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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Un murales contro lo stupro: il messaggio dell'artista Chekos e di Amnesty

L'opera rientra nella campagna nazionale #IoLoChiedo e alla sua realizzazione hanno collaborato anche alcuni giovani studenti dell’Olivetti di Lecce. Miglietta: "Un omaggio a donne importanti che hanno lottato per la dignità"

LECCE – Un murales per rendere più stringente la normativa sul reato di strupro nel codice penale: è stato realizzato da Amnesty international, in collaborazione con il Comune di Lecce, l’Università del Salento e l’Ites A. Olivetti di Lecce ed è stato inaugurato questa mattina.

L'opera rientra nella campagna nazionale #IoLoChiedo ed è stato prodotto dallo street artist Chekos con tecnica stencil e spray.

Il murales rappresenta tre celebri donne, Marielle Franco, Franca Viola e Rosa Parks, capaci di mettere in gioco la propria vita per un ideale. Alla realizzazione dell’opera in uno spazio pubblico della città, hanno collaborato anche alcuni giovani studenti dell’Olivetti.

L’assessora al Welfare, Silvia Miglietta, ha spiegato che l'opera porta un duplice messaggio: “Omaggia figure importanti, che con la loro determinazione hanno scritto pagine importanti nella lotta per la dignità delle donne e degli uomini  e rilancia la campagna di Amnesty per giungere ad una più chiara e stringente normativa che definisca il reato di stupro”.

“Con la campagna ‘io lo chiedo’ si punta a sottolineare che la violenza sessuale ha tanti volti e che va combattuta con una ecologia delle relazioni che preveda il consenso esplicito di entrambi i partner sulla possibilità di fare sesso – ha proseguito lei -: ancora una volta, occorre riaffermare il ruolo attivo della donna nelle scelte che la coinvolgono. Non un oggetto di piacere, ma un soggetto attivo che si autodetermina e che deve avere sempre la possibilità di dire no. Siamo felici che la realizzazione dell’opera sia stata affidata a 167b street, il cui lavoro artistico, portatore di messaggi di valenza sociale e culturale, è capace di parlare alla cittadinanza diffusa”.

“Abbiamo deciso di donare questa opera artistica alla città di lecce per ricordare il lavoro costante dei difensori e delle difensore dei diritti umani nel mondo, che ogni giorno si battono per un mondo più giusto anche a costo della loro libertà o della loro vita” ha aggiunto Michela Trinchese, responsabile Amnesty per Lecce.

“Siamo liete e lieti di questa iniziativa, che si inserisce nell’apprezzabile impegno di Amnesty international contro femminicidi e violenza di genere. Un impegno non estemporaneo, ma di lungo corso, che come in questo caso utilizza anche l’espressione artistica come strumento di sensibilizzazione sui diritti umani - ha spiegato la professoressa Anna Maria Cherubini, delegata del rettore alle Pari Opportunità –. L’ateneo è fortemente impegnato su questi temi: ricordo che, da pochi giorni, si è conclusa negli spazi di questo complesso, Studium 2000, la mostra “Com’eri vestita?”, e crede nell’uso dell’arte come linguaggio efficace per sensibilizzare e informare”.

“Nella nostra scuola abbiamo avviato un percorso insieme ad Amnesty, con laboratori dedicati all’educazione al rispetto – ha dichiarato Patrizia Colella, dirigente dell'Olivetti –. Inserire nell’offerta formativa laboratori che permettano ai ragazzi di sviluppare sensibilità verso i diritti umani e di coniugarli con l’educazione emotiva rientra nella mission delle scuole”.

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