Nuovo fronte comune dei sindaci: “No ad impianto di compostaggio a Cavallino”

I primi cittadini di Lizzanello, San Donato, Lequile, San Cesario, Castrì e Vernole hanno sollecitato la Regione a modificare la localizzazione ancora prevista nel Piano di gestione dei rifiuti. Chiesto anche ristoro ambientale milionario

LIZZANELLO - Nuovo fronte comune dei sindaci dei sei comuni limitrofi dell’hinterland di Cavallino, che dopo aver tollerato per anni gli effetti di riflesso della presenza della discarica per il conferimento dei rifiuti, ora sollecitano la Regione a modificare il Piano regionale di gestione dei rifiuti, eliminando le previsioni di insediamento di un nuovo impianto di compostaggio. Il tutto in quanto negli allegati al piano regionale degli impianti pubblici programmati, figura ancora l’impianto di compostaggio previsto nel territorio del comune di Cavallino, i cui atti sono stati già annullati dal giudice amministrativo (Tar e Consiglio di stato)  e, comunque, sono stati annullati, anche in via amministrativa, dall’Ager nel 2018.

Alla luce del nuovo Piano regionale di gestione ormai in fase di approvazione, i sindaci di Lizzanello, San Donato, San Cesario, Lequile, Castrì e Vernole hanno sollecitato il presidente Michele Emiliano e la sezione Ciclo rifiuti e bonifiche, a modificare la localizzazione prevista per l’impianto di compostaggio nella vicina Cavallino ed hanno chiesto anche un ristoro ambientale di almeno un milione di euro per comune al fine di “ridurre e ridimensionare il pluridecennale e continuo impatto sociale ed economico connesso alla concentrazione ed al cumulo di impianti di smaltimento di rifiuti nel limitrofo territorio del comune di Cavallino”.

L’occasione è stata propizia per i primi cittadini (Fulvio Pedone, Alessandro Quarta, Fernando Coppola, Vincenzo Carlà, Andrea De Pascali, Francesco Leo) per avanzare con la stessa istanza la richiesta di opposizione anche da parte dell’ente regionale del procedimento di approvazione dell’impianto sperimentale di trattamento dell'amianto, realizzato ed ultimato con una Scia rilasciata sempre dal Comune di Cavallino pur in assenza di autorizzazione unica ambientale e, solo dopo, proposto in sede di conferenza di servizi per l’eventuale rilascio della autorizzazione unica ambientale.

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Per formalizzare tale richieste gli amministratori salentini hanno annunciato la riunione congiunta dei rispettivi consigli comunali presso l’aula consiliare della Provincia di Lecce per il prossimo 29 novembre. In caso di una mancata risposta di accoglimento delle istanze proposte i sei sindaci preannunciano l’avvio di uno stato di agitazione  e di protesta civile. Alla stessa riunione consiliare  parteciperanno anche le associazioni ed i comitati ambientalisti dei territori interessati. “Da decenni i cittadini dei sopradetti comuni ed in  particolare dei Comuni di Lizzanello, San Donato di Lecce, San Cesario di Lecce e Lequile sono costretti a subire pesantemente gli effetti negativi di decisioni altrui in ordine alla localizzazione di impianti industriali per lo smaltimento o il trattamento di rifiuti, altamente impattanti” lamentano i sindaci, “collocati immediatamente a ridosso del proprio confine territoriale e talvolta a poche centinaia di metri dagli abitati urbani con gravissime ripercussioni peggiorative sulla qualità della loro vita quotidiana e sulle prospettive del loro miglioramento per il futuro. L’allarme sociale che deriva da tale fenomeno diventa periodicamente ancora più forte ed insostenibile in quanto, nel contiguo territorio di Cavallino, vengono ripetutamente instaurati procedimenti volti alla realizzazione, in prossimità dei territori limitrofi di nuovi impianti che producono effetti negativi sull’ambiente e sulla salute”.

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