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Domenica, 16 Gennaio 2022
La mobilitazione nazionale

No alla legge di bilancio: sindacati verso la mobilitazione unitaria

L'appuntamento con l'attivo unitario di Filcams, Fisascat e Uiltucs è per il 2 dicembre presso la Cassa edile di Lecce. Pensioni, fisco, lavoro, sviluppo e sociale: i temi su cui viene contestato il governo Draghi

LECCE – La manovra economica del governo Draghi non piace ai sindacati.

Cgil, Cisl e Uil sono pronti a manifestare a Bari, l'11 dicembre, e hanno avviato un confronto interno con le categorie del terziario, commercio e turismo.

L'appuntamento con l'attivo unitario di Filcams, Fisascat e Uiltucs è per domani, 2 dicembre, presso la Cassa edile di Lecce. Oltre ai tre segretari, Mirko Moscaggiuri, Carmela Tarantini e Antonella Perrone, saranno presenti anche i componenti delle segreterie confederali.

L'obiettivo è quello di ascoltare delegati e lavoratori per studiare la legge di bilancio, individuarne le criticità ed elaborare delle proposte correttive della bozza. La manovra, di base, è stata giudicata “iniqua e sbagliata perché non fornisce risposte sufficienti per contrastare le disuguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese”.

Sul tema delle pensioni, Cgil, Cisl e Uil bocciano quota 102. L'alternativa proposta è quella di una pensione di garanzia per giovani e incentivi per la previdenza complementare. “È necessario poi rafforzare l’Ape sociale, erogata dall'Inps, estendendo la platea dei lavori gravosi e usuranti”.

Per quanto attiene al fisco, i sindacati chiedono di incrementare le risorse da destinare alla riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati. Queste le proposte: contrastare il lavoro nero e l'evasione fiscale; interrompere gli incentivi a pioggia per le imprese; utilizzare il taglio del cuneo fiscale da 8 miliardi per aumentare il potere d’acquisto delle categorie fragili.

Per quanto riguarda l'occupazione, i confederali reclamano investimenti per creare posti di lavoro e ammortizzatori sociali universali. Occorre poi rafforzare le politiche industriali e di sviluppo, sbloccando gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione e formazione, e trovando una soluzione per le vertenze ferme da troppo tempo al Mise.

Cgil, Cisl e Uil ritengono necessario intervenire anche sul fronte sociale, incrementando le risorse e introducendo i livelli essenziali in vista della legge sulla non autosufficienza. Tra le proposte, anche quella di contrastare la povertà, migliorando il reddito di cittadinanza e potenziando le politiche di inclusione.

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