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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Giornata di approfondimenti

Il nodo delle liste d’attesa, la carenza di personale: le zavorre della sanità

Conferenza dei servizi di Asl Lecce: si delineano le sfide per il sistema. Risorse del Pnrr e telemedicina alleati importanti per migliorare gli standard di prestazioni e assistenza. Il ruolo del policlinico universitario come attrattore di medici

LECCE – Oltre 300 i partecipanti, in presenza e da remoto, alla Conferenza dei servizi con cui Asl Lecce ha voluto tracciare una fotografia dello stato dell’arte dell’offerta sanitaria e porre le questioni prioritarie del prossimo futuro.

L’appuntamento è stato articolato al mattino su tre grandi temi – Ospedale e Università; Territorio e Pnrr; Telemedicina, Screening e Liste d’attesa; - mentre per la sessione pomeridiana sono previsti dei gruppi di lavoro con la partecipazione dei cittadini e delle associazioni che si occupano dei diritti dei pazienti e delle questioni di sanità pubblica.

Liste d'attesa: i motivi di una grave carenza

Centrale il nodo delle liste d’attesa che rappresenta uno dei fardelli più pesanti, non l’unico certo, del sistema sanitario in provincia di Lecce. Il direttore generale, Stefano Rossi, ha spiegato: “Mi riferiscono che nel giro di pochi mesi abbiamo recuperato una quota pari al 10 percento di prestazione presso gli ambulatori del distretto. Abbiamo comunque rilevato delle falle: molti slot vanno persi perché il sistema informatico non riesce ad allocare correttamente le tante richieste, ma perdiamo anche molte ore di prestazioni specialistiche perché molte agende vengono chiuse senza la debita concertazione con la direzione generale. Si perdono tante prestazioni anche perché gli utenti non si recano agli appuntamenti e lasciano inoptati degli slot: questo fattore incide molto”.

Rossi ha poi aggiunto: “L’incontro tra domanda e offerta deve ancora migliorare, resta intatto il tema dei temi del personale che, qui come altrove, è insufficiente. I medici sono pochi rispetto alla crescita esponenziale del fabbisogno di salute di una società sempre più anziana, sempre più alle prese con patologie croniche, che quindi assorbe tante risorse sanitarie cui deve corrispondere un numero di medici che non può essere quello che oggi paghiamo con la spesa del 2004 ridotta dell’1,4 percento che è il tetto che ci viene consentito per il personale”.

Secondo il direttore amministrativo, Yanko Tedeschi, una grossa mano può venire dai sistemi informativi: “Sono il punto cruciale della questione, Cerchiamo di utilizzare al meglio quello che noi paghiamo. Per intervenire sulle liste d’attesa occorre conoscere i dati, acquisire tutta una serie di informazioni. Noi stiamo lavorando molto su questo per capire quali sono le migliori azioni da porre in essere. Il direttore faceva riferimento alla percentuale di persone che non si presentano alla visita e che non si preoccupano di disdire: questo non ci consente di poterli sostituire, per cui il tempo previsto per quella prestazione viene perso. Intervenire con delle azioni correttive sull’incremento percentuale delle ore e sulla riduzione dei tempi significa recuperare prestazioni. Il dato informatico in sé non ci dice nulla, ma se noi lo utilizziamo per definire le strategie diventa fondamentale. Non è in questo ambito che c’è spreco di risorse, ma l’inefficienza c’è se noi non utilizziamo quel patrimonio di informazioni”.

Reclutare medici: il ruolo del policlinico

Altra enorme e cronica questione è quello della carenza di personale, a partire da quello medico. Sul punto il direttore sanitario, Antonio Bray, ha dichiarato: “Stiamo delineando il fabbisogno di assunzioni, stiamo commisurandoli alle specialità maggiormente richieste. Stiamo attivando anche una sala operativa centralizzata del Cup che ci permetta di ottimizzare l’equità e la prossimità dell’offerta anche attraverso dei parametri di controllo sulle modalità di erogazione sui carichi di lavoro di ogni lista d’attesa. In questo modo possiamo avere il polso della situazione”.

Il direttore generale ha sottolineato come l’attivazione dei percorsi universitari di Medicina sia finalizzata anche al reclutamento di personale: “Il policlinico servirà come incentivo per venire a lavorare a Lecce. Le risorse umane sono poche, quindi bisogna elevare il livello qualitativo delle prestazioni perché lì dove si fa ricerca la prestazione è migliore. L’obiettivo è fidelizzare chi studia qui per farlo rimanere. Gli specializzandi sono linfa vitale per qualunque reparto medico perché sono giovani professionisti che si affacciano nel mondo del lavoro con entusiasmo e spesso con un know-how di conoscenze tecnologiche che il medico più anziano magari non ha. Siamo già al secondo anno di medicina: più andiamo avanti, più avremo docenti che andranno a popolare le cattedre e innervare il tessuto dell’offerta”.

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Pnrr e telemedicina: opportunità da cogliere

Un’occasione per recuperare i tanti ritardi accumulati nei decenni è data ora dalle risorse del Pnrr. Tedeschi è entrato nel dettaglio: “Ci sono 79 milioni di euro per 24 case della comunità in questa provincia, sei ospedali di comunità e sette centrali operative territoriali: sono i tre pilastri su cui costruire il nuovo modello dell’assistenza territoriale. Sono previsti anche interventi per la digitalizzazione dei processi amministrativi presso i presidi di secondo e primo livello e 13 milioni di euro per l’acquisto di 34 grandi macchine che saranno collocate all’interno degli ospedali e dei distretti. Tutto questo è stato già mappato all’interno del Contratto istituzionale di sviluppo che è stato firmato dalla Regione che è il soggetto attuatore. Noi stiamo monitorando l’avanzamento rispetto a tutte queste azioni per poter garantire, nei termini previsti dall’Unione Europea, la realizzazione e l’entrata a regime”.

Video: le dichiarazioni dei tre direttori

Altro acceleratore della qualità dell'assistenza è senza dubbio la telemedicina: “Stiamo lavorando - ha detto Bray - all’ottimizzazione delle reti assistenziali dell’emergenza – ictus, trauma, cardiologia e perinatale -. Al Fazzi abbiamo una piattaforma informatica che stiamo utilizzando soprattutto per le patologie tempo dipendenti, ma ci stiamo concentrando anche sulla telemedicina per le cronicità, quindi la rete oncologica, la rete reumatologica e quelle per l’assistenza del paziente instabile. Ci stiamo adoperando per rendere questa piattaforma ubiquitaria e stiamo elaborando un sistema di afferenza diretta con l’intelligenza artificiale nel costituendo fascicolo sanitario elettronico”.

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