Giovedì, 13 Maggio 2021
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Non solo fototrappole: cinque telecamere mobili contro gli incivili

La giunta approva uno stanziamento per dieci mesi: una società individuata sul mercato si occuperà del procedimento di gestione dei dispositivi e delle immagini raccolte. Intanto altre 15 multe in una settimana

Foto di archivio: rifiuti abbandonati in via Fiume.

LECCE - Il Comune di Lecce si dota di cinque telecamere mobili per contrastare l'abbandono dei rifiuti da parte di cittadini incivili che non hanno alcun rispetto per l'ambiente e per la collettività, fatta invece di tante persone che invece si impegnano per dare il proprio contributo per un corretto conferimento anche davanti a disservizi e disagi.

Su proposta dell'assessore all'Ambiente, Carlo Mignone, la giunta ha approvato una delibera che impegna la somma di 24mila euro più Iva  per l'acquisto di un servizio da parte di una società specializzata da individuare sul mercato. Nel "pacchetto" è previsto il posizionamento delle telecamere mobili, la gestione e lo spostamento delle stesse, la lavorazione dei video, il monitoraggio del territorio. In questo modo è stato anche recepito il contenuto di una mozione del consigliere di minoranza, Bernardo Monticelli.

I nuovi dispositivi si affiancheranno alle fototrappole già in uso che da una parte stanno dando buoni risultati come testimoniano i primi bilanci diffusi dall'amministrazione ma dall'altro palesano dei limiti tecnici. Il principale riguarda il loro utilizzo in certe zone perché azionandosi comunque con un sensore di movimento finiscono per esaurire abbastanza presto la propria autonomia. Sono insomma adatte ad ambienti molto periferici o isolati, quelli dove di solito si creano discariche abusive proprio perché non facilmente raggiungibili. L'abbandono dei rifiuti, tuttavia, si è intensificato anche nel perimetro urbano a causa dello scarso feeling con la raccolta differenziata e con la tassa sui rifiuti di alcuni che lasciano i sacchetti sui marciapiedi, in prossimità di cestini, addossatti ai carrellati condominiali.

Il secondo limite è rappresentato dal fatto che il procedimento di analisi delle migliaia di fotogrammi raccolti impegna il nucleo ambiente del Comune, formato da civili ma anche da agenti di polizia locale, in un lavoro dispendioso in termini di tempo. Con l'affidamento invece questo compito spetterà alla ditta selezionata.

L'impegno economico di Palazzo Carafa, per quanto minimo, dovrebbe comunque essere solo un'anticipazione: con i proventi delle sanzioni, infatti, si punta a compensare l'investimento e, magari, ad implementare il servizio. Del resto nella settimana dall'11 al 18 giugno sono stati redatti, grazie alla cinque fototrappole dislocate, 15 verbali di accertamento per un totale di 2mila e 500 euro mentre sono stati istruiti 50 accertamenti relativi alla Tari, la tassa sui rifiuti.

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