Operatori telefonici in rivolta a Maglie: "L'azienda è in ritardo sugli stipendi"

I lavoratori a tempo indeterminato di "Progetto Vendita" attendono i licenziamenti annunciati. I pagamenti sono slittati a fine mese

La protesta davanti alla sede del call center di Maglie

MAGLIE - Una protesta spontanea, dettata dall’angoscia di trovarsi, di punto in bianco, senza quel lavoro che ha permesso di costruire interi progetti di vita, reggendo le sorti di interi nuclei familiari. Innescata anche dalla difficoltà di tirare avanti, perché gli stipendi, attesi per la giornata di oggi, verranno accreditati più in là: bisognerà aspettare fine mese, al peggio l’inizio di luglio, per poter incassare la paga mensile.

La misura è colma e così gli operatori del call center “Progetto Vendita” hanno organizzato una manifestazione spontanea all’ingresso della sede di Maglie. I lavoratori con contratto a tempo indeterminato, al pari dei colleghi delle sedi di Gallipoli e Brindisi, aspettano di ricevere le raccomandate che sanciranno l’apertura delle procedure di licenziamento collettivo. Così come annunciato dall'azienda ai referenti sindacali.

È questione di giorni, 75 per completare l’iter, e poi 131 persone torneranno a casa con poche speranze davanti a sé. I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, al loro fianco, continuano a denunciare l’ennesima ferita inferta al tessuto produttivo del territorio e invocano l’intervento delle istituzioni mentre la parlamentare salentina Teresa Bellanova ha presentato un’interrogazione sulla vertenza.  

Le novità, ad oggi, sono poche. E le possibilità che l’unica commessa che reggeva il servizio inbound (Mediaset Premium) torni sui suoi passi, ancora meno. Il contratto scadeva il 30 giugno, senza altro da aggiungere.

Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil si stanno muovendo in un’altra direzione, ed hanno richiesto un incontro con i vertici di Mediaset Premium per chiarire la natura del problema. Pesa, infatti, il dubbio che i servizi sottratti a “Progetto Vendita” possano essere affidati altrove, e quindi delocalizzati.

Un aspetto tutto da verificare. Parimenti è rimasta in bilico la condizione dei 200 operatori a progetto che non sono formalmente interessati dalla procedura di licenziamento, ma ignorano la loro destinazione.

Anche in questo caso ai sindacalisti rimango solo le supposizioni: nella migliore delle ipotesi potrebbero essere trasferiti nella sede di Maglie, al netto della possibile chiusura del call center gallipolino.

Intanto, però, raccontano i referenti sindacali, Tommaso Moscara, Massimo Passabì e Gianni Bramato, gli operatori outbound di Gallipoli oggi non sono riusciti a lavorare: “I lavoratori hanno scoperto che il traffico telefonico era stato disabilitato, ma non sappiamo il perché – racconta Bramato -. Forse a monte vi è un guasto tecnico, cosa che accade, oppure questo blocco è stato voluto: stiamo cercando di comprendere l’accaduto e abbiamo chiesto spiegazioni ai vertici dell’azienda. Aspettiamo”.

“Di certo, però, la tensione è palpabile – aggiunge il collega Moscara -: finché non arrivano le lettere di licenziamento non possiamo richiedere alcun tavolo istituzionale; in più gli operatori telefonici devono fare i conti con questo slittamento nella data dei pagamenti che ha aggravato la situazione”.

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I tre esponenti sindacali stanno peraltro valutando, proprio in queste ore, di programmare uno sciopero del personale di “Progetto Vendita” così da smuovere acque quanto mai stagnanti.

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