Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Obbligo di derattizzazione a Lecce: un’ordinanza del settore Ambiente

Il dirigente del settore Ambiente del Comune di Lecce ha disposto le misure obbligatorie per i titolari di immobili antichi o dotati di giardini e seminterrati: si rischia multa da 25 a 500 euro

Foto di repertorio.

LECCE – Tutti i titolari di immobili facilmente colonizzabili dai topi dovranno provvedere alla derattizzazione degli ambienti. Il dirigente del settore Ambiente del Comune di Lecce ha infatti emesso una ordinanza che dispone per tutti i proprietari di abitazioni facilmente raggiungibili da ratti, topi, blatte e altri animali nocivi alla salute  di provvedere alle adeguate misure di disinfestazione.

L’ordinanza numero 116, emessa lo scorso 7 luglio, in particolare si riferisce ad ambienti come pertinenze disabitate in aree edificate, seminterrati: potenziali luoghi di rifugio e riproduzione che sfuggono alle disinfestazioni operate dal Comune sulle aree pubbliche. Il mancato rispetto dell’ordinanza prevede una sanzione da 25 a 500 euro. Bisognerà dunque provvedere all’installazioni di reti a ridosso delle grate per impedire l’accesso agli animali, ma senza ricorrere all’utilizzo di chiodature o collanti sui muri antichi, per poter garantire la reversibilità dell’intervento. I cittadini saranno inoltre tenuti a rendere inaccessibili quei luoghi dove possano esserci condizioni idonee alla nidificazione delle specie animali come i quadri elettrici e i locali di servizio.

Con questa ordinanza il settore Ambiente richiama alla puntuale applicazione dei regolamenti comunali vigenti in materia di Igiene e Sanità pubblica approvati dal consiglio comunale negli anni passati, chiedendo ai cittadini di fare la propria parte per contenere il più possibile la presenza di animali nocivi in città – dichiara l’assessore all’Ambiente Angela Vallile puntuali e ripetute operazioni di derattizzazione e deblattizzazione effettuate dal Comune su suolo pubblico, infatti, acquistano la massima efficacia solo se opportunamente integrate dagli interventi sugli immobili privati, che se non disinfestati rappresentano un rifugio per gli animali e un luogo di moltiplicazione degli stessi. Allora bene ricordare ciò che i regolamenti comunali già dispongono: oltre alle aree pubbliche occorre disinfestare gli immobili disabitati, nei quali il Comune non può intervenire” .

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