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Domenica, 25 Febbraio 2024
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Il “risiko” delle fusioni ridisegna le cartine amministrative del Salento: che cosa cambia e quali i territori coinvolti

Dal progetto di una “Nuova Lecce” a quello per unire i Comuni del Capo di Leuca. Dagli incontri preliminari per “fondere” i borghi della Grecia Salentina, fino all’acquisizione di Lido Marini da parte di Presicce-Acquarica: un riepilogo dei cantieri amministrativi in corso

LECCE – Tipo un Risiko nel quale i territori non si conquistano, ma si accorpano. Il fenomeno delle fusioni tra Comuni potrebbe ridisegnare, nei prossimi anni, le cartine amministrative dell’intero Salento. Dal progetto di una “Nuova Lecce” a quello per agglomerare i Comuni del Capo di Leuca. Dagli incontri preliminari per “fondere” i borghi della Grecia Salentina, fino all’acquisizione di Lido Marini da parte di Presicce-Acquarica: un riepilogo dei “cantieri” in corso.

Nuove, future geografie della provincia che potrebbero essere accelerate dalle difficoltà finanziarie degli enti locali. Scaristà economiche esacerbate dalla riforma sull'autonomia differenziata. Verosimile dedurre che milioni di euro all’anno destinati ai Comuni “fusi" potrebbero fare gola a tanti. Dieci milioni all’anno per 15 anni ai centri con diverse decine di migliaia di abitanti. Due milioni all’anno per quelli con meno residenti. Perplessità, di contro, strisciano tra gli amministratori scettici sulla qualità delle prestazioni che ne deriverebbero e tra coloro che, meno idealisticamente, temono per la propria poltrona. Una bilancia tra costi e benefici che non trova un punto di equilibrio e continua a oscillare all’impazzata spaccando in due l’opinione pubblica. Un tema che probabilmente resta divisivo anche per via di un altro vulnus: la mancanza di una cabina di regia regionale.

PRESICCE- ACQUARICA PUNTA A LIDO MARINI

Negli anni scorsi vi avevamo raccontato le varie fasi della fusione tra Presicce e Acquarica del Capo dove, nel dicembre del 2018, ha vinto il “sì” al referendum, portando all’istituzione della nuova cittadina. La prima fusione in Puglia dopo l’ultima che risaliva agli anni Settanta. Proprio in questi ultimi giorni, la neonata cittadina del Capo di Leuca potrebbe avviarsi verso un’altra novità: sarebbero a buon punto, quasi terminate, le procedure e la preparazione degli atti per "annettere" al proprio territorio Lido Marini. La marina ionica, ultima del litorale di Ugento, da sempre è un luogo frequentato dagli abitanti di Presicce-Acquarica: a breve, dunque, dovrebbe essere indetto il referendum così come avvenuto anni addietro per Casalabate, ex frazione marina di Lecce. Il borgo adriatico fu infatti acquisito da Trepuzzi e in parte da Squinzano, sottratto con una consultazione referendaria alla giurisdizione leccese.

LE IPOTESI DI FUSIONE IN FASE DI STUDIO  

Numerosi gli studi di fattibilità e gli incontri istituzionali avviati in altre aree del Tacco. Uno dei progetti ampiamente discussi riguarda quello denominato Terenzano (il nuovo paese, eventualmente, si chiamerebbe così) e che racchiuderebbe in un unico centro Trepuzzi, Squinzano e Campi Salentina, formando una cittadina di decine di migliaia di abitanti. I centri da conglomerare non sono però soltanto quelli del Nord Salento ma riguardano, per esempio, anche l’entroterra e la zona del Capo di Leuca: nei giorni scorsi si è tenuto un incontro istituzionale per discutere della fusione di Gagliano del Capo, Castrignano del Capo e Patù. Studi in corso, come vi avevamo raccontato anni addietro, riguardano poi un eventuale accorpamento tra Seclì, Neviano ed Aradeo.

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LA POLEMICA SULL’UNIONE DELLA GRECIA SALENTINA

Nel pomeriggio di oggi, a Martano, è stato organizzato un incontro per affrontare l’argomento “Fusione della Grecia Salentina” dove saranno proiettati dei dati e presentati i gruppi tematici istituiti sui territori eventualmente coinvolti dal progetto di fusione. Organizzato dal comitato che è a favore del progetto, al dibattito sono stati invitati formalmente tutti i sindaci e gli amministratori dei 9 Comuni che compongono la Grecìa storicamente intesa: Corigliano d’Otranto, Zollino, Melpignano, Calimera, Castrignano de’ Greci, Martano, Martignano, Soleto e Sternatia.  Una dibattuta novità di cui avevamo scritto nel mese di novembre e alla quale erano seguite le polemiche e prese di posizione contrarie da parte di alcuni amministratori locali.

IL PROGETTO “NUOVA LECCE”

Anche il capoluogo salentino potrebbe essere travolto dal vortice “fusione”. Sono già stati organizzati alcuni momenti di confronto nel centri dell’hinterland leccese, in vista di una potenziale area metropolitana attorno alla città: una “Nuova Lecce” che coinvolgerebbe undici Comuni e alla quale strizza l’occhio lo stesso comitato che sostiene l’indizione del referendum per creare “Terenzano”. I centri che dovrebbero orbitare attorno alla fusione con il capoluogo salentino non sarebbero dunque soltanto quelli dell’immediato anello extraurbano (Cavallino, Surbo, Merine, ecc.), ma anche i centri più lontani come Novoli e Trepuzzi. Nei giorni scorsi alcuni amministratori si sono dati appuntamento per un incontro, a Lequile, dal titolo “Le cose che abbiamo in Comune” (nella foto).

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