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No all'ampliamento della concessione, prevale la libera fruizione della spiaggia

Ordinanza della Sezione VII del Consiglio di Stato: respinta la richiesta di sospensiva avanzata dalla proprietà di un albergo che puntava ad allargare l'area demaniale già a servizio dei propri clienti

PORTO CESAREO - I giudici della Sezione VII del Consiglio di Stato hanno emesso un'ordinanza di rigetto della richiesta di sospensiva della sentenza con la quale il Tar Puglia, sede di Lecce, aveva già negato alla società titolare di un albergo di Porto Cesareo di ampliare la concessione demaniale già concessa nel 2007.

(Qui l'articolo sul verdetto del Tar)

La scelta dell'amministrazione comunale di tutelare la fruizione pubblica è stata dunque confermata nella sua legittimità, posto che il tratto di arenile in questione ha un'estensione abbastanza ridotta ed è storicamente il riferimento dei residenti e dei villeggianti di quella zona , posta sulla riviera di levante, della nota località turistica.

Questa vicenda consiste in due fondamentali tappe: la prima parte dal diniego opposto in prima battuta dal Comune, prosegue con il ricorso respinto dal Tar e si chiude l'annullamento della sentenza di primo grado da parte del Consiglio di Stato perché non vi era in ballo una nuova concessione - e dunque l'obbligo di una gara di evidenza pubblica - ma l'ampliamento di una concessione già esistente.

La seconda consiste nell'esito della nuova istruttoria degli ufficili comunali che ha ribadito il diniego, ma sulla base di una incompatibilità sostanziale della richiesta con la volontà di preservare la pubblica fruizione di quel tratto di litorale. Viene dunque confermato il margine di discrezionalità di cui godono i comuni rivieraschi nelle valutazioni relative all'uso dei beni demaniali.

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