Nuovi corsi di laurea per Unisalento: in ballo anche Medicina e chirurgia

Il progetto di attivare tre nuovi corsi magistrali e uno triennale è stato discusso dal Senato accademico. Udu: "Una novità positiva"

Foto di repertorio

LECCE – L’ateneo salentino viaggia a passo spedito verso nuovi traguardi. Ci sono novità in vista, infatti, per il prossimo anno accademico: l’amministrazione prevede l’apertura di nuovi corsi di laurea. Quattro in tutto: tre corsi magistrali in “Medicina e chirurgia”, “Scienze della cooperazione internazionale”, “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate” e un corso triennale in “Sviluppo sostenibile e cambiamenti climatici”.

La proposta è stata discussa dal Senato accademico e si inserisce nel solco del generale ampliamento dell’offerta formativa che ha contraddistinto l’Università del Salento negli ultimi anni.

L’iniziativa è stata accolta favorevolmente dal sindacato studentesco Udu. Secondo la senatrice Giulia Pellegrino, infatti, i nuovi corsi saranno utili a contrastare il fenomeno di migrazione studentesca verso altri atenei, fuori provincia e regione.

Entrando nel dettaglio, il corso magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia è un progetto ambizioso, unico in tutto Sud Italia e secondo a livello nazionale. L’aspetto interessante è che il corso prevede la possibilità di rilasciare un secondo titolo di laurea in Ingegneria biomedica, previa acquisizione di ulteriori 32 crediti formativi nei settori ingegneristici.

“Sebbene abbia incontrato il parere favorevole della Regione, dell’azienda ospedaliera locale e delle imprese del settore, ad oggi non presenta alcun accordo finanziario firmato da parte degli enti pubblici coinvolti – ha commentato la senatrice Pellegrino -. Nonostante le garanzie dell’amministrazione, questa criticità ha rappresentato un vincolo importante del testo della delibera di approvazione”.

Udu ha preferito non prendere una posizione netta poiché “il secondo titolo non risulta coerente con il percorso ingegneristico già erogato dal dipartimento”. Il sindacato ha anche chiesto risposte concrete riguardo alla copertura finanziaria del progetto.

“In ogni caso riconosciamo la valenza di Medicina e la necessità di costruire una più solida rete sanitaria nel territorio leccese: questa emergenza mondiale ci ha insegnato che formazione, ricerca e strutture pubbliche dovrebbero collaborare a stretto contatto nell'ottica di un miglioramento del benessere sociale”, ha precisato la senatrice.

Udu ha accolto con favore l’istituzione degli altri due corsi magistrali: il primo, “Scienze della cooperazione internazionale” sarà allocato a Brindisi, in una posizione strategica e funzionale alla valorizzazione del processo di costruzione di un rapporto di collaborazione con le Nazioni unite, il Word food program, il Reggimento San Marco che hanno sede a Brindisi.

“Auspichiamo che la collaborazione con l’Onu possa portare ad una proficua opportunità di occupazione anche nello stesso territorio, rappresentando un elemento di attrattività dell’ateneo per i nuovi immatricolati”, ha aggiunto lei.

Fondamentale, poi, per Udu, è l’attivazione del corso in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate: “Il corso, oltre a fornire un ottimo piano di studi, è volto a garantire una prospettiva agli studenti della triennale in procinto di conclusione del primo ciclo didattico, lavorando in ottica di ridimensionamento della dispersione dei laureati triennalisti”.

Ultimo corso di laurea discusso è la triennale in “Sviluppo sostenibile e cambiamenti climatici”: Udu ha espresso la propria contrarietà a riguardo perché il corso risulta “afferente ad una classe di laurea già attiva all’interno dello stesso dipartimento”.

“Nonostante tale corso vedrà la sua attivazione sul territorio brindisino, riteniamo che la strategia di istituzione di nuovi corsi di laurea in classi già accreditate, decreti la morte di corsi preesistenti. A tal proposito, riteniamo maggiormente produttivo partire dalla rivalutazione e adeguamento alle nuove esigenze territoriali e formative dei piani di studio”, ha proseguito Giulia Pellegrino.

Udu, in buona sostanza, propone di abbinare a questa strategia anche un’azione di consolidamento dell’offerta formativa esistente: “Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito a una costante diminuzione del numero di immatricolati ad alcuni corsi, ormai destinati ad un inesorabile declino”

Il sindacato ritiene importante “svecchiare” alcuni percorsi di studio che non sarebbero al passo con i tempi e quindi privi di contenuti innovativi e di respiro internazionale.

“Proprio questa nostra posizione, nonché i dubbi e le perplessità non risolte in fase di discussione dell’offerta formativa, hanno spinto la nostra associazione ad esprimere differenti pareri durante la votazione per l’accreditamento dei quattro nuovi corsi di laurea”, ha concluso la senatrice.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coppia massacrata in casa, il giovane assassino reo confesso chiede l’abbreviato

  • Muore colto da infarto davanti alla scuola: attendeva la nipotina

  • Benzina e fuoco nell’autolavaggio: ma l'hard disk delle videocamere "sopravvive" alle fiamme

  • Non si fermano all’alt, schianto sul guardrail: in auto la targa rubata a un finanziere

  • Scuola, in arrivo una nuova ordinanza: Ddi al 100 per cento per una settimana

  • Squarcio di due metri nella strada: betoniera passa, autopompa sprofonda nel vicolo

Torna su
LeccePrima è in caricamento