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In foto: il murales nel carcere di Lecce

In foto: il murales nel carcere di Lecce

Il murales come terapia: i detenuti "armati" di bombolette spray

Concluso il primo lavoro creativo del progetto di arte-terapia “Arte in libertà... oltre le sbarre” coordinato da UniSalento, dipartimento di Storia, e Casa circondariale di Lecce con finalità formative

LECCE – Disegni che esprimono emozioni e sogni: innanzitutto quello di riconquistare la libertà perduta. Con questa prospettiva i detenuti di Borgo San Nicola si sono armati di bombolette spray ed hanno realizzato un murales nel cortile interno della sezione infermeria.

I lavori pittorici sono iniziati il 2 luglio ed hanno avuto cadenza settimanale: questo è quindi il primo disegno del progetto di arte-terapia “Arte in libertà... oltre le sbarre” coordinato dall’ufficio integrazione disabili dell’Università del Salento e promosso in collaborazione con la Casa circondariale di Lecce.

Il ciclo di incontri è nato con l'intenzione di offrire alla comunità detentiva un’opportunità formativa e di contatto con l’Università del Salento, favorendo anche un confronto diretto tra le due realtà. Vi hanno partecipato dieci studenti del dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo, selezionati con bando pubblico, quattro volontari del progetto di servizio civile “UniSalento senza frontiere” e i detenuti della sezione infermeria.

Dopo i primi incontri in presenza il programma è stato interrotto a causa dell’emergenza Covid-19 ma l'attività è proseguita in modalità telematica.

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I ragazzi, infatti, hanno voluto inviare una lettera ai detenuti per raccontare la situazione che il mondo esterno stava vivendo a causa della pandemia, testi per leggere e viaggiare con le parole, e tutorial per lo svolgimento di attività creative negli spazi di detenzione.

Sono state anche filmate video-interviste alle figure istituzionali legate alla comunità detentiva, cittadina ed accademica, utili per produrre un cortometraggio finale che potesse raccontare le attività del progetto.

Inoltre, il gruppo universitario dei partecipanti ha testimoniato le impressioni che l’esperienza ha loro suscitato e raccontato le attività del progetto in video che settimanalmente sono stati pubblicati sul canale youtube dell’ateneo.

Con la fine del lockdown gli studenti sono ritornati in carcere e hanno iniziato a lavorare alla realizzazione del primo dei due murales guidati dalla volontaria di servizio civile Veronica Leo, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Lecce. Le immagini riprodotte sono l’elaborazione delle idee grafiche dei detenuti emerse nei mesi di laboratori. Così sarà anche per il secondo murales che sarà realizzato a settembre.

“Siamo a buon punto - ha dichiarato il gruppo di lavoro - ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno incoraggiante del Rettore, Fabio Pollice, della fiducia accordataci dalla direttrice del penitenziario, Rita Russo, al lavoro spesso invisibile dei professionisti dell’area trattamentale del carcere che hanno seguito il progetto, Cinzia Conte, Annamaria Corallo, Fabio Zacheo e alla disponibilità e collaborazione preziosa del personale di polizia penitenziaria”.

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