spesso contenuto in ciotole o piccoli vassoi in carta-alluminio, si è riversato sulle mura antiche, infiltrandosi in profondità e annerendo la stessa superficie in maniera indelebile”.

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“Purtroppo l’ordinanza emessa lo scorso anno era, inspiegabilmente, con scadenza al 30 settembre 2019. E così, c’è chi ha pensato di riprendere questa pessima consuetudine” conclude Piro, “per questo, per i richiamati motivi di sicurezza pubblica e di tutela del patrimonio artistico monumentale della città,  siamo tornati a chiedere la riproposizione dell’ordinanza che vieti a tempo indeterminato l’accensione dei fuochi sopra descritti su tutto il territorio comunale e che la tessa sia seguita da efficaci controlli”.

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