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Martedì, 21 Maggio 2024
Una cerimonia toccante

Sulle note di Bach e Debussy, Beatrice Rana battezza il fondo “Flavia Musciacco”

C'è una storia che è iniziata alla fine dell'Ottocento per arrivare fino ai nostri giorni: per volontà della giornalista scomparsa nel maggio scorso, alcuni libretti musicali sono stati consegnati alla famosa pianista salentina

LECCE – L’esecuzione da parte di Beatrice Rana del preludio della Seconda Suite Francese in Do Minore di Bach e della Isle Joyeuse di Debussy, ha accompagnato, presso il teatro oratorio Don Orione di Arnesano, la creazione de fondo “Flavia Musciacco” dell’associazione musicale Opera Prima. Già sulle prime note per i presenti è stato impossibile trattenere le lacrime.

Flavia Musciacco è morta il 16 maggio scorso all’età di 73 anni a San Giovanni Rotondo dove era stata appena sottoposta a un delicato intervento. Nata a Brindisi da una famiglia della borghesia colta, si era sposata a 21 anni con il concittadino Adolfo Maffei e per la professione del marito, quella di giornalista, si era trasferita prima a Bologna e poi a Milano, dove ha cresciuto i figli Mario e Cecilia. Nel 1979 la famiglia si è stabilita definitivamente a Lecce e casa Maffei-Musciacco è col tempo divenuta un crocevia di amicizie, incontri, riflessioni.

Donna colta, appassionata di viaggi (ha visitato più di cento Paesi), ma anche e soprattutto docente di italiano, giornalista acuta e versatile, impegnata con rigore per un femminismo sostanziale. È stata, tra le altre cose, l’anima della redazione del settimanale “Il Corsivo” e un’ospite meravigliosa: brava cuoca, abile e discreta tessitrice di connessioni. Chi ha avuto il privilegio di conoscerla, ne ricorda lo spessore umano, la qualità professionale, l’innata empatia, il garbo.

Ammiratrice di Beatrice Rana, Flavia Musciacco, che negli ultimi anni era alle prese con seri problemi di salute, aveva espresso il desiderio di donare alla pianista salentina di fama internazionale le “carte da musica” che lei aveva conservato per decenni. Erano appartenute a Giovanna e Letizia Simone, rispettivamente bisnonna e prozia dal lato paterno, e poi a Maria Casilli, la nonna. Giovanna e Maria si erano diplomate in pianoforte all’Accademia Nazionale “Santa Cecilia” a Roma, Letizia in canto.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento anche alle donne della borghesia colta era richiesto, a un certo punto, di svolgere il ruolo assegnatole nell'ambito familiare. Così la passione e le competenze musicali delle tre donne trovarono espressione a casa Musciacco, a Brindisi, dove ogni venerdì gli amici erano invitati per assistere a concerti per pianoforte e soprano. Successivamente nonna Maria suonò molte volte anche per la sua amata nipotina, Flavia. Ed è così, attraverso i decenni, che quelle carte sono arrivate nelle mani di Beatrice Rana, interprete di assoluto prestigio (pochi giorni si era esibita per la prima volta al Barbican Centre di Londra).

La commovente cerimonia che ha suggellato la creazione del fondo è stata partecipata dai parenti e dagli amici più stretti. Con le donazioni raccolte, inoltre, l’associazione Opera Prima potrà aumentare il numero di borse di studio messe a disposizione dei giovani musicisti locali.

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