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Nomina di un commissario, nessuna irregolarità di Ruggeri. Inchiesta in archivio

Cadono le ipotesi di corruzione per l’ex assessore al Welfare che insieme al presidente Emiliano era stato indagato per la vicenda del commissariamento dell'Azienda per i servizi alla persona di Chieuti

LECCE - Si chiude con l’archiviazione per l’ex assessore regionale Totò Ruggeri la vicenda della nomina del commissario dell'Azienda per i servizi alla persona “Castriota e Corroppoli” di Chieuti, in provincia di Foggia per la quale era stato indagato insieme al presidente della Regione Puglia,  Michele Emiliano nell’autunno del 2019.

Il pubblico ministero della procura dauna, Marco Gambardella, a seguito dell’approfondimento dell’inchiesta e della ricostruzioni dei fatti, aveva concluso la sua attività formulando la richiesta di archiviazione del procedimento nei confronti dell'allora assessore al Welfare e del governatore di Puglia. Dopo l’avviso di garanzia notificato all’ ex assessore regionale Ruggeri, infatti, anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, era stato indagato nella medesima inchiesta avviata dalla procura di Foggia e relativa alla indicazione della nomina (di fatto mai avvenuta in quanto la procedura non si è mai conclusa) del commissario dell'Azienda per i servizi alla persona “Castriota e Corroppoli” di Chieuti.

L’accusa ipotizzata nei confronti dell’assessore regionale al Welfare era quella di corruzione e la magistratura foggiana aveva notificato un invito a comparire all’esponente politico per chiarire le presunte irregolarità nelle procedure d’ufficio inerenti quella nomina commissariale.

Nella richiesta di archiviazione il pm è giunto alla determinazione dell’assenza di responsabilità diretta dei due amministratoti regionali riconoscendo che “gli accordi politici nulla hanno avuto a che fare con la nomina” che, sulla base della ipotesi originaria, aveva determinato le indagini per corruzione. Da qui il giudice per le indagini preliminari, riconoscendo la insusistenza delle accuse, ha disposto l'archiviazione del procedimento.

I fatti contestati si sono dunque rivelati insussistenti e le argomentazioni fornite dall’ex assessore Ruggeri, difeso dagli avvocati Salvatore Corrado e Giancarlo Ursitti, hanno condotto alla consequenziale e doverosa richiesta di archiviazione. “La fiducia nella magistratura, che ha agito con professionalità, approfondendo le indagini ed escludendo una accusa che si è rivelata priva di  fondamento, si è dimostrata ben riposta” il commento alla decisione dell’esponente politico salentino.

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