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Operatori della Monteco a braccia incrociate: la protesta in prefettura

Fiadel e Fit Cisl hanno indetto una giornata di sciopero per accendere i riflettori sulla vertenza del cantiere di Lecce. Reclamano anche il rispetto del contratto collettivo

LECCE – Hanno incrociato le braccia per l'intera giornata i dipendenti del cantiere di Lecce della ditta Monteco che hanno deciso di partecipare alla mobilitazione indetta da Fiadel e Fit Cisl.

L'adesione allo sciopero, secondo i rappresentati sindacali delle due sigle, sarebbe pari a circa l'80 percento e, per dare visibilità alla protesta, una ventina di operatori ecologici si sono radunati in via XXV luglio. L'azienda impiega circa 261 operatori che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

I rappresentanti Franco Mirarco (Cisl) e Giorgio Rausa (Fiadel) hanno consegnato in prefettura un documento che riassume le motivazioni della mobilitazione e i problemi riscontrati nel cantiere del capoluogo dell'azienda che gestisce, in appalto, il servizio di igiene ambientale in città.

I due innanzitutto lamentano “la mancata concessione dell'assemblea sindacale dei lavoratori che poteva tenersi, con il distanziamento degli stessi, negli spazi aperti del cantiere di Borgo San Nicola”.

E ancora, Fiadel e Fit Cisl hanno deciso di protestare per il “mancato rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro e le decisioni del comitato interno deputato ad applicare e vigilare sulle norme anti Covid-19” che, a loro dire, non sarebbe rappresentativo di tutte le categorie sindacali.  

Mirarco ha evidenziato anche un altro problema: “Ai lavoratori che si dichiarano ammalati, dopo i giorni di riposo prescritti da medico, l'azienda chiede un altro certificato medico che attesti la guarigione, prima della ripresa del servizio in cantiere”. I due sindacati hanno lamentato anche presunte “difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione individuale da indossare quando si esce in strada” e reclamano “la sanificazione dei mezzi di trasporto”.

Giorgio Rausa di Fiadel ha reclamato l'intervento diretto dell'amministrazione comunale di Lecce “finora sorda alle nostre richieste”.

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