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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Ispezione del Nas sui gas medicali del “Vito Fazzi”: sequestrate 200 bombole scadute

I militari si sono imbattuti in uno dei lotti dei contenitori, quelli mai utilizzati, ormai scaduti da quattro mesi. Aperta un'indagine per somministrazione di medicinali scaduti, guasti o imperfetti

LECCE – I carabinieri del Nas di Lecce, il Nucleo antisofisticazione e sanità nell’ospedale “Vito Fazzi”: circa 200 le bombole sotto sequestro, scatta un'indagine. Nel corso della mattinata, infatti, i militari hanno eseguito un sopralluogo all’interno della centrale dei gas medicali del presidio leccese, indispensabili, mai come nel pieno di questa emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Ed è proprio nell'ambito di una serie di controlli ordinari, che in questi giorni gli uomini dell'Arma stanno eseguendo nei vari presidi del territorio provinciale, che è avvenuta la scoperta.

Dapprima due bomboloni, uno di ossigeno e l’altro di azoto, sono stati sottoposti a verifiche assieme a una serie di ulteriori contenitori metallici che suppliscono ed entrano in funzione nei casi di mancato funzionamento dei primi. Fin qui tutto bene. Gli illeciti sono stati riscontrati invece su altri contenitori di gas usati per scopi medici, attivabili manualmente dagli operatori sanitari nei casi di estrema urgenza. Si tratta di dispositivi che vengono azionati nell’eventualità di un guasto al sistema centrale. In questo secondo lotto, mai entrato in funzione nel corso degli anni, sono state rinvenute dagli ispettori del Nas delle bombole di gas ormai scadute. Circa duecento.

I cosiddetti "pacchi bombola", oramai inutilizzabili da tre e quattro mesi, sono stati posti sotto sequestro probatorio da parte dei militari: dell’accaduto è stata informata l’autorità giudiziaria per i successivi provvedimenti, di natura amministrativa e penale, nei confronti della società farmaceutica fornitrice dei gas medicali. La stessa Asl di Lecce si impegnerà a chiedere lumi sulle presunte inadempienze da parte della azienda.  La richiesta dei sigilli sono stati infatti condivisi con la responsabile della farmacia dell’ospedale del capoluogo salentino. Un fascicolo di indagine è stato già aperto dalla Procura della Repubblica di Lecce per il reato di somministrazione di medicinali scaduti, guasti o imperfetti. Si tratterà ora di ricostruire, nella cornice dei vari appalti in ambito sanitario, l'esatta ditta fornitrice del lotto di gas ormai scaduto e procedere con l'addebito delle responsabilità.

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