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"No alla proroga dei contratti escludendo gli Oss": la protesta di Cobas

La Asl ha deciso di rinnovare i rapporti di lavoro a tempo determinato ma il sindacato ritiene che ciò "lede il diritto degli operatori socio-sanitari vincitori della graduatoria di Foggia"

LECCE – No alla proroga per gli incarichi a tempo determinato nella Asl di Lecce, firmata dai vertici di via Miglietta. È quanto chiede il sindacato Cobas che questa mattina ha organizzato un sit-in di protesta davanti alla direzione generale.

Il direttore generale Rodolfo Rollo e il direttore sanitario Roberto Carlà hanno infatti deciso di prorogare il contratti a tempo determinato dei dirigenti medici e sanitari fino alla fine del 2021 e di prorogare il rapporto di lavoro, sempre a tempo determinato, del personale di comparto fino alla fine del 2022. Sono esclusi dai rinnovi, invece, gli Oss assunti per 4 mesi dalla graduatoria concorsuale di Foggia, in attesa di chiarimenti da parte della Regione Puglia.

La direzione strategica della Asl ha deciso di rinnovare i contratti a causa “della grave emergenza in atto e vista la difficoltà di reclutare personale medico e infermieristico per periodi di breve durata”. L'obiettivo è quello di garantire i livelli e la continuità assistenziale ai pazienti.

Il sindacato però non ci sta. Innanzitutto perché ritiene tale proroga “contraria al decreto legislativo 165 del 2001 il quale stabilisce che il lavoro a tempo determinato è ammesso per rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale”.

Video | Il sit-in davanti all'Asl

E poi perché considera tale rinnovo dei contratti “non temporaneo, e nemmeno eccezionale, in quanto va oltre il periodo dell’emergenza sanitaria in corso”.

Inoltre, sempre a detta di Cobas, in questo modo sarebbe leso il diritto soggettivo degli operatori socio-sanitari vincitori del concorso di Foggia i quali verrebbero “espressamente esclusi, giustificando la scelta in attesa di chiarimenti da parte della Regione Puglia”.

E ancora: “Tale proroga, creando i presupposti per la stabilizzazione del personale interessato, come previsto dalla legge Madia, è anche palesemente contraria all’articolo 97 comma 4 della Costituzione che dispone che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si debba accedere mediante concorso”.

In altre parole, ricorda Giuseppe Mancarella dei Cobas, “per lavorare a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione si deve superare un concorso pubblico”.

Nel corso della mattinata gli esponenti di Cobas hanno chiesto di incontrare il direttore generale Rollo per avere un confronto sulla questione.

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