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Martedì, 17 Maggio 2022
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Polemica in Apulia film commission, nuovi consiglieri nel Cda. La replica di Parente

Nelle scorse ore le nomine dei componenti del Consiglio di amministrazione della fondazione a partecipazione regionale. Subentrano ai tre che hanno rassegnato le dimissioni venerdì

LECCE  - Dopo le dimissioni dei tre consiglieri del consiglio di amministrazione di Apulia Film Commission a seguito della vicenda relativa all’aggressione della presidente, Simonetta Dellomonaco, la nomine dei nuovi subentranti: si tratta di Carmelo Grassi, su indicazione della Regione Puglia e Marina Samarelli ed Ettore Sbarra, su indicazione dei Comuni. Intanto giunge (e pubblichiamo integralmente) la replica di Antonio Parente, direttore di Afc e accusato dell’episodio risalente allo scorso 29 novembre.

“Leggo dagli organi di stampa le reiterate esternazioni della presidente di Apulia Film Commission arch. Simonetta Dellomonaco, riguardanti fatti oggetto di una querela e di un procedimento disciplinare attivato nei miei confronti e tuttora in corso. Come prevedono le norme dello Statuto dei lavoratori e del Contratto collettivo, ho esercitato il mio diritto di difesa attraverso una nota scritta, nella quale, ho inteso ristabilire la verità dei fatti. Ribadisco con fermezza che non vi è stata alcuna violenza nei confronti della presidente, ma solo una discussione animata su temi oggetto di un precedente CdA. Ho già manifestato in quella sede il mio dispiacere per quanto accaduto, sia pure per ragioni e in modo del tutto diversi da quanto esposto dalla Presidente.
Tuttavia, in attesa che il procedimento disciplinare si concluda, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, non posso non evidenziare che la stessa Presidente, senza rispetto alcuno della necessaria riservatezza del giudizio in corso e senza minimamente preoccuparsi delle ricadute per l’immagine di AFfc abbia instaurato un parallelo processo pubblico sugli organi di informazione.
Provo sconcerto nell’apprendere che la stessa presidente - che si definisce, nel contempo, come mia vittima e mio datore di lavoro - abbia avuto libero accesso agli atti del procedimento disciplinare, abbia fatto intervenire “per amicizia”, un avvocato nei lavori del Cda, abbia commissionato un parere legale sul caso e abbia più volte convocato il Consiglio, con, all’ordine del giorno, la già decisa sanzione disciplinare in mio danno.
Tanto in aperta violazione delle norme in tema di conflitto di interessi, delle basilari regole di prudenza e di opportunità che dovrebbero caratterizzare chi rappresenta un’Istituzione e dei miei diritti quale dipendente e direttore generale di Afc.
Con espressa riserva di ogni azione a mia tutela, chiedo formalmente di avere accesso, attraverso l’estrazione di copia, a tutti gli atti riguardanti il procedimento disciplinare attivato in mio danno, ivi compresi il provvedimento di nomina e di conferimento di incarico relativo al “parere pro veritate dell'avvocato della fondazione”, nonché di ogni altro atto prodromico e/o consequenziale inerente il procedimento de quo”.

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